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Demi Arena a StrettoWeb: “spero che la Meloni faccia luce su quanto accaduto a Reggio Calabria 10 anni fa”

arena meloni palazzo san giorgio

L’intervista di StrettoWeb all’ex Sindaco di Reggio Calabria Demetrio Arena a qualche giorno dal risultato delle elezioni: si è parlato dell’andamento del voto, di Giorgia Meloni e del possibile futuro della città dello Stretto anche e soprattutto sul fronte infrastrutture

“Il mio è un auspicio, ma spero che il nuovo Governo, di centrodestra, possa far luce su quanto accaduto a Reggio Calabria 10 anni fa”. A proferire queste parole, ai microfoni di StrettoWeb, è l’ex Sindaco reggino Demetrio Arena. Il riferimento è chiaro: lo scioglimento del Comune avvenuto proprio 10 anni fa, per la precisione il 9 ottobre del 2012. Dalle parole dell’ex primo cittadino traspare la volontà di far luce su un avvenimento accaduto quando lui era alla guida della città. E, per la prima volta da quella decisione, il Governo nazionale è di centrodestra. “Tra l’altro – evidenzia ancora Arena – di recente sono andato a rileggere proprio un vecchio articolo di StrettoWeb, del 2012, che risaliva a pochi giorni dopo lo scioglimento. In quell’occasione Giorgia Meloni (allora deputato Pdl, ndr) invitata il Ministro Cancellieri ad analizzare meglio le motivazioni della scelta”.

Ma andiamo con ordine, prima di arrivare a Reggio. Un commento su queste elezioni?

“Beh, quello che ci si aspettava sulla vittoria della Meloni è avvenuto. Il popolo ha voluto manifestare il disappunto verso una situazione che c’è in Italia da 14 anni, con Governi che non rappresentavano la volontà popolare. Ho riscontrato come non mai un certo disappunto della gente verso questa situazione e verso la Sinistra. Mai avevo toccato con mano questa volontà della gente di guardare alla Sinistra con uno spirito così critico”.

La Meloni ha vinto con merito oppure è stato l’assist del centrosinistra disunito ad avvantaggiarla? 

“Il consenso alla Meloni è arrivato per via della sua coerenza mantenuta negli anni, del suo modo di comunicare, con il buon senso dimostrato nel discutere di varie problematiche. Non sono convinto che una Sinistra unita avesse permesso alla Meloni di non vincere. Con questa legge elettorale, che è anti-democratica e da regime totalitario, le coalizioni devono essere più larghe possibili, perché il sistema premia loro. Il Pd si è presentato da solo e questo ha più che altro determinato il successo del Movimento 5 Stelle, ma una coalizione larga non sono così convinto avesse svantaggiato la Meloni”.

Quindi merito suo?

“Si tende a banalizzare il voto sulla Meloni, dicendo che il popolo negli ultimi anni prima si è aggrappato alla Lega, poi per protesta al M5S e ora alla Meloni. Ma io invece credo che stavolta, soprattutto su di lei, la gente ci creda davvero. Non lo considero un voto di protesta come fu per il M5S. Credo ci sia un convincimento, un messaggio, per cui si è stanchi di questo teatrino. E non solo perché è stata all’opposizione, ma perché ha avuto buon senso ed equilibrio”.

E poi c’è il “fascismo” e questo abuso del termine…

“E’ una reazione che si è ripetuta nel tempo: al primo Governo Berlusconi la Sinistra portò un milione di gente nelle piazze, con Sindacati e Associazioni. Anche oggi vedo odio ideologico e questo porterà effetti negativi alla stessa Sinistra. Ha sempre saputo sempre gestire il potere, quindi non è solo un aspetto ideologico ma anche economico e legato alla comunicazione, con tv e grandi media. La strategia del ‘fascismo’ è stata sempre una costante. Questa volta, però, la Sinistra lo ha fatto per tentare di recuperare lo zoccolo duro del proprio elettorato storico, che ha perso nel tempo. Non si sono resi conto della loro debacle totale. Poi, mi faccia dire una cosa…”

Prego.

