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Rissa Lungomare Reggio Calabria, Marziale: “alcol e qualche ‘integratore’, punizione anche per i genitori”

Antonio Marziale

Anche Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e già Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, ha commentato la violenta rissa di sabato sera sul Lungomare di Reggio Calabria

Una giornata dai due volti, quella di sabato, a Reggio Calabria. Il Pride nel pomeriggio, la violenta rissa – che sta facendo il giro del web – in serata. Un nutrito gruppo di ragazzini contro uno, da solo, preso a calci e pugni e che provava invano a scappare. Il tutto, ripreso dall’alto e commentato anche dal Sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà.

A prendere la parola in merito è anche Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e già Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria: “HO VISTO UN VIDEO dove un branco di giovani – in altri tempi avrei scritto “un gruppo di giovani” – se le è date di santa ragione”, ha scritto sui social. “Forse erano troppi contro pochi o addirittura uno. In ogni caso, quanti imputano alla “regginitá” la matrice degli accadimenti evidentemente non leggono i giornali, né ascoltano la radio, non guardano la Tv, ed infine nemmeno seguono le notizie sul web”, ribadisce, spiegando il perché.

“I pestaggi sono ormai all’ordine del giorno ad ogni latitudine e longitudine del mondo. Sono i figli delle ”deleghe”, di quei genitori che immaginano che se qualcosa non va c’è la scuola o c’è il garante per l’infanzia e l’adolescenza [in Calabria manca da due anni e mezzo e l’ultimo fui io e certo ho lasciato un segno indelebile, ma c’è o non c’è chi se ne fotte (giusto?)] o c’è la Polizia (che laddove c’è bisogno non c’è). Ad esserci sono l’alcol e magari qualche “integratore”. Ora dovrebbe esserci la punizione, ma figuriamoci se c’è 🤷‍♂️ PS: punizione anche per i genitori, se tra il branco vi sono minorenni, ma tanti storceranno il naso e diranno: “Poveretti e loro che ne possono sapere, erano a casa”. Ecco, di me mio padre pretendeva di sapere tutto e quando ero fuori non era a casa. CAPITO?”, conclude.