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Petrolio, tetto al prezzo per colpire Putin: i paesi del G7 pronti alla firma del patto

aumento costo petrolio Foto di Martin Divisek / Ansa

Le Nazioni del G7 intendono introdurre un tetto massimo di prezzo per il petrolio russo dal 5 dicembre, per i prodotti petroliferi russi a partire invece dal 5 febbraio: ecco perché questa mossa potrebbe penalizzare la Russia

I Ministri delle finanze del G7 (USA, Canada, Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia e Giappone) studiano un tetto al prezzo del petrolio per colpire le entrate di Vladimir Putin ed è per questo che oggi dovrebbero approvare una nuova misura nel corso della riunione organizzata. I Paesi del G7, infatti, intendono introdurre un tetto massimo di prezzo per il petrolio russo dal 5 dicembre, per i prodotti petroliferi russi a partire invece dal 5 febbraio. Con questa mossa le potenze mondiale sperano che possa avvenire un allentamento delle pressioni sul mercato energetico e ridurre così i ricavi complessivi russi dal greggio. La Russia, dal canto suo però, ha già chiarito ieri che non intende vendere prodotti petroliferi ai Paesi che aderiscono all’iniziativa.

“Questo è il modo più efficace, crediamo, per colpire duramente le entrate di Putin”, ha spiegato nella mattinata di ieri il segretario stampa della Casa Bianca, Karine Jean Pierre. Questa strategia secondo la Casa Bianca non si tradurrà solo in un calo delle entrate petrolifere di Mosca, ma anche in un calo dei prezzi globali dell’energia. “Riteniamo che non sia solo un’idea che valga la pena esplorare, ma sia un’idea che vale la pena implementare e non vediamo l’ora di sentire cosa diranno i ministri delle finanze alla fine della settimana”, ha commentato John Kirby, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Il Regno Unito è stato tra le prime forze a dichiararsi favorevole al piano, con il Cancelliere dello Scacchiere Nadhim Zahawi che ha affermato: “sarà più efficace se supportato dalla più ampia coalizione possibile”.