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Reggio Calabria, al via il Festival Rapsodie Agresti / Calabriae OperaMusica Festival | PROGRAMMA

Festival Rapsodie Agresti Calabriae OperaMusica Festival

Il Festival Rapsodie Agresti/ Calabriae OperaMusica Festival al via con Salve Regina e un concerto per violino e violoncello in cui verrà suonato il preziosissimo violino Omobono Stradivari 1730/1740

Mercoledì 19, alle ore 19,00 alla Chiesa di San Luca Evangelista, con il Concerto “Salve Regina” (Musiche di F. Durante, G.B. Pergolesi, V. Palermo, con un brano originale in prima esecuzione assoluta) con il soprano Ilenia Morabito e dal mezzosoprano Andreina Drago accompagnate dall’Ensemble del Centro di Musica Antica e Contemporanea diretto dal M° Piero Massa, prende il via l’edizione 2022 del Festival Rapsodie Agresti / Calabriae OperaMusica Festival progettato e realizzato dall’Associazione Traiectoriae con la Direzione Artistica di Domenico Gatto e Renato Bonajuto.

Rapsodie Agresti / Calabriae OperaMusica Festival è l’unico festival calabrese di musica lirica e sinfonica riconosciuto dal Ministero della Cultura grazie alla sua storicità e alla qualità delle sue proposte.

Dal 19 novembre al 18 dicembre il Festival proporrà a Reggio Calabria, Locri, Vibo Valentia, Crotone più di venticinque eventi musicali: tre opere liriche del ‘700 napoletano, cinque concerti /spettacolo di Musica Barocca, concerti lirici con grandi interpreti internazionali, quattro concerti di Musica Sacra e, inoltre, alcune interessanti incursioni multidisciplinari nella musica jazz, nella musica tradizionale, nella danza e nel teatro.

Appuntamenti che, a Reggio Calabria, Traiectoriae ha voluto collocare nella dimensione  straordinaria  del  ReggioFest : un calendario globale, che coinvolge  non solo le piazze del centro cittadino ed i luoghi tradizionalmente destinati allo svago ed al divertimento, ma anche i borghi delle periferie reggine, attraverso iniziative di spessore artistico e culturale che per la prima volta dopo tanto tempo sono stati sostenuti dal Comune di Reggio Calabria attraverso una dotazione finanziaria proveniente dalla partecipazione a bandi ministeriali, con il Fus Periferie, ed europei, con il Pon React dedicato alle finalità di attrattore culturale e per la socializzazione.

Rapsodie Agresti/Calabriae OperaMusica Festival si inserisce quindi in questo importantissimo contenitore di cultura diffusa in città proponendo i propri appuntamenti nelle sedi dell’Auditorium Lucianum, dei Centri Ace di Medicina Solidale di Pellaro e Arghillà e al Parco di Ecolandia.

Questi luoghi ospiteranno manifestazioni musicali di grande valore e  prestigio che vedranno protagonisti artisti di livello internazionale come il soprano Paoletta Marrocu, il contralto Francesca Ascioti, il M° Francesco Erle , l’Ensemble del Centro di  Musica Antica e Contemporanea  diretto dal M° Piero Massa, il Fanzago Baroque Ensemble di Napoli e, insieme a questi,  giovani calabresi con carriere artistiche consolidate a livello nazionale come Ilenia Morabito, Chiara Tirotta, Giorgia Teodoro, Andreina Drago.

Sabato 22 alle ore 19,00 il primo appuntamento all’Auditorium Lucianum sarà quello con La ACCADEMIA CONCERTANTE D’ARCHI DI MILANO   in un concerto per violino e violoncello eseguito dal M° Lorenzo Meraviglia al violino e dal M° Davide Cervi al violoncello.

Il concerto fa parte di un progetto della Accademia Concertante dal titolo “Uno stradivari per la gente

Va segnalato, infatti, che in questo concerto Il M° Meraviglia suona il prezioso violino Omobono Stradivari 1730/1740. Uno strumento preziosissimo e delicatissimo che può essere trasportato solo dallo stesso maestro con una serie di cautele straordinarie.

