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Funerali morti in incendio a Catanzaro, l’arcivescovo: “i 3 ragazzi sono al banchetto di festa con Dio”

esplosione catanzaro Foto di Clemente Angotti / Ansa

Le parole dell’arcivescovo di Catanzaro-Squillace Claudio Maniago durante l’omelia ai funerali di Saverio, Aldo Pio e Mattia Carlo Corasoniti

Tutta la città si stringe al dolore innocente perché ogni bambino è patrimonio dell’ umanità. Per questo Catanzaro piange confortata dalla fede nel Vangelo.” Sono parole dell’ arcivescovo di Catanzaro-Squillace Claudio Maniago durante l ‘omelia ai funerali di Saverio, Aldo Pio e Mattia Carlo Corasoniti, morti per asfissia nell’incendio che ha distrutto sabato scorso la loro abitazione. “La morte non ha il potere di spezzare l’ amore, anzi lo potenzia. Dove stanno ora i nostri tre ragazzi? Sembrano spariti – ha detto il presule – ma in verità sono al banchetto di festa con Dio e con tutti i popoli. In un quartiere dove si nota la rarefazione dei legami civili ed umani preghiamo – ha detto mons. Maniago – affinché venga costruita una Catanzaro più aperta e solidale che sia in grado di assicurarea tutti il proprio domani“.

Ammonta a 5.000 euro al massimo la somma di denaro in contanti trovata nell’appartamento della famiglia Corasoniti-Mazzei dove, nella notte tra venerdì e sabato scorsi, un incendio ha provocato la morte di tre ragazzi. E’ quanto si è appreso in ambienti investigativi dopo che ieri altre fonti vicine alle indagini avevano parlato di una somma prossima ai 30 mila. Si tratta di banconote di vario taglio, gran parte delle quali inutilizzabili perché danneggiate dal fuoco. Una somma che sarebbe quindi in linea con l’attività di Vitaliano Corasoniti, di 42 anni che lavora come venditore ambulante di abbigliamento insieme al padre. Oggi si è appreso anche che sono in miglioramento le condizioni della moglie di Vitaliano Corasoniti, Rita Mazzei, di 41 anni, che è ricoverata nel Centro grandi ustionati di Bari. La donna ha ripreso conoscenza e sarebbe anche consapevole di quanto è accaduto.

Incendio in appartamento a Catanzaro, il sindaco: “giorno di dolore collettivo”

Oggi è il giorno del dolore, un dolore collettivo e quindi più acuto e straziante. Non ci saranno i genitori di Saverio, Aldo e Mattia a salutare per l’ultima volta i loro amati figli. Ci sarà, non solo fisicamente, tutta la Città, coinvolta in una tragedia assurda e finora inspiegabile che sta costringendo tutti a fare un profondo esame di coscienza“. Lo afferma, in una nota, Nicola Fiorita, sindaco di Catanzaro, nel giorno dei funerali di Saverio, Aldo e Mattia Corasoniti, i tre giovani di 22, 16 e 12 anni morti nella notte tra il 21 e 22 ottobre nel rogo del loro appartamento del quartiere Pistoia del capoluogo calabrese in cui sono rimasti feriti in modo grave anche i genitori Vitaliano e Rita, il fratello Antonello, di 14, e la sorella Zaira Mara, di 10.

Non importa che io sia sindaco – aggiunge Fiorita – da nemmeno quattro mesi, né servirebbe a nulla ricordare che il degrado delle nostre periferie si è sviluppato nell’arco di 20-30 anni nell’indifferenza generale. Nessuno può chiamarsi fuori e oggi tocca a me, come guida della nostra Comunità, farmi carico di questa immane tragedia e dei suoi dirompenti effetti sulla vita sociale della nostra Città. Ci siamo girati dall’altra parte, abbiamo lasciato indietro gli ultimi in tutti questi anni, quasi che non ci riguardassero i drammi quotidiani che si consumavano tra le mura degli insediamenti popolari. È il ‘sonno dell’indifferenza’, più volte denunciato da papa Francesco nei suoi discorsi. Dobbiamo vincere questo sonno, trasformare il dolore per l’orribile fine di questi tre ragazzi innocenti in una nuova forza e in una nuova energia”. “Dobbiamo mettercela tutta – prosegue il sindaco di Catanzaro – sapendo che non sarà facile cambiare una realtà compromessa da troppo tempo. Ma sappiamo anche che dobbiamo ricominciare da lì, dalle periferie, dai caseggiati senza servizi, dai quartieri-dormitorio. Come ha scritto il poeta Pasquale Panella in un brano di ‘Notre Dame de Paris’: ‘Il mondo non è qua, ma è qua che cambierà e si mescolerà. E ricomincerà da qui’. Addio Saverio, Aldo e Mattia“.