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Reggio Calabria, il Circolo ‘Gli amici della caccia’ chiede “precisi impegni politici e chiarimenti da parte della politica Italiana per la tutela dell’attività venatoria”

cacciatore con fucile Foto di Ettore Ferrari / Ansa

Reggio Calabria, la nota del Circolo Amici della Caccia

Il Circolo Amici della Caccia, ribadendo la propria indole apolitica, “chiede alle Associazioni Venatorie di voler comunicare in modo chiaro i programmi e gli impegni presi dai singoli partiti con il comparto venatorio in vista delle elezioni politiche del 25 settembre 2022 a riforma di Camera e Senato. Ciò si rende necessario per la tutela dell’attività venatoria e degli stessi cacciatori italiani i quali, nella scelta del proprio candidato, dovranno conoscere la posizione di questi rispetto alla materia venatoria”.

 Da anni in particolare cacciatori italiani chiedono, come punto fermo e di maggior impegno politico in previsione di precisi programmi elettorali, una importante modifica alla Legge 157/92, riguardo la quale I punti più ricorrenti che i cacciatori chiedono a gran voce di riformare sono elencati per quanto segue: calendari più uniformi e meno eterogenei in tutta Italia, possibilità di istituzione di singoli Istituti Regionali per la Fauna Selvatica per meglio fornire dati scientifici a supporto dei propri calendari venatori, riduzione delle aree protette rispettando i limiti del 30% del territorio agro-silvio pastorale protetto e del 20 % per la Zona Alpi, introduzione del concetto di caccia programmata per periodi e specie come avviene in tutta Europa con ampliamento della stessa dalla terza Decade di Agosto alla terza Decade di Febbraio, ampliamento dei piani di abbattimento durante l’anno per le specie “nocive”, eliminazione delle giornate di silenzio venatorio e depenalizzazione di determinati reati venatori del tutto illogici e immotivati nella loro natura sanzionatoria attualmente di tipo penale.

“Leggendo ultimamente alcuni programmi politici tuttavia, sembra che alcuni partiti al contrario abbiano palesato in modo chiaro di essere contro l’hobby di Diana, mettendo nero su bianco nei propri programmi elettorali l’abolizione della caccia come priorità nel nostro Paese. Ad oggi, l’argomento caccia pertanto non compare in termini positivi in nessun partito, nemmeno tra le file di quei partiti che tanto hanno promesso in passato per la caccia in alcune Regioni italiani fallendo poi nell’obiettivo ai fatti”.

“Il voto è da sempre stato uno strumento per il cittadino per “tentare” il cambiamento in una società a tratti deficitaria nella tutela dei singoli diritti e categorie sociali, confidando nei singoli Deputati e Senatori insediati in Parlamento guidati dal Premier di turno affinché con la propria attività possano migliorare le sorti del nostro Bel Paese. In questi termini, il cacciatore purtroppo paradossalmente è costretto ad oggi ad usare il voto per migliorare una condizione fortemente bistrattata, appeso al filo di una vana speranza nel poter votare al meglio in scienza e coscienza anche per la propria passione, poiché il vero cacciatore non pensa alla caccia solo da settembre a gennaio bensì da gennaio a dicembre, coltivando la propria passione ogni giorno e determinando le proprie scelte di vita in funzione della propria passione, anche in ambito politico e sociale”.

“Pertanto il Circolo Amici della caccia chiede alle Associazioni Venatorie tutte nonché ai politici favorevoli alle sorti della caccia italiana di  voler pubblicare gli impegni scritti presi dai partiti con il mondo venatorio, al fine di indirizzare e informare adeguatamente i propri tesserati in una condizione di imparzialità come terze parti, posta l’apoliticità e l’apertura con tutti gli interlocutori politici e portatori di interesse del settore venatorio da parte delle Associazioni Venatorie, al fine unico e solo non di schierarsi politicamente bensì di far capire al cacciatore che si recherà alle urne chi sarà dalla sua parte e chi no al momento della propria scelta libera, segreta e personale presa non solo come cittadino civile e responsabile ma anche come seguace di Diana consapevole e appassionato”.