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Demolizione Piazza De Nava, le incongruenze del sindaco Brunetti

Paolo Brunetti Piazza De Nava

Fondazione Mediterranea, attraverso le precisazioni del presidente Vincenzo Vitale, sottolinea le incongruenze del Sindaco f.f. di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, in merito alla questione Piazza De Nava

Sulla vicenda del progetto demolitivo della Soprintendenza su Piazza De Nava, e sul tradimento della sua mission di protezione e tutela dei beni culturali, queste le parole del Sindaco f.f. Paolo Brunetti, per come riportate sulla stampa: ‘questa questione è stata ampiamente dibattuta anche in Consiglio Comunale. Io resto della mia idea favorevole al progetto, ma nulla toglie che la stessa Soprintendenza, come ha sempre fatto, resti aperta al contributo di idee ed ulteriori discussioni’. Pur con tutto il rispetto dovuto alla persona e alla carica che ricopre, precisando comunque che la Soprintendenza non si è dimostrata per nulla ‘aperta al contributo di idee’ anzi è successo l’esatto contrario, qualche domanda al Sindaco va fatta e qualche precisazione posta”. È quanto si legge nel comunicato stampa inviato da Fondazione Mediterranea.

Cosa o chi ha fatto orientare il Sindaco alla liceità del progettato ‘crimine urbanistico’? Quali sono le basi etiche ed estetiche che hanno portato a questa decisone? Come mai non sono stati resi cogenti i deliberata del Consiglio Comunale del 31 gennaio 2022? – afferma ancora Vincenzo Vitale, presidente di Fondazione Mediterranea – È possibile ipotizzare che politicamente si sia scelto di venire incontro agli interessi della Soprintendenza, pur legittimi ma che su piazza De Nava collidono con quelli cittadini, con una sorta di “scambio” a fronte di un appoggio della suddetta sui lavori in piazza Garibaldi? È tollerabile che la politica reggina si comporti in modo ancillare e servente verso un’articolazione periferica dello Stato che, anziché servire la città, pensa piuttosto a badare alle sue dinamiche interne? È sostenibile che in una città che si rispetti la sua politica sia ostaggio di discutibilissime decisioni prese in oscure stanze da oscuri travet?”.

Prima che si riunisse il Consiglio Comunale del 31 gennaio del 2022, si tenne un’interlocuzione formale con il Sindaco Brunetti che, presenti insieme allo scrivente anche il prof. Pasquale Amato e il prof. Franco Arillotta oltre al rappresentante legale del Comitato, venendo incontro alle ragioni del Comitato pro Piazza De Nava e della Fondazione Mediterranea, si rese disponibile a farsi da tramite con la Soprintendenza, al cui vertice si era da poco insediato l’arch. Fabrizio Sudano. Questo tramite era funzionale a risolvere la questione in maniera “incruenta”, con una soluzione che contemperasse gli interessi dei progettisti interni alla Soprintendenza con gli interessi collettivi di cui si facevano portatori il Comitato e la Fondazione. – prosegue VitaleNulla di ciò è stato fatto, nessuna interlocuzione con le associazioni è stata proposta, nonostante che il Consiglio comunale nella sua interezza e unanimità abbia nei giorni seguenti ‘impegnato il Sindaco e la Giunta (…) ad attivare tutte le iniziative utili e necessarie (…) al fine di promuovere un’interlocuzione tra le istituzioni e gli attori territoriali interessati, onde tutelare l’identità storica e culturale di piazza De Nava’“.

Repetita iuvant: nulla di tutto ciò è stato fatto e per di più osserviamo che il Sindaco esprime un’opinione (saremmo curiosi di sapere su che base etica ed estetica) che legittima il “crimine urbanistico” (parliamo di crimine perché il progetto intende “uccidere” una porzione di memoria e identità cittadina) e, per la risoluzione del problema, piuttosto che ottemperare ai suoi doveri di rispetto per l’unanime decisione della massina assise cittadina, si affida semplicemente al buon cuore della Soprintendenza nella speranza che questa accolga le istanze della città. – conclude il presidente di Fondazione MediterraneaCaro Sindaco, pur con tutto il rispetto per la sua persona e per la sua carica, le devo dire che stavolta ha commesso un grosso errore: gli interessi etici ed estetici della città non si barattano e, soprattutto, non vanno involgariti trascinandoli in una querelle partitica“.