fbpx

La B “spaventa” la A in Coppa Italia: cadetteria più forte, massima serie più scarsa o è solo calcio d’agosto?

serie a serie b coppa italia

E’ il livello della cadetteria che si è alzato, quello della Serie A che si è abbassato o è – ancora, nonostante tra qualche giorno comincino i campionati – solo calcio d’agosto? Forse un po’ di tutto, forse la verità sta nel mezzo tra questi tre quesiti

La prima volta è un caso, la seconda una sorpresa, la terza un indizio, la quarta quasi una prova. La Serie B ha decisamente “spaventato” le compagini di A in queste serate di Coppa Italia e questo fa riflettere. E se la Reggina ha solo sfiorato l’impresa a Marassi, facendo comunque un figurone in termini di prestazione, tante altre sue prossime avversarie hanno letteralmente sbancato i campi di categoria superiore. E, ripetiamo, non si tratta di un caso isolato, ma di più di un match, tra cui quello della prossima avversaria amaranto, la Spal, che ospiterà domenica sera al “Paolo Mazza” la squadra dello Stretto.

I dubbi, a questo punto, permangono. E le domande da porsi sono: è il livello della cadetteria che si è alzato, quello della Serie A che si è abbassato o è – ancora, nonostante tra qualche giorno comincino i campionati – solo calcio d’agosto? Forse un po’ di tutto, forse la verità sta nel mezzo tra questi tre quesiti. Che il livello della B si fosse alzato, almeno sulla carta – in attesa di capire se sarà, anche sul campo, un torneo avvincente e davvero di livello – è storia nota, considerando il blasone e la forza economica di chi è retrocesso, di chi è stato promosso ma anche di tante che si vogliono stabilizzare e ambire a traguardi importanti a lungo termine. E che anche quello della A si fosse abbassato sembrerebbe essere altrettanto evidente, in considerazione del declino in cui è caduto il calcio italiano negli ultimi anni, proprio partendo dal suo massimo campionato. Poi è anche vero che i veri valori in campo si vedono sul lungo periodo, ad organici completati, a condizione fisico-atletica ottimale e a motivazioni “reali”. La volontà delle squadre di B di fare bella figura hanno probabilmente prevalso, in tanti casi, su quelle di A, magari con stimoli minori, non proprio con le squadre titolari e in condizioni ancora precarie.

Poi c’è il fattore di tutti i fattori: quello episodico. Le partite di Coppa Italia sono gare a sé, in questo periodo dell’anno. E ogni partita ha la sua storia. La Spal, ad esempio, ha sbancato Empoli mostrandosi molto cinica, andando a segno nelle poche occasioni avute e sfruttando la poca precisione degli avanti toscani, che di chances invece ne hanno avute. Discorso simile al Bentegodi, dove il Verona ha sprecato molto a discapito di un Bari perfetto e di un Cheddira indemoniato, con il solito zampino di un Folorunsho sempre più centrocampista-bomber, al primo timbro stagionale. Distrazioni difensive della Salernitana hanno invece permesso a un Parma voglioso di riscatto – e il cui organico, sulla carta, resta al pari di tante squadre di A – di sbancare l’Arechi; mentre l’altro risultato è quello del Cittadella, che ha violato il Via del Mare del neopromosso Lecce. Al di là del risultato, poi, da segnalare le prestazioni di Reggina e Frosinone rispettivamente a Genova e Monza.

Insomma, per gli amaranto sarà tosta. Le premesse sono interessanti, ma neanche le altre staranno a guardare. Se prima lo si ipotizzava guardando gli organici, le gare di Coppa stanno cominciando a evidenziarlo anche coi fatti. E da domenica si comincia a fare sul serio.