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Università della Calabria, la denuncia: “indifferenza verso i rappresentanti degli studenti”

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“Sono state molteplici le azioni volte a sminuire la valenza del parere dei Rappresentanti degli Studenti, anche su questioni riguardanti esclusivamente questi ultimi”. Così in una nota Riccardo Latella, Consigliere di Amministrazione Università della Calabria, che scrive a nome dell’Associazione “AthenaRèF”, composto da decine di rappresentanti in tutti gli organi d’Ateneo, tra cui due Senatori Accademici e un Consigliere d’Amministrazione

“Preso atto della nota interna trasmessa dal Presidente del Consiglio degli Studenti ai componenti dello stesso, intendiamo esprimere le nostre considerazioni in merito, collocando quanto avvenuto in una visione più ampia e contestualizzandolo al rapporto che la Governance guidata dal Magnifico Rettore Nicola Leone ha tenuto con i rappresentanti degli studenti nel corso del suo primo triennio di mandato. Ci riferiamo, più precisamente, all’estromissione del sopracitato Presidente dalla scaletta degli interventi istituzionali, programmata in occasione dell’inaugurazione del 50° Anno Accademico del nostro Ateneo. Ci pesa dover evidenziare come questo atteggiamento di indifferenza e poca considerazione verso i rappresentanti degli studenti non si limiti ad un caso isolato, bensì costituisca uno dei capisaldi del modus operandi di questa Governance”. Comincia così la nota di Riccardo Latella, Consigliere di Amministrazione Università della Calabria, che scrive a nome dell’Associazione “AthenaRèF”, composto da decine di rappresentanti in tutti gli organi d’Ateneo, tra cui due Senatori Accademici e un Consigliere d’Amministrazione.

“Difatti – si legge ancora – sono state molteplici le azioni volte a sminuire la valenza del parere dei Rappresentanti degli Studenti, anche su questioni riguardanti esclusivamente questi ultimi. Basti pensare alla modifica del regolamento delle associazioni studentesche, avvenuta in data 30/05/2022 senza sentire alcun parere da parte della componente studentesca. Potremmo inoltre prendere in esempio le varie decisioni prese durante i primi mesi del periodo pandemico, derivate da un confronto pressoché assente con la rappresentanza studentesca. Il ruolo conferito dallo Statuto ai Rappresentanti degli Studenti risulta essere centrale. Vengono equiparati alle altre componenti universitarie nei principali Organi dell’Ateneo, oltre ad essere rappresentati nel Consiglio degli Studenti, che risulta essere a tutti gli effetti un Organo di governo dell’Università della Calabria. Oltre alla rilevanza formale ed Istituzionale, più volte sminuita, i Rappresentanti degli Studenti fungono da collante tra le varie componenti dell’Ateneo di Arcavacata, dando voce a quella numericamente più presente (gli studenti) e svolgendo un’azione integrativa e complementare all’operato delle rimanenti due (Docenti e PTA). Oltre ad essere i primi promotori della socialità e della vitalità del Campus, supportano gli studenti da decenni, organizzandosi in strutture (le Associazioni) talvolta più longeve di alcuni organi dell’Ateneo stesso”.

“Al fine di limitare l’operato dei Rappresentanti degli Studenti, spesso in controtendenza con le scelte operate dalla Governance, il 23/03/2022 veniva emanato il Regolamento concernente la carta dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti, in cui sono previste sanzioni tra cui “la sospensione temporanea dall’Università fino a un anno, comprensiva di tutti gli atti di carriera, esami e attività didattiche” per qualunque studente che produca ‘atti e comportamenti che arrechino danno all’interesse e all’immagine dell’Università’. Ci chiediamo fino a che punto ciò costituisca tutela dell’Ateneo prima di sfociare nella censura consapevole del dissenso di chi svolge quotidianamente l’importantissimo compito di difendere gli inalienabili diritti e i più fondamentali bisogni degli studenti”.

“Affinché sia sempre maggiore il numero degli studenti che ogni anno decide di rimanere a studiare nella propria regione e costruire qui il proprio futuro – prosegue Latella – è importante che l’Università della Calabria inizi a fare passi in avanti per migliorare la propria attrattività. Da mesi denunciamo diverse criticità in materia di Diritto allo Studio, senza aver ancora denotato significativi progressi. Denunciamo il forte rischio che non tutti gli studenti aventi diritto ricevano quanto gli spetta. L’Unical sembra essere passiva spettatrice di una complessa macchina burocratica nazionale e regionale di cui, come sempre, a risultare vittime saranno gli studenti e le loro famiglie. Mentre gli iscritti del nostro Ateneo navigano a vista nel mare dell’incertezza che li frappone all’espletamento del loro Diritto a studiare, la Governance si prende il lusso di svilire ulteriormente la Rappresentanza, anziché far fronte comune per il conseguimento di quelli che dovrebbero essere gli obiettivi comuni: dotare ogni singolo studente degli adeguati strumenti necessari a garantire la prosecuzione del proprio percorso accademico”.

“Qualsiasi siano le scelte intraprese e le azioni messe in campo, volte a raggiungere tutti gli obiettivi prefissati, non possono prescindere da un forte dialogo tra la Governance e la Rappresentanza studentesca. Ove mancasse tale dialogo, il rischio sarebbe quello di intraprendere strade poco efficaci nel miglioramento della qualità della vita degli studenti. Nonostante i diversi tentativi di tenere un dialogo produttivo con la Governance, le azioni da essa intraprese, e finora esplicitate nel comunicato, ci creano non poche remore nella prosecuzione di questo percorso. L’assolvimento del nostro ruolo prescinde dalla più o meno scarsa considerazione che la Governance gli riserva. Siamo stati insigniti del nostro mandato direttamente dagli studenti dell’Università della Calabria e solo a loro dobbiamo rendere conto del nostro operato. Per questo motivo, seppur speranzosi in un cambio di passo da parte della Governance del nostro Ateneo, proseguiremo a espletare le nostre funzioni attraverso il contrasto di qualsivoglia azione – a nostro avviso – immorale, inopportuna o che non sia finalizzata esclusivamente alla promozione degli interessi degli studenti dell’Università della Calabria”, si chiude la nota.