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Il greggio russo aggira le sanzioni americane per “colpa” della… Sicilia

Raffineria Priolo Foto di Franco Lannino / Ansa

Nella raffineria siciliana, la seconda più grande d’Italia e la quinta in Europa, il greggio diventa “prodotto italiano”, quindi arriva negli impianti a stelle e strisce da “italiano”, e non da “russo”, per poi tornare anche in Europa

Il greggio russo aggira le sanzioni degli Usa, imposte causa guerra in Ucraina, per “colpa” della… Sicilia. Per essere più precisi, a causa della raffineria siciliana della Lukoil (seconda società petrolifera russa) a Priolo. A rivelarlo è un’indagine del Wall Street Journal, che spiega il passaggio di trasformazione attraverso un video. In pratica, il petrolio greggio è escluso dalle sanzioni americane. E nella raffineria siciliana, la seconda più grande d’Italia e la quinta in Europa, il greggio diventa “prodotto italiano”, quindi arriva negli impianti a stelle e strisce da “italiano”, e non da “russo”, per poi tornare anche in Europa.

Il processo di trasformazione, sostanzialmente, fa sì che il petrolio diventi “italiano”, ma è in realtà sempre quello russo, che l’Isab di Priolo acquista regolarmente perché al momento i gruppi europei possono continuare a comprare greggio russo senza problemi, in quanto questo prodotto non è presente tra le sanzioni Usa. Ancora per poco, però, perché dal 5 dicembre scatterà anche in Europa l’embargo sul petrolio russo. E lì si presenterà un altro problema: questo embargo rischia infatti di includere anche la raffineria nella rete delle sanzioni, con tanto di sospensione delle attività e possibili ricadute pesanti sui lavoratori siciliani. Insomma, un film in parte già visto: le sanzioni rischiano di penalizzare di più chi le compie anziché chi le subisce. La raffineria conta circa mille dipendenti, con due mila aggiuntivi se si considera tutta l’area industriale di Siracusa ad essa collegata. Il volume finanziario è di circa 600 milioni di euro l’anno e tutta l’area industriale vale da sola il 51% del Pil della provincia di Siracusa. Insomma, le ripercussioni sarebbero gravi specialmente in un periodo delicatissimo come questo sul fronte economico. Per questo, il nuovo ministro delle Imprese Adolfo Russo si sta già occupando della situazione, evitando che l’azienda venga sottoposta a sanzioni e possa continuare ad occuparsi della sua attività, senza grosse ripercussioni.