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La Scuola Politica Fratelli Tutti scende in campo per la mancanza di opportunità dei giovani di Reggio Calabria

Scuola Politica Fratelli Tutti

La Scuola Politica Fratelli Tutti torna in Italia per mettere cuore, mente e mani nella mancanza di opportunità per i giovani a Reggio Calabria

La Scuola Politica Fratelli Tutti, presentata a Roma da S.S. Papa Francesco, giunge nuovamente in Italia con 7 studenti della prima classe. Durante la loro seconda esperienza di lavoro sul campo, i giovani, di età compresa tra i 18 e i 30 anni e provenienti da 7 Paesi diversi (Argentina, Polonia, Zimbabwe, Paraguay, Brasile, Spagna e Stati Uniti) arrivano a Reggio Calabria e Ventimiglia per rispondere a due grandi dolori globali che affliggono il mondo e che sono particolarmente visibili in queste regioni: la crisi dell’immigrazione e la mancanza di opportunità per i giovani.

Per gli studenti si tratta del secondo soggiorno in questi luoghi. Durante la prima visita, tenutasi lo scorso marzo, hanno svolto un lavoro sul campo che ha permesso loro di incontrare ed ascoltare persone che vivono questi dolori, partecipare a workshop e rapportarsi con attori locali al fine di approfondire il tema.

Nel corso degli ultimi sei mesi, gli studenti hanno lavorato sulla comprensione dei dolori e sulla co-creazione di processi di implementazione progettuale, che permettessero, attraverso il dialogo e l’incontro, di trovare proposte creative e innovative nell’ottica di una nuova politica. L’obiettivo finale è quello di offrire il proprio contributo, creando uno spazio sicuro in cui questi dolori possano esprimersi e trovare ascolto e comprensione. Dolori che come è noto, interessano allo stesso modo altri Paesi, consapevoli che viviamo in un tempo in cui i diversi contesti personali, culturali e professionali eterogenei dei giovani si incontrano e si riconoscono.

L’esperienza a Reggio Calabria

Il dolore

L’Italia è un Paese in cui le disuguaglianze tra Nord e Sud sono spesso accentuate, determinando un panorama di “malessere meridionale“; una forma di accettazione, quasi di rassegnazione e di pessimismo. In questo modo, la migrazione dei giovani reggini ha innescato una spirale dolorosa per la comunità: i giovani si spostano dalla regione verso città più cosmopolite o altri Paesi. Le ragioni per cui i giovani di Reggio Calabria decidono di partire sono legate alla disoccupazione giovanile, all’alto tasso di mancanza di opportunità e alla corruzione.

La globalizzazione, la crisi economica, l’arretratezza della regione e l’incapacità delle classi dirigenti convergono come fattori che si combinano per delineare una narrativa che afferma che “andarsene è l’unica via d’uscita” piuttosto che lavorare collettivamente per sentirsi parte di una comunità educante ed inclusiva, all’altezza dei sogni di questi giovani, e di questa splendida città così accogliente, che ha così tanto da offrire ed infinita voglia di emergere.

Il processo

Il progetto di impatto comunitario sviluppato dal team di Reggio, accompagnato dagli educatori della pontificia Scholas Occurrentes, insieme agli attori della comunità, propone un intenso percorso, strutturato in ascolto reciproco tra i vari interlocutori della città, affinchè questo dolore possa essere il punto di partenza per sognare insieme  e creare una comunità che rispecchi le varie istanze.

L’obiettivo principale di questo gruppo di lavoro è stato quello di avviare un processo di incontro tra le istituzioni e le autorità politiche, le organizzazioni della società civile e la comunità nel suo complesso, al fine di creare spazi di riflessione e dibattito per porre le basi di un dialogo costruttivo.

La mancanza di rinnovamento generazionale e la scarsa partecipazione dei giovani è un altro problema strutturale della comunità reggiana. I giovani non partecipano come membri attivi alla discussione e al processo decisionale. Il team di Scholas Occurrentes e gli studenti dell’SPFT hanno rilevato difficoltà nel dialogo intergenerazionale ed una mancanza di iniziative di sensibilizzazione.

Per questo motivo la proposta si concentra, attraverso attività comunitarie, sulla creazione di un nuovo spazio di incontro, dibattito, scambio e comunicazione.  L’idea centrale è quella di riscrivere, insieme alla comunità, la narrazione di un popolo splendido e volitivo che non può perdere la speranza.  Costruire ponti e generare dialogo attraverso i linguaggi pedagogici della metodologia di Scholas Occurrentes.

Nasce così l’idea di creare un Murales insieme: studenti degli istituti superiori diurni e serali, genitori, docenti, istituzioni, giornalisti, fino ad arrivare al sindaco della città metropolitana Carmelo Versace. Tutti uniti, per cercare all’interno del caos, quelle forme che parlano della loro Reggio. Una Reggio inclusiva ed accogliente, colorata, che si apre al mare ed all’altro, e soprattutto che da oggi sogna di poter restare aperta ai propri giovani ed ai loro sogni.

Obiettivi della seconda esperienza comunitaria a Reggio Calabria

  1. Rafforzare la partecipazione dei giovani della società civile alle iniziative dei cittadini, apportando contributi specifici al dibattito sulla dimensione sociale, cercando il loro coinvolgimento nelle attività della regione e la loro partecipazione alle reti sociali.
  2. Realizzare attività tra le organizzazioni locali, la politica e la comunità in generale per creare un luogo di incontro in cui discutere la situazione sociale, economica e culturale della regione.
  3. Incoraggiare la creazione collettiva di una nuova narrazione di Reggio.
  4. Aumentare la cooperazione per identificare simboli, attributi e valori positivi che fanno parte della nuova narrazione, attraverso la creazione di un Comitato ad hoc per l’organizzazione dell’evento annuale “Le cose che amo di Reggio!”