Il pubblico di Reggio Calabria avrà così l’occasione e il privilegio di ascoltare il suono di questo strumento unico al mondo.

AUDITORIUM LUCIANUM

Programma e schede

SABATO 22 OTTOBRE – Ore 19,00

ACCADEMIA CONCERTANTE D’ARCHI DI MILANO

UNO STRADIVARI PER LA GENTE

Concerto per violino e violoncello

M° Lorenzo Meraviglia, violino

M° Davide Cervi, violoncello

Il M° Meraviglia suona il prezioso violino Omobono Stradivari 1730/1740

Per iniziativa di un gruppo di giovani studenti al Conservatorio di musica “G. Verdi “di Milano nasce nel 1985 l’Accademia Concertante d’Archi di Milano che ha coinvolto nell’organico artistico della sua ultra decennale attività nomi oggi noti e di rilevanza internazionale. Per la grande flessibilità dimostrata questa orchestra è ricercata da Enti, Istituzioni ma anche da multinazionali e Società private che ne fanno, per la loro attività di comunicazione, elemento di prestigio portavoce di stile e qualità.

Violino

Lorenzo Meraviglia Lorenzo Meraviglia è il giovane talento emergente che per le sue qualità artistiche e le sue doti di virtuoso del violino è stato identificato dall’Accademia Concertante d’Archi di Milano, di cui è spalla dell’orchestra, quale protagonista del progetto “Uno Stradivari per la Gente”, consentendo di valorizzare appieno la maestria costruttiva del più grande liutaio di tutti i tempi, vanto della nostra cultura nel mondo.

Nato in una famiglia di musicisti, fin dall’età di 5 anni ha dimostrato estro artistico e sensibilità non comuni, doti che prospettavano un futuro di successo, tant’è che ha concluso la sua brillante carriera accademica a 18 anni, diplomandosi presso il conservatorio “G. Verdi” di Milano.

Ha frequentato corsi di alto perfezionamento musicale con violinisti di chiara fama come P. Berman, D. Gay, M. Fornaciari, F. Manara e M. Rizzi.

Ancor prima di compiere vent’anni, il Maestro Lorenzo Meraviglia si era esibito per Radio Classica, Cremona TV, Studio 1 e nelle più importanti cattedrali e sale da concerto di Dubai, La Valletta, Milano, Assisi, Parma, Piacenza, Como, Torino e Messina.

Tra i prestigiosi strumenti Stradivari a lui affidati, spicca il prezioso violino Omobono Stradivari 1730/1740, con il quale in Italia si è esibito nelle cattedrali di Piacenza, Reggio Emilia, Pavia, Lodi e Carpi.

Recenti i successi ottenuti sui palchi internazionali di New York (Carnegie Hall), Vienna (Musikverein), San Pietroburgo, Malta e Buffalo.

E’ stato ospite di Geo RAI 3, Rete 55, RAI Radio 1 e ha ottenuto importanti riconoscimenti quali la Benemerenza Civica per meriti artistici di San Vittore Olona e il “Paul Harris Fellow” conferitogli per l’impegno profuso al sostegno del sociale dedicando i suoi concerti a realtà benefiche come AISM, CCSVI, UILDM, CISOM…

Appassionato interprete del repertorio romantico, si dedica anche alla riscoperta di partiture dimenticate o inedite, che esegue in prima assoluta per il proprio pubblico.

In programma futuri eventi in Svizzera, Austria, USA e Malta.

Alterna i violini Gio’ Giorgio Tanningard del 1743 e Mattio Gofrilleri 1695 a lui affidati dalla collezione Petersen di Los Angeles ai preziosi violini Antonio Stradivari 1667 e Omobono Stradivari 1730/40.

Da segnalare lo strumento: la presenza del violino Omobono Stradivari, è, infatti, parte del progetto “Uno Stradivari per la Gente” della stessa Accademia, il cui scopo è quello di valorizzare la maestria costruttiva del più grande liutaio di tutti i tempi, un grande vanto della nostra cultura nel mondo.

