fbpx

Reggio Calabria, il Circolo Culturale “L’Agorà” omaggia Renata Tebaldi nel centenario della sua nascita | VIDEO

Renata Tebaldi

Il centenario della nascita della cantante lirica Renata Tebaldi ricordato dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria

Si è svolta giovedì 20 ottobre la nuova conversazione , organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” sul tema “1922-2022: nel centenario della nascita di Renata Tebaldi”. L’iniziativa organizzata dal sodalizio culturale reggino ha ricevuto il patrocinio morale della Fondazione Museo “Renata Tebaldi”, dell’Amministrazione Provinciale di Pesaro-Urbino e del Comune di Pesaro. Dopo i ringraziamenti di Gianni Aiello (Presidente del Circolo Culturale “L’Agorà” , è stata la volta dei saluti istituzionali da parte di Giovanna Colombo, Presidente della “Renata Tebaldi Fondazione Museo”, del Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Pesaro-Urbino, Giuseppe Paolini e dell’Assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro Daniele Vimini.

I due rappresentanti istituzionali, nel corso del loro intervento hanno indirizzato al Circolo Culturale “L’Agorà” parole di elogio a riguardo il lavoro svolto da parte del sodalizio culturale reggino. La parola è passata ad Antonino Megali (vice Presidente del Circolo Culturale “L’Agorà” che ha tracciato le vicende umane ed artistiche della famosa cantante lirica. Renata Tebaldi nasce il 1° febbraio 1922 a Pesaro, ma trascorre la sua infanzia a Langhirano, in provincia di Parma. Inizia gli studi di canto al Conservatorio di Parma con Ettore Campogalliani, ma deve la sua formazione soprattutto all’illustre soprano Carmen Melis, con la quale si perfeziona al Liceo Musicale Rossini di Pesaro.

Quando cantava lei, tutto il Conservatorio si fermava. Erano tutti in corridoio davanti all’aula di Campogalliani, perché cantava Renata Tebaldi”: sono parole di Carlo Bergonzi, che con “Voce d’angelo” (come l’avrebbe battezzata Arturo Toscanini) aveva condiviso gli studi.Debutta il 23 maggio 1944 al Teatro Sociale di Rovigo come Elena nel Mefistofele e l’anno dopo è al Regio di Parma (La Bohème, L’Amico Fritz e Andrea Chénier) e al Verdi di Trieste (Otello).

L’11 maggio 1946 partecipa al concerto di riapertura della Scala di Milano diretto da Arturo Toscanini, che conia per il suo intervento nel Te Deum di Verdi il leggendario attributo di “Voce d’Angelo”. In quell’anno debutta alcuni suoi cavalli di battaglia, come Lohengrin (Parma), Mefistofele (Margherita, Milano), Tosca (Catania). Nel 1947 è alla Scala per I Maestri Cantori, dove tornerà in opere diverse per altre nove stagioni, sino al 1960. Debutta anche all’Arena di Verona (Faust), all’Opera di Roma e al San Carlo di Napoli (La Traviata e Tannhäuser). Nel 1955 debutta con Otello al Metropolitan di New York, dove sarà di casa sino al 1973, dando inizio alla sua importante carriera americana, che l’ha vista affrontare nuove opere destinate ad entrare nel suo repertorio, come Simon Boccanegra (San Francisco, 1956), Manon Lescaut (Chicago, 1957), Fedora (Chicago, 1960), La Gioconda (New York, 1966), La Fanciulla del West (New York, 1970).

È ospite dei maggiori teatri internazionali e, nonostante i prevalenti impegni americani, torna più volte in Europa, al Liceu di Barcellona (debutto in Madama Butterfly, 1958), alla Staatsoper di Vienna, all’Opéra di Parigi, al Covent Garden di Londra. La sua ultima apparizione italiana in un’opera è al San Carlo di Napoli nel 1968, in Gioconda, mentre l’addio alle scene avviene al Metropolitan nel 1973 in Otello. Prosegue l’attività a livello concertistico, in Italia e all’Estero. Con un recital trionfale alla Scala, il 23 maggio 1976, si congeda dall’attività artistica. Negli ultimi tre anni aveva girato il mondo in concerto con Franco Corelli. Durante l’attività concertistica degli ultimi anni era solita concludere i suoi recital cantando “Non ti scordar di me” di De Curtis, quasi volesse saldare un legame strettissimo con il suo pubblico, fissando per sempre la memoria del suo canto. In molti che hanno avuto la fortuna di essere presenti a quei recital di addio al San Carlo e alla Scala si ricordano ancora quello scambio di calore tra l’artista e il suo pubblico.

Numerosi sono i riconoscimenti internazionali ricevuti da Tebaldi nel corso del tempo. Nel 1995 ritornerà come gradita ospite al Metropolitan. Viene ricordata negli Stati Uniti d’America come “Miss Sold Out”, ovvero “Miss Tutto Esaurito”, grazie alla massiccia presenza di pubblico nel corso delle sue esibizioni negli USA. Renata Tebaldi è una delle personalità italiane ad avere una stella nella celebre Hollywood Walk of Fame, la famosa strada di Hollywood dove sono incastonate oltre 2000 stelle a cinque punte che recano i nomi di celebrità onorate per il loro contributo allo star system e all’industria dello spettacolo. Tornata definitivamente in Italia, Renata Tebaldi vive tra Milano e San Marino, dove si spegne,dopo una lunga malattia, il 19 dicembre 2004.

Di lei rimane, oltre alla voce splendida che è passata alla storia, anche il suo sorriso, emblematico e in qualche modo pienamente esplicativo di un canto soave che ti accarezza e che ti lascia in armonia con te stesso e con il mondo. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da giovedì 20 ottobre.