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Covid, ultimi 3 giorni con obbligo di mascherina su trasporti e ospedali

mascherine trasporti Foto di Daniel Dal Zennaro / Ansa

Covid, non verrà prorogato l’obbligo di mascherina rimasto ancora in vigore su mezzi e ospedali

Ha i giorni contati l’ultimo obbligo legato al Covid: da sabato prossimo, primo ottobre, le mascherine potranno rimanere in tasca anche su bus, treni, metro e in ospedali, ambulatori medici e Rsa.

L’obbligo di mascherina, rimasto in vigore in questi ambiti dopo che da mesi e’ caduto altrove, dai negozi agli eventi culturali e musicali, non verra’ prorogato dall’attuale Governo. Rimarra’ solo per gli operatori sanitari, fino a fine 2022. Proprio mentre, come ogni anno, l’autunno ha portato oltre alle piogge l’atteso aumento dei casi: la curva ha iniziato a piegare verso l’alto gia’ due settimane fa, e ora la crescita sembra iniziare a farsi piu’ netta.

Solo oggi si sono registrati 44.878 nuovi contagi, mentre martedi’ scorso erano stati 28.395: oltre il 50% in piu’ in sette giorni. Una crescita che, come sempre, si ripercuote sugli indicatori che piu’ interessano, quelli dell’occupazione degli ospedali. I ricoveri ordinari sono gia’ chiaramente in aumento (oggi 192 in piu’, ieri 140), le terapie intensive hanno interrotto il calo e si apprestano a seguirli.

Ancora relativamente basso il numero dei decessi, circa 50-60 al giorno, ma e’ l’ultimo dato che aumentera’, se questa ondata autunnale seguira’ l’iter delle altre. La situazione, insomma, e’ tutta da valutare, e in questa incertezza si colloca anche il sommovimento politico che le elezioni hanno portato.

Tra poche settimane Roberto Speranza non sara’ piu’ ministro della Salute, e con lui se ne andra’ un modello di gestione del Covid a piu’ riprese criticato dal centrodestra, che contestava chiusure e norme giudicate troppo restrittive. Si profilano comunque delle scelte da adottare in vista dell’inverno: accertato che il Covid, ovviamente, non e’ finito ne’ finira’, il nuovo ministro della Salute dovra’ valutare quanto e se e’ diventata una patologia complessivamente gestibile, come l’influenza, o e’ ancora una malattia potenzialmente mortale, se non altro per anziani e fragili, da fronteggiare anche con misure drastiche.

Di certo si arrivera’ a questo bivio con numeri nettamente superiori a quelli dello scorso anno in termini di contagi: basta pensare che un anno fa a quest’ora i casi positivi erano stati in un giorno meno di tremila, mentre oggi come detto sono oltre 44mila. In dodici mesi tutto e’ cambiato, tuttavia: milioni di italiani hanno acquisito l’immunita’ ammalandosi con la variante Omicron, che per tutto l’anno, estate compresa, ha impazzato, e altrettanti sono protetti dal vaccino, sempre che si ricorra a nuovi richiami per rinnovare le difese immunitarie, tanto piu’ ora che arrivano i nuovi sieri tarati proprio contro Omicron.

I numeri lo confermano: il 27 settembre dell’anno scorso le terapie intensive occupate erano 459, oggi sono 128. Molti casi in piu’, meno conseguenze gravi, insomma. Stara’ al nuovo governo, in un Italia di fatto senza piu’ misure anti-Covid, valutare se la situazione che ci sara’ in inverno sara’ accettabile dal punto di vista sanitario, “tenendo duro” rispetto alla crescente ansia da bollettino che vedra’ sicuramente numeri importanti alla voce nuovi casi giornalieri.