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Mario Occhiuto interviene sul caso di Giuseppe Mangialavori per la nomina a sottosegretario del governo Meloni

giuseppe mangialavori Foto di Maurizio Brambatti / Ansa

Nomina di Giuseppe Mangialavori a sottosegretario del governo Meloni, la nota di Mario Occhiuto

“Lo sprint operativo legato alla visione pragmatica della politica, ha distinto fin da subito l’azione del presidente del consiglio Giorgia Meloni. Sono quindi certo che anche in questa fase di scelta dei vice ministri e sottosegretari, il nostro premier saprà orientarsi attraverso le buone indicazioni che arrivano dagli alleati della coalizione di Centrodestra vincitrice alle elezioni del 25 settembre”.

Lo dichiara il senatore di Forza Italia Mario Occhiuto, aggiungendo: “Ritengo importante mantenere anche questo dibattito su principi di lealtà e valori comuni (garantismo in primis) che non si facciano condurre fuori strada da quella vecchia maniera di fare politica abituata a gettare l’ombra del sospetto su rappresentanti che invece non hanno alcuna ombra e che, magari proprio a causa delle diffamazioni di cui diventano oggetto, vengono messi frettolosamente da parte pur di non alimentare polemiche mediatiche. È il caso – precisa Mario Occhiuto – dell’onorevole Giuseppe Mangialavori, al quale in queste ore l’intero partito di Forza Italia, e non solo, si stringe convintamente per ribadirne a gran voce le capacità e i meriti. Conosco e stimo Giuseppe Mangialavori, è persona perbene, un apprezzato medico senologo che si è dedicato alla sua terra, con riconosciute qualità organizzative, anche nel ruolo di coordinatore regionale di Forza Italia in Calabria. Il nostro partito ha espressamente fornito un’indicazione unanime perché Mangialavori rappresenti adesso la Calabria nel governo nazionale. Sono sicuro – prosegue il senatore Occhiuto – che il presidente Meloni terrà conto dell’importanza di una valutazione scevra da pregiudizi. Le percentuali raggiunte da Forza Italia in Calabria alle ultime Politiche risultano doppie rispetto alla media del dato nazionale, determinanti a far conseguire la vittoria alla coalizione. I numeri si ottengono grazie al lavoro sul campo degli uomini e delle donne. E per ogni persona dunque contano i fatti, gli obiettivi raggiunti, persino l’ammirazione che riesce a raccogliere nel tempo e che in qualche misura ne alimenta il curriculum. Non possono e non devono valere dicerie, invenzioni, parole senza riscontri. Nessuno – conclude Mario Occhiuto – può ergersi a giudice al di fuori dei tribunali. Così facendo, il Centrodestra rinnegherebbe se stesso, andando contro i principi in cui crediamo e per i quali ci battiamo da anni”.