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Un’azienda italiana realizza ponti in tutto il mondo, tranne che sullo Stretto di Messina

ponte sullo stretto di messina

Raffaella Paita (senatore Italia Viva) ha fatto notare il grande paradosso: “in Italia si mette in discussione il Ponte sullo Stretto, ma l’italiana WeBuild in Romania sta per realizzare l’opera più lunga dell’Europa continentale”

“Incredibile. Mentre in Italia si mette in discussione da decenni del Ponte sullo Stretto gli italiani di Webuild insieme al socio giapponese IHI realizzano il ponte sospeso più lungo della Romania. E’ paradossale. Basta con i signori del No. Sì alle infrastrutture”. E’ quanto scrive questa mattina sui social Raffaella Paita, senatore di Italia Viva. Il riferimento è alla notizia diffusa dall’azienda italiana WeBuild, che ha comunicato di aver raggiunto un avanzamento complessivo dei lavori pari al 72% per il ponte sospeso sul Danubio. Si tratta del modello più lungo dell’Europa continentale, superato in generale soltanto dal recentissimo Canakkale Bridge sullo Stretto dei Dardanelli, in Turchia. All’interno del progetto, inoltre, è compresa la realizzazione di 23 chilometri di viabilità.

Insomma, come fa presente la parlamentare, ovunque si costruiscono opere di questo tipo (per mano addirittura di un’azienda italiana!) tranne che appunto sullo Stretto di Messina e Reggio Calabria. Verrebbe da chiedersi il perché visto e considerato che, come su ammissione di Matteo Salvini, “il Ponte costa più non farlo, che farlo”. Una considerazione corretta per due motivi: perché lo Stato italiano paga milioni di euro alla società Stretto di Messina S.p.A. (società del Gruppo Anas che è costituita dal 1981 e ha la missione di progettare, realizzare e gestire il Ponte sullo Stretto), che dal 2013 è stata posta in liquidazione; ma poi anche perché il costo dell’insularità per il popolo siciliano è di 6 miliardi di euro ogni anno, ovvero una cifra vicina al costo della realizzazione del Ponte. “Ci sono stati troppi anni di chiacchiere, devono partire i lavori perché non è solo l’unire la Sicilia e la Calabria: è lavoro, sviluppo e tutela dell’ambiente, con la pulizia del mare e unire l’Italia all’Europa”, sono le ultime parole pronunciate dal leader della Lega durante la sua visita a Messina, chissà se un giorno diventeranno realtà visto che oggi sembrano esserci tutte le condizioni per cambiare il destino delle due Regioni più a sud del nostro Paese.