fbpx

Collegamento veloce nello Stretto, è caos: “non può essere affidato ad una società controllata da Rete ferroviaria”

Collegamento veloce nello Stretto, è caos: “non può essere affidato ad una società controllata da Rete ferroviaria. Va espletata una gara internazionale”

E’ caos per quanto riguarda il collegamento veloce nello Stretto di Messina. Nella causa proposta davanti alla Corte europea, nel procedimento “Liberty Lines Spa” contro il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e nei confronti di Rete ferroviaria italiana, l’Alta Corte è stata chiara: “l’assimilazione dei servizi di trasporto marittimo a servizi di trasporto ferroviario è vietata quando ha l’effetto di sottrarre il servizio interessato alla normativa in materia di appalti pubblici”. 

Uno Stato membro – evidenza la norma – se conclude contratti di servizio pubblico o impone obblighi di servizio pubblico, lo fa su base non discriminatoria per tutti gli armatori comunitari”. Il Ministero pubblicò il bando il 31 gennaio 2015 per una durata di tre anni. Quell’appalto venne aggiudicato alla Ustica Lines, divenuta poi Liberty Lines. Il servizio è stato espletato fino all’autunno del 2018. A partire dall’1 ottobre di 4 anni fa, il Mit ha deciso di affidare la prestazione del servizio alla Bluferries, società interamente detenuta da Rete ferroviaria italiana, “e questo – rimarca la Corte europea – senza che venisse esperita alcuna procedura di gara pubblica”. 

“Il Regolamento Cee n. 3577 del Consiglio, del 7 dicembre 1992, concernente l’applicazione del principio della libera prestazione dei servizi ai trasporti marittimi all’interno degli Stati membri (cabotaggio marittimo), e in particolare l’articolo 1, paragrafo 1, e l’articolo 4, paragrafo 1, di tale regolamento, devono essere interpretati nel senso che essi ostano ad una normativa nazionale che abbia lo scopo di equiparare dei servizi di trasporto marittimo a dei servizi di trasporto ferroviario, qualora tale equiparazione abbia l’effetto di sottrarre il servizio in questione all’applicazione della normativa in materia di appalti pubblici ad esso applicabile”, conclude la Corte Europea.