SABATO 29 OTTOBRE – Ore 20,30

GLUECKNERS

Concerto di musiche popolari irlandesi e composizioni originali

L’Irish band “GLUECKNERS” nasce nel 2002 a Reggio Calabria. Attraverso un intenso cammino di studio e ascolto dà vita a un nuovo stile creando quel sound affascinante e ricercato che ad oggi la contraddistingue, fa rivivere le antiche melodie e i coinvolgenti ritmi irlandesi con contaminazioni di altri generi di musica popolare e colta, creando sonorità innovative e in continua evoluzione.

Tra le sue produzioni ricordiamo “Ye olde legend”, Live in studio prodotto nel 2017 e pubblicato dall’etichetta discografica Sinergie, dove vengono proposte cover di brani portati al successo da artisti del panorama Pop e Folk Irlandese come The Corrs, The Cranberries, Bob Geldof, Blac-kmore’s Night e Loreena Mc Kennitt, in arrangiamenti studiati e sviluppati in chiave Glueckners e “THE BOOK OF LEGENDS”, primo progetto originale edito da Miseria e Nobiltà SAS di Mi-lano e Ideo Music con musiche di Angelo Teddy Condello, Domenico Mazza e Gianluigi Lombardo e Testi di Paola Nicolò e Angelo Teddy Condello.

MARTEDI’ 1NOVEMBRE – Ore 19,00

CONCERTO DI MUSICA BAROCCA

Musiche di L. Vinci, A. Scarlatti, G.B. Pergolesi, F. Durante,

  1. Fago, G. Orlandini, A. Pollarolo

revisioni a cura del M° Giovanni Andrea Sechi

Francesca Ascioti – Contralto

Ensemble del Centro di Musica Antica e Contemporanea

Francesca Ascioti si è diplomata in canto al Conservatorio di Brescia, specializzandosi poi con Bernadette Manca di Nissa e Teresa Berganza. Nel 2010 ha vinto una borsa di studio che le ha permesso di frequentare l’“Ateneo Musicale” di Sulmona. Nel novembre 2013 ha debuttato come Quickly nel Falstaff a Busseto, al fianco di Renato Bruson, con la regia di Marina Bianchi, coproduzione dell’Accademia del Teatro alla Scala e Teatro Regio di Parma; nel 2014 ha cantato nella Nona Sinfonia di Beethoven al Teatro Massimo Bellini di Catania e ha poi debuttato come Zita in Gianni Schicchi a Piacenza e come Baronessa di Champigny nel Cappello di Paglia di Firenze di Nino Rota, con la regia di Elena Barbalich.

Nelle stagioni seguenti ha cantato Ozias nella Juditha Triumphans di Vivaldi diretta da Alessandro Marchi a Venezia ed ha preso parte alla Riccardo Muti Academy, interpretando poi il ruolo di Quickly nel Falstaff, diretta da Riccardo Muti. Francesca Ascioti lavora regolarmente con Andrea Marcon, col quale ha interpretato: Giunone nella Fida Ninfa di Vivaldi a Basilea e a Baden-Baden (Festspielhaus); Marzia nel Catone in Utica di Vivaldi e Euterpe nel Parnasso in Festa di Handel al Concertgebouw di Amsterdam; Ozias nella Juditha Triumphans a Bruxelles (Bozar), Londra, Atene e New York (Carnegie Hall); la Messa in si minore di Bach in tournée in Italia; lo Stabat Mater di Pergolesi al Teatro La Fenice. In questo teatro è inoltre tornata per cantare l’impegnativo ruolo di Diana nel Cefalo e Procri di Krenek.

Più recentemente ha interpretato: Enea in Caonia (ruolo titolo) di Hasse a Roma (registrato per CPO) diretta da Stefano Montanari; Rinaldo (Argante) di Handel/Leo al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca diretta Fabio Luisi; La Resurrezione (Cleofe) di Handel con La Risonanza e Fabio Bonizzoni a Bruxelles, Bruges e Metz; il Messiah di Handel con l’Orquesta Sinfónica de Galicia al Palacio de la Ópera de La Coruña; Juditha Triumphans alla Dutch National Opera di Amsterdam e all’Auditorio Nacional de Musica di Madrid diretta da Andrea Marcon; La Dori (ruolo titolo) di Cesti con Ottavio Dantone ad Innsbruck, incisa anche per CPO; La Resurrezione (Cleofe) di Handel a Praga diretta da Vaclav Luks.

