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Reggina, quando una nave di soli tifosi partì per la Sardegna: “liti e gente ubriaca, come la spedizione dei mille”

nave reggina diretta a sassari

Una nave di soli tifosi amaranto, per una trasferta rimasta nella storia: Torres-Reggina, 22 maggio 1988, il racconto a StrettoWeb dell’allora vice Presidente Mimmo Praticò

22 maggio 1988, terz’ultima giornata del campionato di Serie C1 girone B. La Reggina di Nevio Scala è lanciatissima verso la B. In mezzo alle prime, sostenuta da un mare (in tutti i sensi, e ora vedremo) di gente, quella squadra affronta la trasferta di Sassari in casa della Torres. L’entusiasmo è alle stelle, i tifosi seguono la propria amata in casa e in trasferta, ma quella, di trasferta, per ragioni logistiche, è molto complessa. Ma la Reggina, nella persona del suo allora vice Presidente Mimmo Praticò, decide bene di organizzare una nave, tutta per sé: “come Perugia e Pescara, anche quella trasferta la organizzai io, che allora gestivo anche i rapporti coi tifosi”, rivela a StrettoWeb l’ex dirigente amaranto. “Allora – rivela – c’era un bel dialogo con le Ferrovie, con Renato Funaro, venuto a mancare proprio qualche giorno fa”.

“Ci diedero la disponibilità di questa nave, solo per noi. Io, che avevo l’obbligo e la responsabilità, dovevo andare con loro. Sai in quanti si presentarono? Oltre mille, ma tanti li dovemmo rifiutare. Fosse per noi ne avremmo accettati molti di più, ma oltre i mille non potevamo andare. E così partimmo, da Reggio, con questa grandissima nave delle Ferrovie, nel tardo pomeriggio. Viaggiammo tutta la notte e arrivammo a Sassari nella tarda mattinata successiva”. Entusiasmo e passione, da parte di Mimmo Praticò, nel raccontare questi momenti. “A me fa sempre piacere”, ci confessa al telefono. “Quello fu un viaggio da mille e una notte, a voler usare una metafora. Né bello né brutto, ma un’esperienza sicuramente unica e da raccontare”.

Ma cosa successe in quella notte? “Di tutto”, afferma Mimmo. “Le navi avevano i treni-cuccetta sotto e prima di partire abbiamo visto tanta gente arrampicata al pilone che ci salutava. Sembrava davvero la spedizione dei mille di Garibaldi. E poi quella notte c’era gente che si ubriacava, chi mangiava a perdere, qualche lite. Non ti dico”, rivela. “Cumpari di qua, cumpari di là, mi mancastu i rispettu’. Qualche litro di troppo aveva portato ad alcune liti, purtroppo, e io mi trovai più volte in mezzo a dividere. Ma non è tutto, perché quando arrivammo a Sassari, quasi quasi volevano riportarci indietro. Non volevano farci scendere, avevamo tanti oggetti con noi, ma abbiamo trovato una soluzione, li abbiamo raccolti e ci hanno fatto scendere”.

Quella partita, poi, finì 1-1, ma al ritorno fu grande festa. Nelle successive due partite la Reggina ottenne altri quattro punti, chiuse al terzo posto e giocò lo storico spareggio contro la Virescit, terminato 2-0. Fu promozione in Serie B, ma questa è un’altra storia e la racconteremo in altra pagina.

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