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La Cgil Reggio Calabria-Locri sulla violenza sulle donne

Cgil Reggio Calabria-Locri: "necessario scalfire il muro di silenzio creando rete e tutelando le vittime"

flash mob violenza donne reggio calabria (3)

“In Italia, nell’ultimo anno, ogni tre giorni è stata uccisa una donna:  tra il primo agosto 2021 e il 31 luglio 2022 sono state assassinate 125 donne, si è registrato un aumento dell’8% rispetto a un anno fa. Secondo i dati Istat nei primi tre mesi del 2022 sono state 480 le vittime di violenza in Calabria. Questi dati sottostimano il fenomeno, tante sono le donne che non denunciano e che si sentono lasciate sole da un sistema che di fatto non le tutela”. Lo afferma in una nota Gregorio Pititto segretario generale Cgil Reggio Calabria-Locri.

“È  fondamentale scalfire il muro del silenzio in un un territorio orientato ad un sistema patriarcale. Siamo consapevoli che l’istruzione e il ceto sociale da soli non bastano ad immunizzare dal senso malato di possesso che è alla base della violenza di genere. Effettivamente sempre più donne pensano di non avere gli strumenti necessari per cambiare vita, considerando anche la non indipendenza economica, il lavoro in nero di molte donne nella provincia di Reggio Calabria”.

“È necessario creare una rete tra Comuni,  associazioni,  sindacato per aiutare concretamente le donne vittime di violenza ad uscire dall’isolamento, a trovare un lavoro, per far sì che queste donne sappiano a chi rivolgersi anche nel nostro entroterra e siano messe nelle condizioni economiche di vivere una vita dignitosa. La nostra strada è quella di lavorare per la diffusione di una cultura non violenta, ma anche di creare le condizioni di indipendenza economica che permettano alle donne di ribellarsi. Contrastare il lavoro nero e lo sfruttamento femminile è uno strumento di fondamentale importanza per contrastare la violenza sulle donne”.

“Se pensiamo ad esempio al settore agricolo, non esistono dati certi sulle donne sfruttate, spesso vessate e vittime di violenza.  Il fenomeno del lavoro nero caratterizza il settore agricolo attraverso reclutamento illecito, irregolarità contrattuali o la totale assenza di un contratto di lavoro e la conseguente assenza di previdenza e protezione sociale. ActionAid ha pubblicato quest’anno il rapporto “Cambia terra. Dall’invisibilità al protagonismo delle donne in agricoltura” sulle condizioni delle donne che lavorano in nero nei campi, attraverso la testimonianza diretta di braccianti, operatrici, ricercatori, psicologhe, sindacaliste che descrivono le molestie come parte integrante della vita lavorativa delle raccoglitrici. Nelle campagne le donne arrivano a guadagnare anche solo 25/28 euro al giorno mentre gli uomini ne ricevono 40. Nel rapporto pubblicato emergono continue aggressioni, minacce e avances. La forza lavoro agricola si concentra al Sud (37%) e ad emergere nella ricerca è la situazione critica che vivono le donne nell’Arco jonico.  Vittime soprattutto donne straniere originarie della Romania e della Bulgaria.  È  necessario contrastare questo fenomeno attraverso la costruzione di percorsi culturali e di prevenzione alla violenza di genere. Bisogna partire dalla tutela delle lavoratrici e dalla cultura per non lasciare più queste donne vittime da sole”.