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Reggio Calabria, attimi di panico: ordigno esplode su bus diretto a Sant’Eufemia

autobus ferrovie calabria

Il mezzo danneggiato appartiene alle Ferrovie della Calabria: la denuncia dei rappresentanti sindacali che si dichiarano pronti allo sciopero

Il 6 ottobre scorso, su di un autobus partito da Palmi e diretto a Santa Eufemia d’Aspromonte, delle Ferrovie della Calabria, “è stato esploso una sorta di ordigno rudimentale che ha sprigionato un forte boato e del fumo tossico. Il fatto è accaduto alle porte della città di destinazione e ha comportato il fermo dell’autobus”. E’ quanto scrivono in una nota firmata dai rappresentanti sindacali aziendali Bruno Citroni, Rocco Lirosi, Francesco Tomaselli e Vincenzo Fururi (FILT-CGIL, FIT CISL, UILT e FAISA-CISAL). “Questo episodio è uno dei tanti che, nel tempo, hanno riguardato alcune delle autolinee pianigiane di  Ferrovie della Calabria, che portarono alla sospensione del servizio e alla presenza a bordo, una volta  riavviato, di guardie giurate – si legge nella nota – . Ci chiediamo se nell’anno 2022 d. C. sia ancora possibile assistere ad atti tanto gravi quanto ingiustificati, verso i quali esprimiamo la più ferma condanna”.

Il servizio pubblico e gli autobus “vengono scambiati per occasioni e luoghi nei quali dare sfogo a vergognosissimi atti di intemperanza che vanno dagli apprezzamenti negativi ed alle ingiurie verso i conducenti al danneggiamento dei mezzi, al consumo di sigarette, ad urla diretti a rievocare giochi che la legge peraltro considera d’azzardo. Tutto si consuma, da sempre, nell’indifferenza di chi dovrebbe invece avere a cuore le sorti di un servizio pubblico essenziale, atto a garantire la mobilità dei cittadini e, al tempo stesso, la serenità lavorativa degli addetti al trasporto”.

Innumerevoli sono le segnalazioni di danneggiamenti agli autobus, di furto di gasolio, di opposizione al pagamento del titolo di viaggio, di atti di prevaricazione al personale, di interruzione di pubblico servizio, di minacce, di tutta una serie di comportamenti contrari al buoncostume, alla legge e alle regole del vivere  civile, fanno ancora notare i sindacalisti: “segnalazioni che, al di là di qualche sporadica quanto effimera presa di posizione, nulla hanno sortito,  facendo ripiombare il servizio nel caos che lo caratterizza ancora oggi”. Le tratte in argomento “vanno attenzionate assumendo provvedimenti che conducano alla definitiva soluzione  criticità che non possono essere oltremodo ignorate e senza superare le quali il personale addetto al trasporto rischia ogni giorno il proprio benessere psico-fisico e il servizio risente di gravi ripercussioni in  termini di qualità, affidabilità ed efficienza”.

I sindacati minacciano così lo sciopero: “abbiamo avviato la procedura nel tentativo di riuscire a scardinare la situazione di stallo inaccettabile nella quale si versa, intenzionati a porre la parola fine al vezzo di utilizzo distorto del servizio di trasporto pubblico da parte di persone indegne di essere considerate civili. Proponiamo sin da ora che i servizi in questione siano strutturalmente organizzati con la presenza di guardie giurate a bordo, ovvero servizio di polizia, assicurando, anche, il debellamento dell’evasione tariffaria che  – da sola – vale più della spesa per il servizio d’ordine. Lavorare non è uno sport, ma un’esigenza alla quale nessuno intende sottrarsi sempreché siano garantiti i presupposti minimi atti ad assicurare che l’attività lavorativa si svolga con serenità ed in sicurezza, condizioni necessarie in qualsiasi contesto di lavoro ma indispensabili in un settore in cui i dipendenti si trovano alla guida di mezzi con a bordo decine e decine di persone. Attendiamo soluzioni concrete, in assenza delle quali ci determineremo di conseguenza, nelle forme di legge e senza alcuna procrastinazione”.