I suoi impegni recenti includono: Juditha Triumphans all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma con Federico Maria Sardelli; Anna Bolena (Smeton) a Liegi e in tournée in Muscat; Orlando (Medoro) di Handel e Oreste (Filottete) con Il Pomo d’Oro; Rigoletto (Maddalena) a Nancy e in Lussemburgo; Griselda (Ottone) di Scarlatti a Martina Franca diretta da George Petrou con la regia di Rosetta Cucchi; Enea in Caonia (ruolo titolo) di Hasse ad Herne; Giulio Cesare (Cornelia) alla Reiseopera e all’Handel Festival di Göttingen diretta da George Petrou; Giulio Cesare alla Reiseopera di Enschede e nei prossimi mesi a Goettingen, tra gli altri prossimi impegni si ricorda poi Astarto (Clearco) di Bononcini ad Innsbruck.

DOMENICA 6 NOVEMBRE – Ore 19,00

FANZAGO BAROQUE ENSEMBLE

ARIA DI NAPOLI

Sonate Napoletane del XVII E XVIII secolo

Vincenzo Bianco, Violino Barocco

Leonardo Massa, Violoncello Barocco

Debora Capitanio, Clavincebalo

Fanzago Baroque Ensemble (fondato nel 2004 dal violinista barocco, ricercatore, arrangiatore e scrittore di musica Vincenzo Bianco con Leonardo Massa, violoncellista barocco, ricercatore e suonatore di colascione e Debora Capitanio, clavicembalista e organista), deve il suo nome all’architetto e scultore barocco Cosimo Fanzago ,dove armonia e proporzione confluiscono in un’arte sensibile all’aspetto ritmico e sonoro della natura, in cui la Musica diventa materia di pensiero e di linguaggio, epifania dell’intangibilità ‘nel tangibile’: un mistero custodito in capolavori di straordinaria bellezza dal città di Napoli.

Il lavoro dell’Ensemble e del suo direttore, il violinista barocco Vincenzo Bianco, si basa su uno studio di ricerca, recupero ed esecuzione su strumenti originali, spartiti napoletani, patrimonio musicale inedito nazionale ed europeo, unito alla scoperta, valorizzazione e tutela dei beni culturali patrimonio dell’arte e dell’architettura L’insieme strumentale, costituito da strumenti originali costruiti tra il 1600 e il 1800, comprende la formazione di archi di Violini, Violetta e Basso continuo (Violoncello, Contrabbasso, Organo, Clavicembalo, Arciliuto, Chitarra spagnola e tiorba) integrati da fiati e strumenti particolarmente tipici napoletani, come mandolino, mandola, colascione e percussioni, con la collaborazione di solisti quali l’oboista barocco Fabio D’Onofrio e soprani Valentina Varriale, Marina Zyatkova.

Dal 2006 al 2009 l’Ensemble registra tre volumi su CD per l’OFMConv. denominato “Incanto Serafico” con i Francescani Cantores. Nel 2018 incide “La Serva Padrona”di G.B. Pergolesi, e la sua musica strumentale sconosciuta. Nel 2013‐2020 Fanzago Baroque realizza più concerti e dischi con musiche napoletane inedite di altri famosi compositori barocchi napoletani.

SABATO 12 NOVEMBRE – Ore 19,00

E’ STRANO

Cabaret Lirico Burlesco

Con Gianni Dettori Trasformista

da un’idea di Franco Marzocchi

con la collaborazione di Renato Bonajuto e Andrea Merli

Co-produzione Traiectoriae/ Progetti Carpe Diem

Un irresistibile, eclettico, travolgente, raffinato, ironico spettacolo di trasformismo. Una performance unica nel suo genere, capace di far rivivere i personaggi attraverso un playback funambolico, continui cambi di costumi e parrucche a ritmo vertiginoso, virtuosismo mimico e coinvolgimento del pubblico. Da oltre trent’anni il “trasformista burlesco” Gianni Dettori è un vero e proprio campione del travestitismo teatrale, con un bagaglio pressoché sterminato di personaggi maschili e femminili, canzoni e canzonette, parodie e macchiette.

