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Vaccini Covid aggiornati, Fauci: “non c’è stato tempo per eseguire trial clinici”, è polemica

Anthony Fauci Foto di Stefani Reynolds / Ansa

“Non abbiamo tempo per una sperimentazione clinica sui vaccini aggiornati, dobbiamo ottenere l’approvazione subito, altrimenti rischiamo che sia approvato un farmaco quando ormai è obsoleto”: lo ha spiegato l’ex Consigliere del Presidente Joe Biden sul tema della sanità in un’intervista rilasciata all’emittente canadese CBC This Week

La polemica scoppiata negli Stati Uniti intorno al Dr. Anthony Fauci è sbarcata anche in Italia. Il volto della lotta al Covid negli Usa, fino ad agosto Consigliere del Presidente Joe Biden sul tema della sanità, in un’intervista all’emittente canadese CBC This Week ha pronunciato alcune frasi che hanno attirato l’attenzione di molti cittadini americani: “non abbiamo tempo per una sperimentazione clinica sui vaccini aggiornati, dobbiamo ottenere l’approvazione subito, altrimenti rischiamo che sia approvato un farmaco quando ormai è obsoleto”. Fauci sta quindi favorendo le somministrazioni dei booster bivalenti, recentemente approvati sia dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense che dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC), da qualche giorno distribuiti anche in Italia, nonostante abbia spiegato che nessun trial clinico sia stato effettuato.

Come riportato dal quotidiano The Epoch Times, le autorità hanno attinto ai dati di laboratorio sui topi e ai dati complementari sul ponte immunitario, applicando gli approcci normativi basati sul rischio al nuovo vaccino. Ma perché non sono stati effettuati i test clinici prima di approvare i nuovi farmaci? Dal momento che BA.5 è la variante dominante negli Stati Uniti, “possiamo avere tutte le ragioni per credere che è meglio avere un vaccino aggiornato che, invece, uno non altamente specifico per il ceppo circolante”, ha detto Fauci. Il dottore non è più consigliere medico della Casa Bianca, i quotidiani locali ricordano infatti che “non fa parte del processo di regolamentazione o raccomandazione degli Stati Uniti sui vaccini, ma i suoi commenti sono seguiti da vicino da milioni di cittadini”.

“Quando una presunta nuova ondata invernale di infezioni Covid si verificherà alla fine di novembre o dicembre, sarà probabilmente BA.4.6 e il nuovo booster dunque sarà obsoleto”, ha affermato il dott. Harvey Risch, professore emerito di epidemiologia presso la Yale School of Public Health, sostenendo quindi la posizione di Fauci. Mentre alcuni esperti hanno quindi accettato il modo in cui gli Stati Uniti hanno autorizzato i nuovi booster nonostante una carenza di dati, altri hanno affermato che la decisione non è per nulla giustificata. “Le prove scientifiche sono fondamentali, stiamo giocando in una sandbox di benefici sconosciuti e rischi sconosciuti, perché questi vaccini non hanno studi clinici”, ha detto in un video il dottor Vinay Prasad, epidemiologo dell’Università della California, a San Francisco. “Gli Stati Uniti avrebbero dovuto richiedere studi randomizzati e controllati prima di approvare i booster”, ha aggiunto.

Le polemiche su Fauci arrivano anche in Italia, Roy de Vita: “possibile che nessuno si ponga domande?”

I vaccini aggiornati alle nuove sottovarianti Omicron sono stati distribuiti anche in Italia, ma alla luce di quanto sta avvenendo negli Stati Uniti intorno al dott. Fauci, il quale ha dichiarato candidamente che non è stato fatto alcun trial clinico sul vaccino aggiornato, il dott. Roy de Vita ha pubblicato un nuovo video sui social con delle considerazioni. “Perché in pochi si fanno domande, su questo e su tutto il resto? Perché se ti fai domande sei subito bollato come no-vax? Noi invece le domande ce le facciamo eccome. E non sono un no-vax, non potrei esserlo per il mestiere che faccio”, ha affermato.

“Tanti argomenti di questa vaccinazione mi lasciano perplesso – prosegue de Vita – ho ascoltato l’intervista di Fauci ad una tv canadese, ha detto che non sono stati trial clinici sul vaccino aggiornato perché non c’era tempo. Ma come ‘non c’era tempo’, qual era l’urgenza? Se due anni fa c’era un’emergenza che rendeva necessario accorciare i tempi, adesso come si fa a non porsi domande dopo questa affermazione, come fa la giornalista a non chiedere chiarimenti su questo?”.

Roy de Vita riavvolge ancora il nastro: “fino a qualche giorno fa il Ministero della Salute italiano spingeva per la quarta dose mentre persone con tre dosi si continuavano a contagiare a mazzi da dodici, ma come si fa a non porsi domande?”. Il Primario di Chirurgia Plastica parla poi dei recenti studi che dimostrerebbero l’inutilità della quarta dose di vaccino inutile per chi ha contratto il virus e gli eventi avversi alle somministrazioni, in modo particolare il caso delle miocarditi sui giovani maschi tra i 12-25 anni, per il quale ha portato all’attenzione degli ascoltatori anche dei dati scritti.