“Sul problema dei diritti civili, loro non possono rivendicare diritti che in 14 anni di Governo non sono riusciti a portare avanti. L’altro ieri c’è stata la manifestazione contro l’aborto, anche a Reggio. Si sta muovendo tutto quell’apparato che normalmente ha supportato l’azione della Sinistra”.

Il risultato di queste elezioni può portare benefici alla città di Reggio Calabria? In un’intervista recente ha dichiarato che la Meloni non è mai stata in città.

“Il problema di Fratelli d’Italia sulla Calabria, e su Reggio in particolare, è molto discutibile perché la Meloni in città non è mai venuta. Capisco che ci sono stati dei problemi di carattere giudiziario su candidati di Fratelli d’Italia, che magari hanno portato a pensare al partito che il nostro è un territorio difficile, su cui c’è più da perdere che da guadagnare, ma questo comportamento per me è mortificante. Reggio merita e meritava di avere rispetto, perché è stata la capitale della Destra. Spero che questo possa essere rivisto”.

In che modo?

“Di recente sono andato a rileggere proprio un vecchio articolo di StrettoWeb, del 2012, che risaliva a pochi giorni dopo lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria. In quell’occasione Giorgia Meloni (allora deputato Pdl, ndr) invitata il Ministro Cancellieri ad analizzare meglio le motivazioni della scelta”.

Quindi, se ho capito bene, visto che per la prima volta dallo scioglimento c’è un Governo nazionale di centrodestra, questo spera possa far luce su quella vicenda.

“Sì, ma più che altro il mio è un auspicio. Spero si possa far luce su quanto accaduto 10 anni fa. Sarebbe un riconoscimento per ciò che Reggio è stata per la Destra; per il grande imbroglio con cui la classe dirigente è stata spazzata via allora, con il degrado; e per ridare dignità e giustizia a un popolo che dal 1970 a oggi è stato a Destra e che si è visto abbandonato”.

Da quel giorno, dal giorno dello scioglimento, tanto è cambiato a Reggio Calabria…

“Sì, ma sarebbe superfluo un mio pensiero, perché la situazione che viviamo è eloquente. Un commento rispetto a una situazione oggettiva è inutile. Viviamo in una città senza servizi, degradata e all’ultimo posto nelle classifiche, che possiamo anche guardare con scetticismo. Ma la comunità si è depauperata – per l’esodo specie dei giovani negli ultimi 10 anni – è debole e priva di speranza. I danni non sono quelli che noi vediamo adesso, ma quelli che oggi non vediamo e che pagheremo domani. Le risorse sono state sperperate – rispetto a una dote che ha lasciato nel 2012 il Governo di centrodestra – da un’amministrazione inetta che ha dilapidato un patrimonio di opere. Se a ciò aggiungiamo che in questi 10 anni sono arrivate altre importanti risorse, a Reggio come negli altri Comuni in crisi, e che ci saranno i fondi del Pnrr, mi viene da pensare: in mano a chi? In mano a chi ha mostrato una totale inettitudine, non solo nelle vicende quotidiane, ma anche in progettazione e idee. I danni maggiori non li abbiamo ancora visti”.

Quando parla di opere fa anche riferimento al Museo del Mare di Zaha Hadid, inizialmente bocciato e ora riapprovato?

“Il Museo del Mare rappresenta proprio quell’inettitudine, l’odio ideologico che si muove anche sul tapis-roulant, sulle statue di Rabarama, sul Ponte Calopinace. E’ la dimostrazione dello sperpero di risorse. Il Comune ha perso i finanziamenti sul Museo del Mare perché ha detto di ‘no’, poi ha deciso di dire ‘sì’ perché tanto ‘i fondi si trovano’, ma così ha perso i 50 milioni. Mi auguro comunque che si possa realizzare”.

Spostandoci più a livello Regionale e Nazionale, sempre restando in tema di opere, Occhiuto ha affermato che adesso ci sono “condizioni irripetibili” per realizzare il Ponte sullo Stretto, visti i due Governi Regionali e quello Nazionale, tutti di centrodestra.

