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Quando la Reggina scoprì Gianfranco Zola: “ragazzi, quello è forte, dobbiamo prenderlo”

Gianfranco Zola Foto di Maurizio Brambatti / Ansa

“Lo vidi e lo segnalai alla dirigenza: ‘ragazzi, quello è forte, bisogna prenderlo’. Ma il giocatore aveva già attirato le sirene da categorie superiori e infatti nell’89 andò a Napoli”

Tanti, tantissimi aneddoti, da una chiacchierata non banale, sul presente, ma su fatti (belli) del passato. E non poteva essere altrimenti quando l’interlocutore si chiama Mimmo Praticò, uno degli uomini che ha fatto la storia in primis dello sport, a Reggio Calabria, e poi anche della Reggina. Vice Presidente negli anni di Benedetto, Presidente dopo la lunga era Foti. Con lui abbiamo parlato dell’incredibile viaggio a Sassari con una nave di soli tifosi della Reggina e dell’estenuante trasferta di qualche settimana a Perugia, in occasione dello spareggio contro la Virescit (dove si addormentò).

Ma per quella partita di fine maggio, quella in casa della Torres, Mimmo Praticò ai nostri microfoni racconta un altro aneddoto. Lì, infatti, la Reggina conobbe un giovanissimo Gianfranco Zola, che militava appunto nella squadra sarda. “Lo vidi e lo segnalai alla dirigenza: ‘ragazzi, quello è forte, bisogna prenderlo’. Ma il giocatore aveva già attirato le sirene da categorie superiori e infatti nell’89 andò a Napoli”. Il resto, poi, è storia. Nevio Scala non si ritrovò infatti il calciatore a Reggio, ma qualche anno più tardi a Parma, prima che il funambolico sardo spiccasse il volo verso l’ Inghilterra, al Chelsea, prima di chiude la carriera in patria, al Cagliari.