E’ Strano, è uno spettacolo originale prodotto da Traiectoriae per il Festival Rapsodie Agresti nato da un’idea di Franco Marzocchi che vede la collaborazione del critico Andrea Merli e del regista e codirettore artistico Renato Bonajuto. Con E’ Strano Dettori si misurerà per la prima volta con personaggi maschili e femminili dell’opera svelandone il lato comico e paradossale: Rodolfo, Mimi, Butterfly ma anche Rosina, Violetta e Carmen.

Gianni Dettori

Attore, mimo, fantasista, trasformista, Gianni Dettori fonda negli anni ’80 il celebre duo comico “Giancarlotta” con cui partecipa alle più importanti trasmissioni televisive del panorama nazionale. Dal 1997 intraprende una carriera di solista che lo porta a creare il suo “Gianni Dettori Show” (trasformista burlesco) con cui da più di trenta anni si esibisce ininterrottamente nelle più importanti città italiane. Dal 2014 è assistente alla direzione artistica dell’Ass.ne Labor V-art Festival e nel 2018 è interprete di WhiteRabbit Red Rabbit di Nassim Soleimanpour. Nel 2019 debutta lo spettacolo che racconta la sua vita artistica:”Profession Artiste” per la regia di Jo Coda.

SABATO 19 NOVEMBRE – Ore 19,00

COMBATTIMENTI ovvero L’IMPOSSIBILE DESIDERIO

Concerto spettacolo barocco per soprano e ensemble di strumenti antichi

Musiche di Biber, Hendel, Vivaldi e Monteverdi

Con

Paoletta Marrocu, Soprano

Stefano Favretto, Violino

Pietro Battistoni, Violino

Simone Siviero, Viola

Giulio Padoin, Violoncello

Gianluca Geremia, Tiorba

Francesco Erle , Direttore e Maestro al Cembalo

COMBATTIMENTI ovvero L’IMPOSSIBILE DESIDERIO non è un concerto ma una vera e propria performance musicale originale costruita attorno alla voce e alla personalità di una grande interprete come Paoletta Marrocu. Con lei un quintetto composto da giovani musicisti esperti nel repertorio barocco guidati da un ricercatore e studioso come Francesco Erle.

Due le sezioni dello spettacolo. Nella prima verrà eseguita “La Battaglia” di Biber con inserimenti di arie di Hendel e Vivaldi. Nella seconda sezione Paoletta Marrocu assumerà su di se e con la sua voce l’intera esecuzione del “Combattimento di Tancredi e Clorinda” di Monteverdi.

PAOLETTA MARROCU

Diplomata al Conservatorio di Cagliari col massimo dei voti, ha intrapreso una rapida carriera che l’ha condotta sui palcoscenici dei maggiori teatri del mondo, fra i quali Teatro alla Scala di Milano, Regio di Parma, Regio di Torino,”la Fenice” di Venezia, “Carlo Felice” di Genova, Comunale di Bologna, Maggio Musicale di Firenze, “Petruzzelli” di Bari, “Massimo” di Palermo, Arena di Verona, Wiener Staatsoper, Opernhaus di Zurigo,DeutscheOper di Berlino, Bayerische Staatsoper di Monaco,Hamburgische Staatsoper, Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles, Opéra Royal de Wallonie, Gran Teatre del Liceu di Barcellona, Teatro Real di Madrid, De NederlandseOpera,Den NorskeOpera, WashingtonOpera, San DiegoOpera, Palm BeachOpera, Shanghai, Seoul, Tokyo. Ha collaborato con i più importanti direttori d’orchestra: R.Chailly, D.Gatti, G.Gelmetti, D.Harding, F.Luisi, N.Luisotti, Z.Mehta, F.Welser-Möst, R.Muti, K.Nagano, M.Plasson, E.-P.Salonen, C.Thielemann, M.Viotti e con registi del calibro di: H.De Ana, R.Carsen, L.Cavani,D.Livermore,C.Levi,G.del Monaco,D.Pountney, L.Ronconi,R.De Simone, P.Stein eG.Vick

