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Sanità: fondi per il GOM di Reggio Calabria. Costantino: “serve una riforma organizzativa”

raccolta fondi gom reggio calabria Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Reggio Calabria, le riflessioni dell’Ing. Francesco Costantino

“Non si può non essere contenti se per il GOM di Reggio Calabria l’INAIL sono stati aggiunti 90 mln di € all’investimento originariamente programmato di 180 mln di euro. Tuttavia, esaurita la sbornia di contentezza, non può non essere segnalato quanto segue ai sindacati, ai politici e agli amministratori locali che si occupano dello sviluppo del territorio metropolitano di Reggio Calabria”. E’ quanto afferma l’Ing. Francesco Costantino.

“Così, tanto per fornire a loro qualche spunto di riflessione.
1- Già il 14 ottobre 2020 la Regione Calabria aveva ritenuto non più di interesse la riqualificazione, recupero e riconversione funzionale del Centro CIAPI di Catona il cui investimento programmato era pari a 46, 1 mln di €;
2- Più recentemente-18 luglio 2022- la stessa Regione Calabria ha richiesto di espungere gli interventi finanziati dall’INAIL e inseriti nel DPCM 4 febbraio 2021 riguardanti la riqualificazione del padiglione piastra dell’ospedale di Locri per-33,4 mln di € e la riqualificazione strutturale e impiantistica dell’ospedale di Melito Porto salvo per 40,2 mln di €.
Riassumendo, nel territorio metropolitano di Reggio Calabria l’INAIL ha operato disinvestimenti per complessivi 119,7 mln di € e ha programmato nuovi investimenti per 90 mln di € da utilizzare per il GOM, cui aggiungere 13 mln di € per una palazzina uffici e foresteria a servizio del GOM stesso e 2,7 mln di € per il completamento del polo oncoematologico.
In totale investimenti aggiuntivi per complessivi 105,7 mln di €.
Poiché la matematica non è un’opinione il saldo degli investimenti INAIL programmati nel territorio della città metropolitana di Reggio Calabria risulta negativo per 14 mln di €.
Considerazione aggiuntiva di un certo rilievo: i maggiori investimenti necessari per la realizzazione del GOM non sono indipendenti dai ritardi accumulati che hanno determinato maggiori costi attualizzati di realizzazione. E qua mi fermo ma molto altro potrebbe essere aggiunto sull’utilizzazione – meglio non utilizzazione- che è stata fatta dei fondi disponibili, in qualche caso da decenni, e ampiamente svalutatisi, nel mentre ai calabresi è stato negato il diritto di usufruire dei livelli essenziali di assistenza sanitaria. Senza una riforma organizzativa ed etica della sanità calabrese nessun annuncio trionfante di nuovi finanziamenti produrrà gli effetti sperati e attesi. E di una politica di soli annunci si può anche morire”, conclude.