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Le frizioni tra Meloni e Berlusconi e quei vecchi retroscena: “la ragazza mi ha già rotto le palle”

Berlusconi e Meloni Foto Ansa

Vecchi retroscena, raccontati lo scorso anno, ritornano alla luce adesso, dopo le recenti e nuove frizioni tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi

Si sta parlando molto, in questi giorni, degli attriti tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. I momenti tesi nel corso delle votazioni a Camera e Senato, i veti su alcuni Ministri, le scritte sui bigliettini. A tal proposito, proprio per queste vicende, a ritornare in voga è uno spaccato all’interno del libro “Io sono Giorgia” (Rizzoli 2021), in cui la leader di Fratelli d’Italia parlava del Cavaliere e delle frizioni nel corso degli anni, svelando anche un retroscena: “Molte volte, in questi anni, quando da presidente di un partito alleato ma distinto da quello di Berlusconi ci sono stati momenti di frizione – si legge – mi sono sentita dire che ero ‘irriconoscente‘ con il Cavaliere che mi aveva fatto ministro. A parte che sono convinta che un buon politico debba essere leale con gli uomini ma ciecamente fedele solo alle proprie idee, le cose non stanno comunque così. Ho sempre avuto con il Cavaliere un rapporto franco e leale e ho di lui una grande considerazione, ma la mia storia appartiene a un mondo che lui non ha mai capito davvero…”, confessava la Meloni, che poi racconta un episodio.

“Poche ore prima erano uscite delle intercettazioni di telefonate tra aspiranti soubrette e Berlusconi, da cui si intuiva che queste ragazze erano in cerca di raccomandazioni. In quella telefonata con Roncone dissi quello che pensavo e penso, e cioè che le raccomandazioni sono frutto di una società che non premia il merito, che le protagoniste della storia mi facevano tristezza e che il comportamento di Berlusconi, in quel frangente, da donna di destra, proprio non mi era piaciuto. La mattina dopo, all’alba – rivela – mi chiamò Ignazio La Russa, capo delegazione di Alleanza Nazionale al governo. Io stavo ancora dormendo, risposi assonnata e sentii lui dire, con la voce ferma: ‘Ma come ti viene in mente? C’è Berlusconi fuori dalla grazia di Dio’. Aprii la porta di casa per prendere il Corriere della Sera e a pagina 5 trovai la mia intervista, con richiamo in prima. Titolo: ‘Questo Silvio non mi piace’. All’alba, Berlusconi aveva chiamato La Russa arrabbiatissimo: ‘La ragazza mi ha già rotto le palle’. A un certo punto di questo percorso decisi di comunicare personalmente a Berlusconi la nostra decisione (di uscire dal Pdl per fondare Fratelli d’Italia, ndr). Quando glielo dissi, a Palazzo Grazioli, mi rispose con quel suo fare pragmatico da uomo d’affari che ha imparato come tutto, e quasi tutti, abbiano un prezzo. ‘Va bene, ho capito… Allora, dimmi: che cosa vuoi, che cosa vuoi fare?’. ‘Voglio essere fiera di quello che faccio. Lo dico con rispetto, ma davvero non mi sento più a casa”.