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Successo per Norma all’arena dello Stretto di Reggio Calabria

Grande successo per la rappresentazione in forma di concerto della Norma di Bellini, voluta e sovvenzionata dalla città metropolitana di Reggio Calabria per il cinquantesimo anniversario del rinvenimento dei Bronzi di Riace

Reggio Calabria ha deciso di festeggiare il cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace anche con una serie di unici e bellissimi eventi. La sera del 1 agosto 2022, la città metropolitana di Reggio Calabria ha però consacrato la serata alla rappresentazione in forma di concerto della Norma di Vincenzo Bellini: uno dei titoli più celebri ed applauditi della storia del melodramma.

La città metropolitana di Reggio Calabria, insieme all’orchestra del teatro Cilea di Reggio Calabria hanno infatti organizzato un evento considerabile autenticamente come storico ed unico nel suo genere: una rappresentazione di un’opera lirica nella location d’eccezione dell’arena dello Stretto. Innanzitutto, va certamente notato come la scelta del titolo non sia affatto casuale: la Norma di Bellini, ambientata nelle Gallie invase dai romani, è un’opera dalla drammaturgia severa, bronzea: fatto, proprio questo, che portò a un clamoroso fiasco della “prima” ma che ora è uno dei motori del suo successo, insieme al trionfo della melodia in scene quali la “Casta diva” o il “Sola, furtiva al tempio”.

La frequentissima ricorrenza di parole come “bronzo”, “scudo”, “tuono” dànno il senso di questo colore bronzeo: esse, però, in questo melodramma sono magistralmente intrecciate, dalla musica di Bellini e dai versi di Romani, al classico e fortunatissimo motivo del conflitto tra amore e dovere, molto ricorrente nel teatro d’opera, incoronato da preromantici inni lunari come la celebre “Casta diva” e da cori guerreschi. La storia di un voto infranto per amore, che percorre tutto il teatro d’opera dalla Vestale di Spontini alla Suor Angelica di Puccini, trova però nella Norma belliniana una sua “bronzea” canonizzazione e fortuna.

In questa storia di conflitto tra passione e dovere, sulla quale incombe peraltro anche, in più, la spada di Damocle dell’infanticidio e del suicidio, le donne che mancano al proprio voto sono addirittura due; l’amore però viene sacrificato sull’ara bronzea del dovere al dio Irminsul, sulle cui fiamme vengono arsi Norma e Pollione. Nessun’opera lirica, forse, poteva quindi meglio far risuonare e risplendere lo splendore delle statue reggine del V secolo a. C. meglio della Norma belliniana. L’emozione che si prova di fronte ai duetti d’amore, ai cori lunari e alle preghiere di quest’opera è infatti assimilabile all’emozione che possiamo sperimentare alla visione dei nostri due bronzi, della “testa del filosofo” o degli architravi e delle ceramiche conservati al nostro Museo Archeologico: tra i primi venti per importanza di quelli del belpaese.

Ma veniamo ora a trattare del cast di questa stupenda messinscena del capolavoro di Bellini: pregiatissima l’interpretazione di Daniela Schillaci, valente soprano catanese dotata di un fraseggio e di una interpretazione mirabili. Si fanno certamente valere anche i due valentissimi comprimari maschili: il valido Emanuele Daguanno nel ruolo di Pollione e il talentuoso Dario Russo nel ruolo di Oroveso. Spicca però su tutti gli altri (senza voler con ciò imputare demeriti a qualcuno) l’interpretazione di Chiara Tirotta nel ruolo di Adalgisa: mezzosoprano reggino di affermatissima carriera, dimostra ancora una volta quanto siano false e inconsistenti le categorizzazioni che il vocalismo operistico vorrebbe talvolta imporre ai vari registri vocali.

La Tirotta, infatti, nonostante sia perlopiù affermata in ruoli rossiniani o mozartiani (Dorabella di Così fan tutte, Rosina di Barbiere, Melibea di Viaggio a Reims) ha dimostrato come anche una vocalità severa e “bronzea”, come quella di Bellini, priva dei virtuosismi rossiniani e tardo settecenteschi sia cantabile da un mezzosoprano che si dedica a Rossini: a lei va quindi un incontenibile plauso, per il fraseggio impeccabile, per una interpretazione sfavillante e per il timbro unico nel suo genere. Molto valide anche le interpretazioni del talentuoso soprano Ilenia Morabito nel ruolo di Clotilde e del valente Davide Benigno nel ruolo di Flavio.

Coronano il tutto, poi, la magistrale interpretazione del coro lirico “F. Cilea” e dell’orchestra del teatro Cilea: gloriosissimi enti della nostra città, che come sempre hanno dimostrato una interpretazione e una bravura impeccabili, sotto la rispettiva direzione dei maestri Bruno Tirotta e del talentuosissimo Alessandro Tirotta: “ciliegina sulla torta” di questa Norma. Del coro Cilea, in particolare, chi scrive apprezza l’interpretazione come sempre impeccabile, un fraseggio che raramente si ravvisa nei cori d’opera al giorno d’oggi, sia in difficili recitativi che nelle più canoniche scene corali “strappapplausi”.

Degno di nota è infine il plauso da rivolgere ai maestri collaboratori Andrea Calabrese e Grazia Maria Danieli. Nel volgere un ulteriore plauso alla città metropolitana di Reggio Calabria (in particolare, nella persona del sindaco metropolitano Carmelo Versace), organizzatrice di questo evento, auspichiamo che eventi simili si ripetino con maggiore frequenza e che la città, desiderosa di teatro d’opera (come lo ha dimostrato stasera affollando l’arena dello stretto), possa godere di sfavillanti e ricchissime stagioni operistiche.