FRANCESCO ERLE

Nato nel 1962 a Vicenza, studia e si diploma in pianoforte con E.Mabilia e G.Gorini, e composizione con W.Dalla Vecchia e B.Coltro contemporaneamente, seguendone i diversi metodi per anni, con grande impegno, diplomandosi in Composizione cum laude nel 1990. Le prime uscite come compositore lo vedono impegnato nelle forme della musica corale, il mottetto Ave Verum Corpus è dato a New York nel 1989, e nella musica per orchestra da camera, con le variazioni per archi „Metexeis“date a Londra l’anno seguente.

Gli anni successivi lo vedono impegnato in una ricerca di forme e linguaggio personali che si intreccia costantemente con l’attività di direttore di coro e orchestra e revisore, soprattutto con la sua Schola S.Rocco, con cui collabora con compositori e solisti di fama mondiale come Ennio Morricone o Andras Schiff. Ecco quindi che accanto alla prima esecuzione del Concerto per Archi di Malipiero che da alla Fondazione Cini, o a quella del Kyrie e Gloria di Wolfango Dalla Vecchia per coro e orchestra, la prima esecuzione e l’incisione discografica di „Pietre“ di Ennio Morricone, le ricostruzione incisa da Giovanni Guglielmo dei concerti per due violini dalla Cetra di Vivaldi, la edizione critica della Messa in re di Pergolesi registrata dalla Rai a Bolzano con Gemma Bertagnolli, nascono composizioni che esplorano via via un campo sempre più diversificato e vasto,

Tutte le esperienze professionali e la passione lo coinvolgono sempre più nell’avvicinamento al teatro musicale, mondo cui si è accostato prima come direttore, soprattutto dei Chori per Edippo Tiranno di Gabrieli nella prima ripresa moderna dello spettacolo di inaugurazione del Teatro Olimpico con regia di Gianfranco de Bosio, incisi per l’Accademia Olimpica nel 1999, e per altre produzioni.

Nel 2003 è Gianfranco de Bosio a chiamarlo nuovamente a collaborare alla produzione de “Il Gioco del Palazzo”, su testo di Howard Burns, spettacolo del CISA sulla vita di Palladio creato per il “teatro effimero” ricostruito all’interno della Basilica Palladiana. Erle ne cura oltre alle musiche originali cinquecentesche anche la composizione di nuove musiche di scena, che raccolgono un notevole successo nelle dieci repliche che vengono date.

L’anno seguente è quindi il Teatro Stabile del Veneto a proporgli di costruire un nuovo spettacolo imperniato sulla sua musica, e la scelta del soggetto cade su “Odisseo”, che prepara con la stessa squadra del Pigafetta, ma con cui alza la mira degli sforzi creativi nel proporre alternate al racconto della voce recitante di Ugo Pagliai e Paola Gassman forme di arie o scene liriche con soluzioni anche ardite che colgono un successo veramente clamoroso, coronato dal pezzo scritto dal critico musicale Cesare Galla, che lo invita pubblicamente a continuare il suo discorso compositivo nell’opera lirica, e che gli fa iniziare una ricerca di nuovi soggetti e forme.

Intanto continua il rapporto professionale col teatro lirico anche come revisore, in particolare per la stesura della edizione critica della partitura dell’opera “Marina di Malombra” di Marco Enrico Bossi che prepara con Pierangelo Valtinoni e che viene data in prima al Teatro Comunale di Bologna, o lo scorso anno per la fortunatissima messa in scena di “Orfeo e Euridice” di Gluck al Festival di Steyr diretto da Niels Muus con Akiko Nakajima, che ottiene entusiastiche recensioni da tutta la stampa nazionale austriaca.

