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Chiusura ospedale di Scilla, ex Consiglieri scrivono a Mattarella: “stanchi di comunicazioni inascoltate”

ospedale scilla

Lettera aperta di due ex Consiglieri di Bagnara Calabria al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la situazione relativa alla sanità della costa ionica

“Egregio Signor Presidente, a scriverle sono due cittadini, ex consiglieri comunali di Bagnara Calabra che, con la presente desiderano metterla al corrente della grave situazione nella quale versano i nostri territori”. Comincia così la lettera aperta di due ex Consiglieri  – Francesco Rottura e Tino Demaio – al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul tema della sanità. “I luoghi di cui stiamo parlando – si legge nella missiva – si trovano in Calabria, incastonati tra gli splendidi colori della costa viola reggina, tra Scilla, Bagnara Calabra ed interessano geograficamente parlando anche i territori pre-aspromontani, comprensorio dove stanziano oltre 30 mila persone. Ebbene gli Ospedali Scillesi d’America siti nella splendida cittadina di Scilla, nosocomio da qualche anno declassato a casa della salute, secondo decisioni prese dall’ASP territoriale per problemi strutturali verrà chiuso”.

“Tralasciamo volutamente di dare giudizi sulle deficitarie gestioni commissariali inviate negli anni dai vari governi nazionali e sui mancati interventi strutturali ed organizzativi della regione che avrebbero dovuto rilanciare il carente sistema della nostra sanità, deficienze per le quali come calabresi siamo costretti da sempre a fare migliaia di chilometri per raggiungere centri specializzati del nord per curare le patologie più gravi, con notevoli problemi sia di tipo emotivo, derivanti dal fatto di non potersi curare vicino casa con il conforto e l’assistenza dei propri cari, sia economici poiché è risaputo che soggiornare in luoghi lontani per settimane, mesi ha un costo che oggi più che mai non tutti possono sostenere. Con la presente plaudiamo l’eroicità dei nostri medici tutti, i quali, al di là della pandemia, continuano da troppo tempo ad esercitare la loro mission in continue situazioni di emergenza”.

“Pertanto – proseguono – riteniamo che la chiusura perentoria degli Scillesi D’America oltre a disattendere in toto la nostra costituzione che all’articolo 32 recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, ha come diretta e drammatica conseguenza quella di annullare il diritto alla salute dei cittadini calabresi. Tra l’altro presso la casa della salute di Scilla sono presenti dei reparti di eccellenza come ad esempio il team che si occupa delle malattie cardiovascolari che è diventato un punto di riferimento soprattutto per i nostri anziani che periodicamente svolgono visite di controllo; il centro radiologico, centro psichiatrico, pediatria…”

“Le soluzioni sono chiaramente due – spiegano – che la regione Calabria utilizzi i fondi previsti dal PNRR per mettere in sicurezza strutturale il nosocomio, oppure vista la disponibilità dei sindaci dei paesi interessati di trovare un’altra struttura idonea ad ospitare un centro di primo intervento che faccia anche da poliambulatorio. La regione Calabria attraverso le dichiarazioni del governatore e la città metropolitana di Reggio Calabria pare si siano defilati, disinteressandosi della problematica e demandando tutto all’ASP competente. Stanchi di comunicazioni inascoltate presso gli enti governativi nazionali e locali inviate dalle tante associazioni presenti sul territorio e dai tanti singoli cittadini, abbiamo ritenuto di inviarle questa lettera per metterla al corrente di quanto sopra in quanto garante della nostra carta costituzionale. Con la speranza che Ella possa intervenire per tutelare il diritto alla salute dei cittadini calabresi cogliamo l’occasione per porgerLe i nostri più cordiali saluti”, concludono.