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Caro energia, il grido d’allarme da Reggio Calabria: “quale guerra, se siamo così è per le speculazioni”

corso garibaldi reggio calabria Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Lettera aperta proveniente da Reggio Calabria, dagli Avvocati Condemi (Codacons) e Rosaci (Fisi), sulla questione caro bollette

Gli Avvocati Antonia Condemi, presidente del Codacons di Reggio Calabria, e Caterina Rosaci, responsabile per la provincia di Reggio Calabria del Fisi, con una lettera aperta informano i consumatori, sia privati cittadini che esercenti di attività commerciali e/o professionali, dell’avvio di azioni volte alla tutela dei diritti violati in materia di caro energia e di grave situazione venutasi a creare in questi mesi e in ottica futura: “Partiamo – inizia la missiva – dalla constatazione che lo Stato Italiano è presente in Eni con una quota partecipativa pari al 30%. Conseguentemente nella nostra logica dovrà rispondere per una percentuale corrispondente, naturalmente queste percentuali e queste considerazioni seguono al raffronto sull’ammontare delle bollette nelle annualità 2019/20/21/22 e le quote di: fatturato ed utili di Eni”.

“Gli effetti devastanti dei quali prendiamo oggi atto – precisano – non son collegabili, come si cerca di farci credere, alla guerra Russia/Ucraina, bensì all’insieme di battaglie speculative che hanno preso variamente forma. Tali effetti magnanimamente regalati rischiano, purtroppo, di essere trasferiti anche alle future generazioni in caso di ulteriore inerzia. Giova rimarcare che proprio l’Italia è la Nazione che ne ha maggiormente risentito, mentre i bulli della prima classe d’Europa, ossia il solito e solido asse franco-tedesco, non gioiscono del dono di bollette dello stesso peso delle nostre, giacché continuano a concludere affari sott’acqua, ignorando la linea della solidarietà e dell’intesa europea tra i paesi membri. Aggiungiamo che l’Olanda, o meglio Amsterdam, è sede della cosiddetta borsa del gas sottratta completamente al controllo degli Stati membri, ed è in mano a operatori finanziari che stabiliscono un prezzo arbitrario, giusto soltanto per incrementare lo sviluppo di un loro portafogli. È altrettanto noto che il criterio informatore utilizzato ha similitudini con quello del famigerato, temuto e surreale Spread, ossia viene determinato il valore del bene in base a previsioni meta e para filosofiche sulla possibile (neanche probabile) futura eventuale scarsità del bene in questione. La Spagna, a differenza dell’Italia, a tutt’oggi completamente inerte e chiacchierona, tasserà banche e società energetiche per aiutare i cittadini, anzi lo ha già fatto, adottando normative di urgenza in proposito, mentre Francia e Germania hanno già provveduto alla tutela di cittadini, aziende ed industrie tramite accordi scorretti come già sopra detto”.

Qual’ è la posizione dello Stato Italiano nell’ambito di questo allarmante scenario?

“Come detto, Spagna Francia e Germania, questi ultimi due con modalità discutibili, sono riusciti a tutelare l’economia interna. Lo Stato italiano, al contrario, abdica o rinnega le proprie funzioni ed i propri precisi e diretti doveri attribuiti dalla Costituzione e dal comune sentire. Infatti, consente tutt’ora, senza fiatare, manovre finanziarie speculative, promananti peraltro, come detto, da strani e discutibili organismi manovratori, che sferrano attacchi illegali agli interessi collettivi ed individuali, avallando azioni speculative sui costi dell’energia. Non dimentichiamo, inoltre, che lo Stato è presente in ENI con una quota partecipativa pari al 30%”.

Quale deve essere l’obiettivo minimo del Governo Italiano, che qui si sprona all’azione?

“Riportare i costi dell’energia alla media dell’anno 2019, o anche più indietro, ove dovessero riscontrarsi tecnicamente ulteriori aumenti speculativi ingiustificati da parte delle società erogatrici anche prima del 2019/20, essendo stati già avvistati da chi scrive ulteriori aumenti che destano sospetti e perplessità che saranno in seguito evidenziate tramite report ad hoc. La Presidenza del Consiglio è, tramite questa lettera aperta, invitata a voler garantire senza indugio ogni sostegno concreto utile ed immediato che, comunque, non può essere considerato certo come vera e primaria soluzione, bensì solo quale azione aggiuntiva e tampone, di per sé di efficacia assai prossima al nulla. L’azione fondamentale che è finora mancata e che deve essere immediatamente intrapresa e assicurata altresì nel futuro è quella di vigilanza incisiva e costante finalizzata a scongiurare ulteriori tentativi di forzatura del sistema. Lo Stato Italiano non può ignorare, come sopra detto il contenuto dell’art. 3 II° comma della nostra Costituzione ai sensi del quale è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica economica e sociale del paese. Conseguentemente, lo Stato Italiano non può continuare a calpestare il contenuto del predetto articolo della Carta Costituzionale, accordandosi una colpevole e contemplativa inazione al riguardo. Si preavvisa, inoltre, in ordine a doverose e inevitabili richieste risarcitorie specifiche per danno biologico da stress direttamente collegato ai rincari delle bollette in questione, esplicitando che, comunque, anche in ordine a tale danno il contenzioso pertinente è da doversi considerare presente fin da questo momento, anche se gli effetti lesivi si sono manifestati da data anteriore. Seguirà quantificazione”.