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“Tutto e il contrario di tutto”: il convegno che rimette in discussione un po’ di storia sui Bronzi

Ritrovamento Bronzi di Riace

Alla fine del Convegno sono intervenuti il Sindaco della Città Metropolitana Carmelo Versace e la Dott.ssa Barbara Davidde. Il risultato del Convegno può essere sintetizzato in “tutto e il contrario di tutto”

Il Ministero della Cultura per la Calabria ha organizzato il Convegno Internazionale “I Bronzi di Riace: 50 anni di studi e ricerche” che si è svolto nei giorni 10, 11 e 12 novembre u.s. presso la terrazza del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Oltre trenta i ricercatori e gli studiosi che hanno presentato i propri studi sui Bronzi di Riace.

Nella prima giornata erano presenti il Sottosegretario Vittorio Sgarbi, il Vicepresidente della Regione Calabria Giuseppina Princi, il Prefetto di Reggio Calabria, il Questore, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza ed altre autorità politiche e religiose. Ha moderato il Dott. Fabrizio Sudano ed hanno relazionato Ludovico Rebaudo, Maurizio Paoletti, Vincenzo Franciosi, Konstantinos Tziampasis, Koichi Hada, Vincenz Brinkmann, Antonio Corso, Daniele Castrizio, Fausto Zevi, Giovanna De Palma, Nuccio Schepis, Roberto Ciabattoni, Mario Micheli, Massimo Vidale, Gerardo De Canio, Marialuisa Mangeli, Ivan Roselli, Vincenzo Fioriti, Carmelo Malacrino, Davide Bennato, Andrea Gennaro, Rinaldi Tufi, Pippo Cappellano, Barbara Davidde. Sono intervenuti nella discussione la Prof.ssa Giuseppina De Marco, il Prof. Riccardo Partinico, il Prof. Ludovico Rebaudo, il Prof. Giacomo Oliva, il Prof. Koida Hada, il Prof. Antonio Corso ed il Prof. Vincenz Brinkmann.

Alla fine del Convegno sono intervenuti il Sindaco della Città Metropolitana Carmelo Versace e la Dott.ssa Barbara Davidde. Il risultato del Convegno può essere sintetizzato in “tutto e il contrario di tutto”. Infatti è stato rimesso in discussione il metodo di realizzazione a cera persa, metodo diretto o metodo indiretto, le armi di cui erano dotate le due statue, la località della partenza ed il luogo di esposizione. L’unica cosa certa, chiarita definitivamente dal Prof. Ludovico Rebaudo, è che la terra di fusione interna non è di Argo ma di un vasto bacino idrogeologico compreso tra Atene, Corinto ed Argo e che le statue sono state realizzate da artisti differenti a distanza di trent’anni circa l’una dall’altra, pertanto non possono rappresentare i personaggi mitologici Tideo ed Anfiarao, Eteocle e Polinice ed Eumolpo ed Eretteo.