Continua comunque l’attività compositiva legata al teatro classico, e nel 2007 il Teatro Stabile gli commissiona la musica di scena per “Elettra” di Sofocle con Lina Sastri protagonista, attrice ma anche cantante nelle sue musiche che nel finale anche danza. Lo spettacolo viene replicato nei mesi seguenti in una tournè in tutta Italia, con critiche insolitamente attente, per uno spettacolo di prosa, alla musica, in tutta la stampa nazionale e anche straniera.

Il 2008 invece lo vede impegnato nella composizione di un Te Deum per il millenario della cattedrale di Torcello per quattro cori e otto fiati spazializzati, la composizione su apposita commissione di “Rime Armoniche” per il quintetto a fiati Ensemble Musagete elaborando musiche di Gesualdo da Venosa che viene poi ripresentato in diverse occasioni dal gruppo, quest’anno 2011 alle Sale Apollinee della Felice di Venezia e di nuovo a Palazzo Montanari e al Teatro Comunale di Vicenza, e l’edizione della Sinfonia e Cori per Edipo di Giovanni Pacini, fin’ora dati per dispersi, diretti in un concerto per per coro e orchestra sinfonica a celebrazione del cinquecentenario palladiano comprendente tutte le musiche scritte per produzioni di Edipo Re in Teatro Olimpico nei secoli. L’incisione dal vivo del concerto viene incisa e pubblicata in un CD da parte dell’Accademia Olimpica che riscuote attenzione e ottima critica di Giovanni Carli Ballola e Cesare Galla.

Nel 2009 il CISA gli commissiona le musica per la esposizione permanente su Palladio allestita in Villa Poiana, per cui progetta anche l’impianto e le musiche per ogni il giardino e ogni stanza sormontabili che diventano Madregale, Variazioni e Concerti di Poli Anas, per soprano, coro, broken consort, quintetto a fiati moderno, liuto e percussioni che riscuote ottimo successo e grande apprezzamento per la colocazione e rapporto con Palladio e la esposizione stessa.

Nel 2010 scrive per Fondazione Zoè 3 Canti per Sound File, pubblico e orchestra in cui sperimenta tecniche di orchestrazione da frequenze e rumori per trasformarli in tappeti su cui invita il pubblico a alzarsi in canto, e per Zambon Hakaola, canzone per quattro grandi cori scritta sui testi elaborati da quattro stabilimenti che invita a eseguire assieme.

VENERDI’ 25 NOVEMBRE – Ore 19,00

CONCERTO JAZZ

Salvatore Cauteruccio, Fisarmonica

Danilo Guido, Sassofoni

Produzione Progetti Carpe Diem

Salvatore Cauteruccio

nasce a Belvedere M.mo (Cs) il 24-08-1977, musicista professionista è direttore dell’Accademia Musicale Cauteruccio (scuola affiliata al club nazionale Voglia D’Arte). Ha studiato fisarmonica jazz con il M°Renzo Ruggieri presso il conservatorio Gaetano Braga di Teramo e piano moderno con il M°Alfredo Biondo.

Ha insegnato fisarmonica jazz presso il Conservatorio San Giacomantonio di Cosenza, presso l’Accademia Musicale del Vallo di Diano (Sa)e nei seguenti stage estivi: Laboratori di musica moderna, Paola in Jazz, Oriolomusica.

Ha pubblicato per la Sinfonica Jazz “Corso Base di Teoria e Solfeggio” e articoli per importanti riviste specializzate (Fisarmoniae, Jazz Italia, Jazz Convention, Strumenti & Musica).Ha scritto, arrangiato musiche per diversi spettacoli teatrali: CuntOmbre, Senso, Liolà, Oltre La Strada, Deseo de Libertad, Nuda e Cruda di e con Anna Mazzamauro.

Ha inciso per la prestigiosa label Picanto Records i seguenti Cd:”In Milonga”, “Alma”, “Tangout”, disco che riceve la Nomination all’Orpheus Award come migliore cd per fisarmonica jazz e “Live in studio”, che si aggiudica il premio IMAIE per musica da film nel prestigioso festival internazionale di Castelfidardo (An).

