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Elezioni, Conia a StrettoWeb: “sanità, giovani e lavoro, ecco le priorità della Calabria”

Michele conia

Elezioni, Conia a StrettoWeb: “amo la mia terra e da sempre mi sono impegnato in prima linea per valorizzarla”

Da sempre impegnato in politica e nel sociale, Michele Conia, sindaco di Cinquefrondi da due legislature (eletto in maniera quasi plebiscitaria), candidato all’uninominale nella circoscrizione Piana di Gioia Tauro-Vibo Valentia e nel plurinominale in tutta la Calabria per Unione Popolare con De Magistris, rappresenta il prototipo di politico vicino ai bisogni dei cittadini e dei territori. Fondatore nel 1994, insieme a due amici, del Kollettivo Onda Rossa, gruppo politico che per oltre 20 anni ha rappresentato un punto di riferimento per i giovani della Piana, già dirigente di Rifondazione Comunista e portavoce del Piana Social Forum, oggi vicepresidente nazionale di demA, Conia è da sempre un “agitatore” di sinistra, rimasto ancorato agli ideali di Antonio Gramsci ed Enrico Berlinguer. Ai microfoni di StrettoWeb, ci ha illustrato la propria posizione sulle priorità e prospettive della Calabria, sul Ponte sullo Stretto e sui motivi della sua candidatura.

Cosa l’ha convinta a scendere in campo in questa tornata elettorale?

“Amo la mia terra e da sempre mi sono impegnato in prima linea per valorizzarla. La mia candidatura oggi è, quindi, una naturale conseguenza. In questi anni da amministratore ho potuto, grazie anche a chi mi ha sostenuto e supportato, dare il mio contributo per dimostrare che un altro modo di amministrare è possibile e che lo stato di cose presentì può essere cambiato. Sono molti i risultati che sono riuscito a raggiungere e questo lo voglio replicare su scala nazionale, applicando sempre il concetto del noi e mai dell’io”.

Quali sono le prospettive e le priorità della Calabria?

“Per quanto riguarda le priorità non posso che mettere al primo posto la salute. Viviamo in una terra dove spesso un diritto viene scambiato per favore e questo non ha permesso il progresso sociale di questo territorio. In Calabria gli ospedali, dove sono presenti, sono pesantemente depotenziati e fatiscenti ed il popolo per curarsi è costretto ad emigrare o rivolgersi alla sanità privata, molto dispendiosa e guidata dall’arbitrarietà dei singoli imprenditori. L’altra priorità fondamentale sono i giovani ed il lavoro. La Calabria è colpita e stremata da un’impressionante e pericoloso calo demografico che è dato principalmente dalla scarsa possibilità che un giovane ha di trovare lavoro. È necessario invertire questa tendenza. Per quanto riguarda le prospettive è chiaro a tutti che la Calabria gode di un paesaggio naturale da fare invidia e questo deve essere il punto da cui partire. Bisogna investire su turismo, agricoltura e rinnovabile e non invece su opere inquinanti e devastanti”.

Il cittadino perché dovrebbe votare per Lei?

“Perché sono sempre stato al suo fianco. È questa la mia linea guida in tutti questi anni da amministratore. Che sia chiaro, sono stato a fianco di chi mi ha votato e soprattutto di chi non lo ha fatto. La responsabilità di un amministratore è quella del giorno dopo ed io, a differenza dei soliti che scelgono la Calabria come posto utile per essere eletti, il 26 settembre (il giorno dopo delle elezioni) sarò ancora a disposizione di tutti, come è sempre stato”.

Cosa pensa del Ponte sullo Stretto alla luce dell’inserimento dell’opera nel programma del Centro/Destra?

“Credo che il progresso della Calabria non passi proprio dalla creazione del ponte sulle stretto. È da anni che si parla di questo “progetto” che viene puntualmente scongelato ad ogni campagna elettorale. Nonostante conosciamo tutti i motivi per il quale il ponte è un progetto non fattibile a causa di una serie di motivazioni come quelle ambientali ed ecologiche, se viene puntualmente riproposto sarà perché c’è qualche promessa per quanto riguarda la progettazione utile ai fini elettorali? Io concentrerei piuttosto l’attenzione sulle nostre strade di collegamento dell’entroterra, e non solo, che sono in condizioni pessime e non permettono ai nostri grandi centri turistici di essere raggiunti facilmente come meriterebbero”.