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Mondiali Qatar, occhio ai divieti: dal sesso all’alcol, è in vigore la pena di morte

Divieti Mondiali Qatar

Tanti i divieti ai quali prestare attenzione in vista dei Mondiali in Qatar, i tifosi sono avvertiti:

Il prossimo 21 novembre iniziano i Mondiali in Qatar, evento unico nella storia del calcio che vedrà, per la prima volta, la Coppa del Mondo messa in palio in un torneo invernale. Fervono i preparativi per la kermesse che vedrà giungere nel paese asiatico tifosi e appassionati provenienti da tutto il mondo. A tal proposito, è importante prestare attenzione ai divieti imposti dalla cultura del posto, il più delle volte banali comportamenti di tutti i giorni, perfettamente legali in diversi altri paesi, ma che in Qatar sono severamente vietati e possono portare alla reclusione, alla condanna a punizioni corporali e, in casi estremi, anche alla pena di morte.

L’invito per gli stranieri è quello di rispettare la religione e la cultura del Qatar evitando alcuni comportamenti. Partiamo dalla religione. È vietato mancare di rispetto ai luoghi di culto ed esprimersi in maniera volgare. La blasfemia è punibile fino a un massimo di 7 anni di carcere, il proselitismo di qualsiasi religione diversa dall’Islam può essere punito invece con un massimo di 10 anni di carcere. L’abbandono dell’Islam, seppur considerato apostasia e dunque reato configurabile con la pena di morte, non è mai stato sanzionato dal 1971 ad oggi.

Il comportamento personale è regolato da una serie di rigide norme. È vietata la riproduzione di musica e suoni ad alto volume, ma anche scattare foto alle persone senza il loro permesso. Vietato, parzialmente, il consumo di alcolici: i musulmani non sono autorizzati a consumare alcol in Qatar e coloro che vengono scoperti a trasgredire sono soggetti a pene corporali come la fustigazione. I non musulmani possono ottenere un permesso speciale per acquistare alcolici per il consumo personale.

Nel 2014, il Qatar ha definito, tramite una campagna indirizzata ai turisti, un codice di abbigliamento consono tanto per le donne quanto per gli uomini. Si sconsiglia alle donne di indossare abiti ‘succinti’, quali leggins, minigonne, abiti corti, attillati o sprovvisti di maniche. Agli uomini è sconsigliato di indossare pantaloncini e canottiere.

Stringenti anche le regole riguardanti il sesso e la sessualità. La fustigazione è usata in Qatar come punizione per i rapporti sessuali illeciti: l’articolo 88 del codice penale qatariota dichiara che la punizione per fornicazione consiste in 100 frustate. I musulmani condannati per zina (relazioni sessuali illecite pre o extra-matrimoniali) possono essere condannati a una punizione consistente nella fustigazione se non sposati, ma anche alla pena di morte se sposati. I non musulmani possono essere arrestati.

L’omosessualità è un crimine punibile in sharia con la pena di morte, ma la sodomia tra adulti maschi consenzienti in Qatar è soggetta a una pena detentiva di massimo 5 anni. Non esistono leggi che coprano i diritti civili, l’orientamento sessuale e l’identità di genere, non sono riconosciuti i matrimoni omosessuali, i sindacati civili o le unioni domestiche.

Pur essendo contemplata, non è mai stata applicata la lapidazione. La pena capitale, eseguita generalmente tramite fucilazione, è prevista per spionaggio o altri gravi crimini contro la sicurezza della nazione. Altri crimini come l’omosessualità, la blasfemia, l’omicidio, la rapina violenta, l’incendio doloso, la tortura, il sequestro di persona, o ancora terrorismo, stupro, traffico di stupefacenti, estorsione per minaccia di accusa di un crimine d’onore, spergiuro che causa l’esecuzione illecita e tradimento possono condurre ad una sentenza di morte. Va comunque sottolineato che l’ultima esecuzione capitale è avvenuta nel 2003 come punizione per un omicidio.