Nel 2012 & 2013 risulta il decimo Fisarmonicista Italiano più votato nei Jazzit Awards; Nel 2016 la prestigiosa collaborazione in studio e live con il M°Geoff Westley.

Attualmente è impegnato nel progetto Màs en Tango e suona stabilmente con la cantautrice italiana Mariella Nava e l’attrice Anna Mazzamauro.

FESTIVAL E TOUR: Italia, Russia, Germania, Olanda, Slovenia, Brasile, Svizzera; Concerto al Cremlino di Mosca, Jazzagorje Accordion Festival, Peperoncino Jazz Festival, Musicultura, Teggiano Jazz, Suoni, Verso Ovunque, Campomarino Accordion Fest, Jazz Loci, Lamezia Jazz, Concerto del I maggio a Napoli, Cosenza Jazz Fest, Festival Internazionale di Castelfidardo, Premio Peppino Principe, Accordion Art Festival, Mediterraneo Music Fest, Buonvicino Art Festival, Paola in jazz, Nuove Armonie Jazz Festival, Zango Festival, Lamezia Tango Festival, Fisarmonica D’Oro, Play Music Fest, Capotirone Jazz.

COLLABORAZIONI: Geoff Westley, Mariella Nava, Amedeo Minghi, Anna Mazzamauro, Maurizio Morante, Paolo Vallesi, Rosa Martirano, Eric Daniel, Daniele Scannapieco, Lutte Berg, Luca Aquino, Giovanna Famulari, Fabrizio La Fauci, Juan Carlos Zamora, Achille Succi, Alfredo Biondo, Roberto Musolino, Leon Pantarei, Mauro De Federicis, Peppino Principe, Renzo Ruggieri, Robertinho De Paula, Nicole Slack Jones.

VENERDI 16 DICEMBRE – Ore 19,00

L’AMMALATO IMMAGINARIO

Ovvero ERIGHETTA E DON CHILONE

Di L. Vinci

Con

Alessandro Tirotta – Baritono

Giorgia Teodoro – Soprano

Domenico Santacroce – Mimo

Messa in scena – Franco Marzocchi

Ensemble musicale del Festival

Direttore – Alessandro Tirotta

L’Ammalato immaginario è una opera buffa in un atto (nata come intermezzo) composta da uno dei più significativi musicisti calabresi del ‘700: Leonardo Vinci.

Secondo il musicologo Franco Piperno, il lavoro di Vinci e Salvi appartiene a un genere che significò “la più consistente ventata di novità che abbia investito il teatro napoletano attorno a quegli anni, con una decisa sterzata nel gusto e nella qualità letteraria del repertorio”, una fase caratterizzata da una satira sempre quotidiana e piccolo-borghese e da un affinamento dello stile dei testi. Non è un caso che “Erighetta e Don Chilone” abbia ascendenze molierane: la giovane e “carnale” vedovella Erighetta vuole risposarsi e le manca tanto un marito da vessare. Adocchia Don Chilone, maturo ipocondriaco – terrorizzato dalla paura di morire tra clisteri e salassi – e travestendosi da medico lo raggira consigliandogli il matrimonio come unico rimedio salvifico.

Grazie anche ai molti i pregi della musica di Vinci, immediata e melodica, caratterizzata da uno stile a metà tra Alessandro Scarlatti e Pergolesi, l’intermezzo ebbe molto successo, non solo la sera della prima ma anche in seguito, tanto che l’aria iniziale “vedovella afflitta e sola” compare spesso nei cataloghi approntati ad esemplificazione del repertorio buffo settecentesco.

Una “operina” con un allestimento semplice e efficace che potrà essere rappresentata nelle piccole piazze dei borghi storici. Il programma prevede inoltre una interessante introduzione orchestrale in cui saranno eseguite musiche della Scuola Napoletana del ‘700 di autori come Scarlatti o Pergolesi. Una produzione agile interpretata da artisti di grande qualità riconosciuti nazionalmente e internazionalmente come Aurora e Alessandro Tirotta (quest’ultimo anche Maestro concertatore e Direttore dell’ensemble d’archi).