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Le opere del Gagini tra Calabria e Sicilia: gli appuntamenti si spostano da Reggio a Catania

Opere-Gagini Foto di Stefano Mileto

Dopo le giornate a Reggio Calabria, gli appuntamenti sul Gagini di Bissone si spostano a Catania, il 4 e 5 novembre

Continuano le giornate di studio dedicate ai Gagini di Bissone, la famiglia di scultori di origini svizzere a cui si deve la diffusione delle mode artistiche rinascimentali nelle due Regioni separate dalla Stretto di Messina. Sono infatti previsti, nei giorni 4 e 5 Novembre 2022, presso il Castello Ursino di Catania gli incontri su queste celebri figure della storia dell’arte meridionale, nell’ambito di un progetto organizzato dalla Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania in collaborazione con la SABAP-RC e promosso dall’Assessorato dei bei culturali e dell’identità siciliana. La sessione siciliana del convegno si pone come tappa intermedia di un successivo incontro che si terrà a Bissone nel 2023. Ad inaugurare le giornate di studio sono state gli appuntamenti, organizzati il 14 e il 15 ottobre scorso a Reggio Calabria e a Bagaladi, durante i quali sono stati resi noti aspetti inediti della produzione artistica di Antonello Gagini, il più talentuoso figlio di Domenico, trasferitosi a Palermo nella seconda metà del XV secolo, dopo aver lavorato a Genova, Firenze e Napoli.

L’idea del convegno, nata da un progetto promosso dall’assessorato ai BB CC della Regione Siciliana, si è in Calabria concretizzata grazie al lavoro della SABAP-RC, guidata dal soprintendente Fabrizio Sudano, che ha fortemente voluto creare una sinergia con il FAI Calabria e gli enti locali, pubblici e religiosi, deputati alla valorizzazione dei beni culturali, tra cui gli uffici beni culturali delle diocesi di Reggio-Bova, Oppido-Palmi Locri-Gerace. Molti i relatori e, dunque, gli approfondimenti che hanno caratterizzato la giornata di studi reggina. Grazie ai contributi degli storici dell’arte, Maria Teresa Sorrenti, Mario Panarello, Pasquale Faenza, Giacomo Oliva e Domenico Pisani, si è avuto così modo di sondare aspetti tecnici, iconografici e stilistici di gran parte delle opere d’arte realizzate da Antonello Gagini in Calabria. Dalla sua prima opera nota, la Madonna con Bambino di Nicotera, alla straordinaria Pietà di Soverato, e poi ancora il monumento funerario di Giacomo Carafa a Caulonia, le Madonne a mezzo busto di Sinopoli e Pietrapennata di Palizzi, la Vergine con il Bambino di Seminara, quelle di Amantea, Mesoraca e Bombile, l’Annunciazione di Bagaladi e quella che è stata definita l’ultima impresa calabrese di Antonello: l’Incredulità di San Tommaso della cattedrale di Gerace.

Al convegno non poteva non mancare l’intervento dello storico dell’arte, Giampaolo Chillè grazie al quale il catalogo dello scultore panormita si è arricchito di un’opera di eccezionale interesse, scoperta dallo studioso sulla facciata di una antica chiesa del messinese. Un catalogo estremamente ricco di opere marmoree quelle realizzate della bottega del Gagini a cavallo tra Quattro e Cinquecento, magistralmente mappato da Franco Prampolini grazie ai nuovi ed avanguardistici sistemi di rilievo. Densi di significato sono stati inoltre gli interventi della sessione conclusiva del convegno, tenutasi a Bagaladi sabato 15 ottobre, inerenti la valorizzazione e la fruizione del patrimonio scultoreo rinascimentale nella Calabria meridionale e nella Sicilia orientale. All’incontro di Bagaladi sono stati presentati i progetti tematici promossi dalla SABAP-RC, relazionati dalla funzionaria storica dell’arte Daniela Vinci, le attività svolte dal Museo Diocesano “Mons Aurelio Sorrentino” di Reggio Calabria, diretto da Lucia Lojacono, ideatrice della mostra “Icone del Rinascimento”, i programmi di valorizzazione “percorsi gaginiani in Aspromonte” che saranno organizzati tra la fine del 2022 e tutto il 2023 dal FAI di Reggio Calabria, illustrati dal capo delegazione Dina Porpiglia e il lavoro del Parco Nazionale dell’Aspromonte, promotore del progetto Rinascimento d’Aspromonte, ideato da Pasquale Faenza, e che ha previsto l’inserimento di pannelli qr-code, realizzati da Stefano Mileto, in 18 sculture rinascimentali presenti nella riserva naturale più a Sud della Calabria. A chiudere l’incontro sono stati gli interventi del Dirigente della Sezione Architettonica, Paesaggistica Storico artistica ed Etnoantropologica della Soprintendenza di Catania Franco La Fico Guzzo e dalla funzionaria, nonché storico dell’arte, Carmela Cappa, a cui si deve l’idea di creare un ponte tra Sicilia e Calabria incentrati sulla figura dei Gagini di Bissone.

Gagini Giornate di Studio Catania locandina