“Non è la prima volta che si creano queste condizioni. Il Ponte purtroppo è diventato una infrastruttura di tipo ideologico: la Destra lo vuole, la Sinistra no. Le sorti del Ponte sono state legate all’alternanza di Governi, accelerate e frenate, con perdita di risorse per un’opera che avrà un impatto importante non solo a livello locale e nazionale, ma europea. Su questo sono ovviamente favorevole, ma forse ho qualche perplessità vedendo un paese che negli ultimi decenni ha dimostrato di non essere capace di realizzare le grandi opere. Spero in un cambio di passo, perché iniziarlo e lasciarlo incompiuto sarebbe penalizzante”.

Due opere invece già ci sono, da tempo, e potrebbero rappresentare lo slancio di questa città: i Bronzi. Qualche assaggio forse già si è visto questa estate, con il 50° anniversario e le numerose iniziative.

“I Bronzi rappresentano, da quando sono stati ritrovati, la soluzione di gran parte dei problemi economici della nostra città. Se così non è stato finora è dovuto all’incapacità dei reggini e non solo alla politica”.

Qualcuno ha detto che lo slancio della città può avvenire dopo il risultato di queste elezioni. Dal centrodestra si è parlato di voglia di “riprendersi il Governo della città”.

“La sconfitta a Reggio del centrodestra nel 2020 è un risultato in negativo inimmaginabile, ingiustificabile, rimane un ricordo indelebile della sconfitta, frutto di una responsabilità totale da parte di chi doveva gestire dinamiche minime per vincere contro Falcomatà rispetto a quello che era il sentimento popolare. Quella sconfitta brucia ancora perché purtroppo in questi 10 anni, oltre ad aver avuto amministratori inetti, abbiamo avuto un’opposizione che per la prima volta nella storia dal 1970 in avanti si è dimostrata fallimentare. Io mi auguro che ci sia questa ribellione, questa voglia di cancellare o attenuare quella sconfitta e che si possa cominciare da subito a pensare allo scenario e alla nuova classe dirigente”.

Come?

“Il candidato deve essere scelto a Reggio Calabria, la decisione non deve essere presa sui tavoli romani, perché le dinamiche dei tavoli romani arrivano a un mese delle elezioni e hanno il carattere delle lottizzazioni politiche. Assieme a movimenti e associazioni di Destra, nel 2020 avevamo detto che bisognava scegliere il candidato a livello locale. Questo non è stato fatto da chi poteva e doveva farsi sentire, si è lasciata la scelta al tavolo romano, che ha deciso un mese prima su criteri delle lottizzazioni. Alla Lega è toccato il candidato Sindaco nelle città e la Lega ha scelto un candidato che a quel punto andava gestito meglio. Se la Destra non avesse fatto questo errore ora governerebbe la città, bastava poco per battere Falcomatà”.

Secondo lei c’è qualcuno ad oggi in grado, nella classe politica reggina, di risollevare le sorti della città?

“Certamente c’è, ma è solo un problema della debolezza della comunità, ormai rassegnata. Nel proprio interno la città ha personalità che possano dare inversioni di tendenza, il problema è che queste persone ad oggi non si spendono. Un tempo pensavo che fosse un problema culturale, ed era ciò che mi aveva spinto ad avvicinarmi alla politica, ma poi ci siamo resi conto che chi si è speso per la città ha pagato con enormi conseguenze. Quindi c’è questa attenuante”.

Però se, come dice lei, c’è inettitudine dell’Amministrazione da una parte e opposizione debole dall’altra, non è facile trovarla questa figura.

“Beh, a quel punto l’augurio è che ci sia la scintilla nel ‘civismo’, in qualche movimento civico guidato dal mondo delle professioni, dell’imprenditoria, dell’associazionismo  Quello che è mancato a Reggio negli anni, in pratica, considerando che a Messina ultimamente ci sono stati solo movimenti civici. Io mi auguro comunque che il centrodestra riesca a vincere le prossime comunali, anche alla luce della cocente sconfitta, ma se ciò non dovesse avvenire è indispensabile che ci sia la scintilla da un movimento civico”.