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Calabria, “grave carenza di medici di medicina generale”: la lettera al presidente Occhiuto

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Il giovane medico calabrese Lorenzo Paletta, per il tramite di Smi (Sindacato medici italiani), ha raccontato che nel comune di Roggiano Gravina (Cosenza), dopo il pensionamento di tre medici, 700 pazienti si sono ritrovati senza un medico di famiglia

“Nel comune di Roggiano Gravina (Cosenza) sono venuti a mancare, per raggiungimento di età pensionabile, tre medici di medicina generale. La conseguenza è stata che 700 pazienti si sono ritrovati senza un medico di famiglia. L’Asp ha provato ad arginare il problema, proponendo di approvare una deroga ai medici di medicina generale operanti nel territorio di Roggiano così da aumentare oltre il limite massimo i pazienti a loro carico”. Lo racconta il giovane medico calabrese Lorenzo Paletta che, per il tramite di Smi (Sindacato medici italiani), ha rivolto una lettera al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Per il dottore la soluzione proposta dall’Asp non sarebbe “adeguata a risolvere le criticità del territorio”.

Paletta fa che presente che ci sono tanti medici in attesa “di prendere la titolarità di medicina generale per poter operare sul territorio. Da tempo aspettiamo che le zone carenti siano bandite e poi assegnate (proprio in questi mesi è stata bandita, tra l’altro, Roggiano Gravina come zona carente), ma ci ritroviamo mestamente ad aspettare e a vedere adottati stratagemmi per rimandare queste assegnazioni”“Questa deroga – prosegue ancora il giovane medico – porterà solamente svantaggi: temporaneamente i pazienti troveranno un curante ma, quando un nuovo medico verrà assegnato nella zona carente in questione, si ritroverà a non avere alcun assistito e a chiudere inesorabilmente il nuovo studio nell’arco di pochissimo tempo per mancanza di assistiti. Quella che era una zona carente assegnata, diverrà nuovamente una zona carente da bandire nuovamente e nuovamente da assegnare”.

“Logica vuole che in attesa di assegnare le zone carenti, vengano proposti incarichi provvisori fino a un massimo di 12 mesi o, comunque, fino all’inserimento del nuovo medico titolare. Perché – si chiede il medico – ricevo giornalmente più e più mail, pec e telefonate da altre regioni italiane per ricoprire queste tipologie di incarichi ma dalla mia regione non ricevo assolutamente niente? E lo stesso vale per gli altri colleghi che, come me, sono in attesa di diventare medico di famiglia, che pare sia diventato uno dei tanti lavori sanitari in crisi per mancanza di personale. Prima di avvalersi di deroghe tanto pesanti e pericolose, mi aspetterei dalla mia Asp, che operi tutte le strategie atte a favorire i nuovi medici: graduatorie regionali che escano nel rispetto dei tempi, come da Acn, e non con mesi di ritardo; Zone carenti bandite con celerità e assegnate con ancor più celerità”.