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Elezioni, Armao a StrettoWeb: “Calenda è la nuova frontiera politica. Il Ponte sullo Stretto la chiave per lo sviluppo della Sicilia”

Gaetano Armao

Elezioni, Armao a StrettoWeb: “il terzo polo, guidato da Carlo Calenda, è la nuova frontiera della politica italiana, una prospettiva autenticamente riformista che vuol proseguire il progetto di Governo di Draghi”

Gaetano Armao, avvocato cassazionista, professore associato di diritto amministrativo nell’Università di Palermo specializzato in diritto dell’intermediazione finanziaria nell’Università di Ferrara, dal novembre 2017 è Vicepresidente ed Assessore all’economia nella Regione Siciliana, che rappresenta nella Conferenza delle Regioni e PP.AA. dove coordina la Commissione affari europei ed internazionali. E’ componente del Comitato e europeo delle Regioni, dell’ARLEM e del direttivo dall’Agenzia per coesione territoriale. Ai microfoni di StrettoWeb ha illustrato la propria posizione sulle prospettive e priorità della Sicilia, sul Terzo Polo ed il Ponte sullo Stretto.

Cosa l’ha convinta a scendere in campo in questa tornata elettorale in alternativa al Centro/Destra (ricordiamo che Lei è il vicepresidente di Musumeci)?

“La Regione Siciliana viene da cinque anni di governo utile, ma anche da bassezze politiche che hanno determinato uno scollamento del centrodestra, alle prese con una frammentazione inevitabile dell’elettorato. In questa situazione si è aperta una breccia, che la mia candidatura può allargare fino alla formazione di una giunta nuova, capace di guardare in faccia il futuro, di rimboccarsi le maniche. L’elettorato si è stancato fino alla nausea degli scontri di potere. Aggiungo, inoltre, che il lavoro portato avanti in qualità di assessore alle politiche economiche della Regione Siciliana, non solo deve proseguire, ma è appena cominciato. 

Quali sono le prospettive e le priorità della Sicilia?

“Ho dato la mia disponibilità ad una proposta per il futuro della Sicilia, basata sull’innovazione per una Regione moderna, europea, che faciliti l’impresa privata, che crei occupazione, attragga investimenti. Il futuro sta nel piano straordinario del lavoro, nelle zone economiche speciali e le compensazioni per l’insularità, l’attrazione di investimenti, nella riforma dell’amministrazione regionale, nella definizione del risanamento economico che ho condotto riducendo il debito regionale di 1,3 miliardi, abbattendo addizionali e prelievo statale sul bilancio, risparmiando 700 milioni di interessi e rinvenendo nuove risorse per 3 miliardi. E’ fondamentale puntare sul digitale: la Sicilia è la prima Regione per comuni digitalizzati, il 60%, contro il 30% delle Regioni del Nord. Ci presentiamo ai siciliani, quindi, con questa prospettiva, alternativi ad un modo di fare predatorio di certa politica, presente sia a destra che a sinistra, che punta solo alla spartizione delle risorse pubbliche.

Occorre creare una cabina di regia, per fare del turismo in Sicilia una pianta in grado di dare frutti in ogni stagione. Dobbiamo attrarre il turismo 12 mesi l’anno. Un’altra priorità è quella relativa a trasporti e opere infrastrutturali. Occorre, inoltre, rendere Catania davvero vicina a Palermo, completando finalmente l’autostrada. Ma la vera scommessa sarà la cura del ferro: l’Alta Velocità da Catania a Palermo fino a Trapani, una rete ferroviaria capillare e moderna, funzionale alla nostra idea di sviluppo”.

Il cittadino perché dovrebbe votare per Lei e non per De Luca, Chinnici e Schifani?

“Offrire le proprie competenze, l’esperienza, la passione alla propria Terra credo sia un dovere ed un privilegio. Sarà una campagna elettorale tra i siciliani, purtroppo molto breve, con il rischio di un confronto limitato dei candidati sui programmi, al di fuori delle appartenenze agli schieramenti”.

Da Forza Italia al Terzo Polo. Perché questa scelta?

“Il terzo polo, guidato da Carlo Calenda, è la nuova frontiera della politica italiana, una prospettiva autenticamente riformista, liberal-democratica, popolare che vuol proseguire il progetto di Governo di Draghi, incredibilmente interrotto”.

Cosa pensa del Ponte sullo Stretto alla luce dell’inserimento dell’opera nel programma del Centro/Destra?

“Credo che sia un’opera essenziale per lo sviluppo della Sicilia a prescindere da chi la propone. Perdere ancora tempo nel farlo significa ritardare lo sviluppo della nostra Isola”.