fbpx

Draghi attacca Von der Leyen, il clamoroso retroscena: “recessione sarà colpa vostra”

governo draghi piani d'emergenza

Le critiche del Premier italiano, in primis, sono state avanzata alla Presidente della Commissione europea, ma non sono stati risparmiati neppure il tedesco Scholz, l’olandese Rutte e il francese Macron

Il Premier uscente Mario Draghi sembra proprio non aver digerito le ultime mosse di alcune Nazioni europee sul fronte dell’energia. Stando a un retroscena fornito dalla Stampa, l’ex capo della Bce si è presentato al vertice Ue tenutosi ieri al Castello di Praga con un atteggiamento molto critico. A scatenare il disappunto è la questione attuale del prezzo del gas, su cui Bruxelles, dopo lunghe trattative fra gli Stati membri, è ancora spaccata. “Stiamo discutendo di gas da sette mesi. Abbiamo speso decine di miliardi dei contribuenti europei, serviti a foraggiare la guerra di Mosca e non abbiamo ancora risolto nulla. Se non avessimo perso così tanto tempo, ora non ci troveremmo sull’orlo della recessione”, ha tuonato Draghi, lasciando di stucco i leader presenti.

Il messaggio chiaro è rivolto in primo luogo a Ursula von der Leyen, colpevole – secondo la visione di Draghi – di aver ceduto alle pressioni di tedeschi e olandesi. E quindi l’attacco ha coinvolto anche Olaf Scholz e Mark Rutte, accusati di aver rotto il “fronte della solidarietà europea”. La Germania perché, con una mossa solitaria, ha stanziato 200 miliardi di euro per frenare l’aumento del prezzo del gas, l’Olanda perché con la borsa di Amsterdam starebbe speculando sulla situazione energetica.

Inoltre, Mario Draghi pare aver puntato decisamente anche il francese Macron. Le dichiarazioni fuori luogo rilasciate dal ministro Laurence Boone contro Giorgia Meloni non sono piaciute per nulla. Il presidente francese, imbarazzato, ha promesso presto una dichiarazione riparatrice. Insomma, mentre a parole tutti invocano unità di intenti con l’obiettivo di tutelare gli interessi dell’Europa, nei fatti ogni Nazione cerca di tirare l’acqua al proprio mulino. Questa volta il Premier ha puntato i piedi per terra chiedendo rispetto per l’Italia, in un momento molto complicato che rischia di far piombare l’Unione Europea in una profonda crisi.