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Sinistra CGIL contro il Liceo “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria: duro comunicato sul caso RSU

Liceo Scientifico L. Da Vinci Reggio Calabria Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Sinistra CGIL rivolge un duro comunicato verso il Liceo “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria in merito al caso RSU

Ci sono tante scuole esemplari per relazioni, condivisione dei fini, clima rispettoso, attenzione ai bisogni formativi e del personale. Così come tante dove invece il clima è reso così difficile da ostacolare totalmente ogni possibilità di rapporti proficui. Nella gran parte dei casi, questo avviene per responsabilità dei dirigenti scolastici che, tronfi del proprio incarico si sentono onnipotenti, perseguono pratiche gestionali ed amministrative assolutamente autoritarie, rendono impraticabile ogni percorso democratico e di correttezza nelle relazioni con il personale e le sue rappresentanze sindacali“. È quanto espresso in un comunicato stampa da Pino Assalone e Delio Di Blasi, “Democrazia e Lavoro” – Sinistra CGIL.

Così è stato per l’anno scolastico 2021/22 al Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria con la reggenza come dirigente della prof.ssa Corrado, per come coerentemente ed in maniera determinata denunciato anche pubblicamente dalle RSU della FLC-CGIL. – proseguono i due rappresentanti sindacali – Le vicende lì accadute sono a nostro avviso emblematiche di quanto sta succedendo nel mondo del lavoro nel nostro Paese, sintetizzando in quella realtà tutte le tendenze che rischiano di far compiere giganteschi passi indietro ai diritti di rappresentanza e tutela degli interessi e dei bisogni di lavoratrici e lavoratori.

E’ inaccettabile la concezione proprietaria da parte di quella dirigente che dimostra con le sue pratiche una vera e propria allergica insofferenza verso ogni tipo di confronto vero. Si è inteso mortificare il ruolo della Rappresentanza Sindacale, riducendola a puro orpello delle proprie determinazioni, negando ogni dignità di effettiva funzione, attaccandola quando per competenza, autonomia e determinazione non si dimostra prona ai suoi voleri e silente verso le sue decisioni, arrivando persino ad attivare la pazzesca richiesta di sanzione disciplinare prima per un componente la RSU (poi archiviata dall’Ufficio Procedimenti Disciplinari competente) ed alla fine dell’anno scolastico per tutte e tre le componenti FLC-CGIL della RSU dell’Istituto“.

Lascia interdetto questo comportamento degno di un pubblico amministratore borbonico o di un padrone delle ferriere ma non stupisce, vista l’impunità di cui godono i comportamenti arroganti e antidemocratici presso l’Amministrazione scolastica regionale e il silenzio complice delle Segreterie regionali delle Organizzazioni Sindacali di categoria. – proseguono Assalone e Di BlasiSi dovrebbero organizzare manifestazioni e dibattiti su tristi vicende come questa, insorgere di fronte a simili interpretazioni autoritarie e dispotiche del ruolo dirigenziale ed a comportamenti cosi lesivi delle prerogative delle Rappresentanze Sindacali. Si preferisce invece tacere o tutt’al più concertare nei corridoi delle Amministrazioni soluzioni compromissorie che non scontentino né questo né quello. La parola d’ordine sembra essere: ‘non disturbare i manovratori’“.

Discutere amabilmente nei locali di fronte a una bella birra o pontificare in qualche occasione pubblica, parlare al microfono di qualche intervistatore o pavoneggiarsi a qualche presentazione di libro di ciò che non va è un conto, sporcarsi le mani scontrandosi con le Amministrazioni scolastiche senza subalternità e con i Dirigenti scolastici vessatori nei singoli posti di lavoro è tutt’altra cosa. Sarebbe fare Sindacato, quel Sindacato di cui qualcuno vorrebbe recidere le radici e qualcun altro invece rinverdirle. Perché senza quelle radici, non c’è Sindacato! – si legge in conclusione – Esprimiamo la nostra più totale vicinanza e solidarietà ai compagni della RSU di quella scuola della FLC-CGIL e siamo disponibili ad ogni iniziativa possa essere utile a loro ed alla causa della democrazia nei luoghi di lavoro“.