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Reddito di cittadinanza, lo sfogo dello chef siciliano: “ci chiedono di lavorare in nero, viviamo un dramma”

camerieri Foto di Justin Lane / Ansa

Il reddito di cittadinanza per l’imprenditore Natale Giunta “non deve essere abolito”, ma “è necessaria una modifica perché la carta di credito gialla non va data a tutti, ormai è come un vitalizio. Viene usato per comprare i cellulari di ultima generazione”

“Molte persone ci chiedono di lavorare in nero perché già percepiscono il reddito di cittadinanza e non hanno convenienza a lavorare. Non vedevo una situazione del genere da molto tempo. Dopodiché ben venga il sussidio per chi ha bisogno”. Lo ha dichiarato Natale Giunta, noto chef e imprenditore di Palermo, nello studio di Cartabianca. In Sicilia il Movimento 5 Stelle, così come nelle altre Regioni del Sud come Calabria e Campania, ha superato gli altri partiti nel corso delle ultime elezioni. Uno dei motivi è sicuramente il reddito di cittadinanza, strumento di sussistenza importante nei territori in cui c’è un’elevata percentuale di disoccupati. Ma le opinioni su questo tema sono molto divergenti ed in questi giorni si è generato un grande dibattito, in particolare perché la coalizione di Centrodestra ha promesso in campagna elettorale di lavorare per la sua revisione.

Ma che impatto ha avuto il reddito di cittadinanza sugli imprenditori siciliani? “La cosa pazzesca è che una parte dei lavoratori che prima avevamo – sottolinea Giunta – , ragazzi giovani e possenti, vengono e chiedono di lavorare in nero perché percepiscono il reddito di cittadinanza e l’assegno familiare, non hanno quindi bisogno di lavorare. E’ questo il vero problema. Non viene dato a chi ne ha davvero bisogno, io e i miei colleghi imprenditori viviamo un dramma ogni giorno. Quindi non vanno accusati i titolari che danno 5 euro l’ora, non è assolutamente vero, anzi noi diamo gli stipendi che lo Stato non dà. Non troviamo neppure così lavoratori, perché non è più conveniente. Questa manovra ha aperto il mondo del lavoro nero, nemmeno 20 anni fa non era così. Vedo la senatrice in studio che fa ‘no’ con la testa, ma perché non sa cosa è il lavoro, perché non parla con noi che viviamo questa situazione ogni giorno. C’è troppo distacco tra politica e impresa”.

“Chi è nelle capacità di lavorare – prosegue Giunta – non deve essere incentivato a restare a casa e prendere i soldi pubblici dello Stato, quindi continuo a dire che solo chi ha realmente bisogno va aiutato e sostenuto. La destra ha dimostrato di andare nella linea di chi vuole un paese diverso, un’Italia più sicura, un’Italia con imprese che possono lavorare con la de-tassazione sul lavoro. Abolire il reddito di cittadinanza? No, non deve essere abolito, deve essere modificato perché la carta di credito gialla non va data a tutti, ormai è come un vitalizio. La senatrice vada nei centri commerciali dove usano il reddito per comprare televisori e cellulari”.