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Torrenti, fiumare e rischio disastri. Montebello ha paura e scrive alla Politica: “fate qualcosa”

Pulizia fiumara Calopinace

La lettera aperta dell’Associazione Culturale e di Volontariato Democrazia e Libertà – Uniti per Montebello Jonico ha scritto e inviato una lettera aperta alla Regione Calabria, alla Città Metropolitana di Reggio e al Comune di Montebello per la “richiesta d’intervento di messa in sicurezza del territorio, inerenti problematiche di natura idrogeologica e regimentazione della acque fluviali, reflue e/o meteoriche”

“L’Associazione Culturale e di Volontariato Democrazia e Libertà – Uniti per Montebello Jonico, presente già da molti anni sul territorio con il suo rispettivo Comitato, si propone di operare nel Comune di Montebello Jonico (RC) al servizio dei cittadini e del territorio, in particolare, agendo attraverso campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di tutti gli Organi Istituzionali che abbiano il potere di intervenire in maniera diretta o indiretta per garantire a tutela dei diritti dei cittadini e delle area in questione, in modo specifico o generale. La stessa si pone da tramite tra i cittadini e le Istituzioni, al fine di poter rendere note le loro problematiche, spesso sconosciute, e di poter suggerire soluzioni utili sia all’Amministrazione interpellata e sia ai cittadini. Un’Associazione di cittadini attivi e propositivi che vogliono rendere migliore il rapporto Istituzioni-Cittadini, tutto rivolto all’unico scopo di migliorare le condizioni del Comune di Montebello Jonico e dell’area metropolitana di Reggio Calabria. Ci rivolgiamo a Voi Illustrissimi destinatari affinché possiate, ognuno per la propria competenza, porre in essere quanto necessario per la realizzazione dei suggerimenti che a breve andremo a snocciolare”. Si apre così la lunga lettera dell’Associazione, che di seguito spiega i motivi che l’hanno spinta a scrivere e inviare una missiva diretta alla politica locale e regionale.

“Non molto tempo fa – si legge – alcuni territori italiani sono stati colpiti da devastanti perturbazioni metereologiche che hanno portato morte e distruzione nelle zone colpite dalle avversità atmosferiche. Vite umane spezzate per l’incuria del territorio. Una Nazione evoluta non può permettere che accadono certe tragedie: si deve porre un rimedio immediato ed esso si chiama prevenzione. Al fine di prevenire disastri territoriali, che potrebbero costare vite umane (come già accaduto), è necessario intervenire: il tempo dell’attesa è finito. Nel Comune di Montebello Jonico il dissesto idrogeologico è un problema atavico, al quale non si è mai trovata una soluzione definitiva, solo qualche intervento tampone, ma nulla di realmente concreto e stabile. Porre in essere una progettazione definitiva e la realizzazione delle dovute opere sono gli aspetti fondamentali per ridare serenità e sicurezza al territorio e ai cittadini montebellesi. Una fitta rete di torrenti e fiumare, che riversano in pessime condizioni, sono un serio rischio per le abitazioni circostanti. Essi necessitano d’interventi di messa in sicurezza adeguati e definitivi, in particolare segnaliamo il Molaro II, il Jovani, l’Annunziata, il S.Elia, il San Pietro, S.Elena. Non meno importanti sono tutti i torrenti e i canali di scolo che attraversano i diversi centri abitati, Saline Joniche in particolare, poiché presentano condizioni deplorevoli, non sarebbero in grado di assolvere il loro compito, trasformandosi così in veri e propri portatori di disastri. La pulizia degli alvei, la messa in sicurezza degli argini e un continuo monitoraggio, tutto correlato ad un adeguato piano di emergenza, potrebbero garantire il non ripetersi di eventi nefasti”.

“Fondamentale sarebbe il completamento della rete fognaria comunale: completare la rete fognaria comunale, inserendo una serie di caditoie stradali e canali (tipo cunette) di raccolta acque reflue e/o meteoriche, tutti collegati ad un’efficiente rete fognaria, garantirebbero un regolare smaltimento e regimentazione delle predette acque, aumentando notevolmente la sicurezza del territorio. Per completare la rete fognaria si dovrebbe partire da quelle zone che sono rimaste monche, il caso più eclatante è Riace di Saline Joniche dove la rete fognaria risulta non ultimata, molte traverse della contrada sono sprovviste delle opportune diramazioni, inoltre mancano le opere complementari necessarie per di deflusso delle acque meteoriche e/o reflue. Una situazione veramente esplosiva, che rischia di tramutarsi in tragedia se non si dovesse intervenire prontamente”.

“A tal riguardo – continua l’Associazione – il PNRR prevede l’investimento di circa 2,5 miliardi di euro per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico e analogamente per ridurre gli interventi di emergenza, sempre più necessari a causa delle frequenti calamità. Interventi rivolti a mettere in sicurezza da frane o ridurre il rischio di allagamento nelle aree metropolitane, si affiancano misure non strutturali previste dai piani di gestione del rischio idrico e di alluvione, focalizzati sul mantenimento del territorio, sulla riqualificazione, sul monitoraggio e sulla prevenzione, tutto finalizzato alla tutela dell’incolumità pubblica e privata, in linea con la programmazione e gli strumenti di pianificazione esistenti. Inoltre con Decreto Ministeriale n. 191 del 17/05/2022 relativo all’Investimento 4.4 “Investimenti in fognatura e depurazione” Il Ministro della Transizione ecologica, in data 17 maggio 2022, al fine di dare attuazione all’Investimento 4.4 “Investimenti in fognatura e depurazione” previsto nell’ambito della Missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, Componente “Tutela del territorio e della risorsa idrica”, ha previsto un riparto di risorse pari a 600 milioni di euro, da poter eventualmente richiedere”.

“Queste tipologie di finanziamento, unite a tutte le altre in vigore, potrebbero essere parte della soluzione ai problemi sopra elencati, ma la parte fondamentale è la volontà di affrontare e risolvere questi problemi. Purtroppo la VOLONTA’ non si può richiedere per bando o finanziamento la si deve trovare nel cuore e nell’anima di chi è preposto alla risoluzione di quanto illustrato, dal canto nostro siamo fiduciosi. Chiudiamo con una citazione di Helen Keller: “L’ottimismo è la fede che porta al successo. Non si può fare niente senza fiducia e speranza”. Egregi e illustrissimi destinatari della missiva, ci rivolgiamo a tutti Voi affinché possiate porre in essere, ognuno per la propria competenza, quanto segnalato e/o suggerito. Restiamo a vostra completa disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento, contatto o incontro necessario per eviscerare quanto descritto. Il Particolare al Presidente Occhiuto chiediamo un incontro per meglio specificare tutti gli interventi necessari per mettere in sicurezza il territorio in esame e garantire così sicurezza e tranquillità a migliaia di cittadini calabresi”, si chiude la lettera.