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NSC Calabria, nominati Galeone e Vizziello alla guida delle segreterie di Catanzaro e Crotone

Servizio coordinato Carabinieri messina Sud

NSC Calabria, nominati Galeone e Vizziello alla guida delle segreterie di Catanzaro e Crotone: ”testimoni dei valori etici di NSC”

La segreteria regionale calabrese di NSC (Nuovo Sindacato Carabinieri) ha avviato ”un nuovo corso entrando nel merito dei problemi collettivi del colleghi, proponendo soluzioni e orientando l’attività sindacale per costruire e migliorare la cornice di benessere e sicurezza dei colleghi sui luoghi di lavoro, con la convinzione che la selezione naturale della migliore classe dirigente sindacale passi dall’abbandono di chi non si reputa all’altezza degli obiettivi prefissati e dalla conferma di coloro che interpretano i valori di NSC con lealtà e onestà intellettuale. Pertanto questa organizzazione sindacale, dopo le dimissioni dei dirigenti delle segreterie provinciali di Catanzaro e Crotone, che rientrano nelle ordinarie dinamiche di una qualsiasi compagine sindacale impegnata a costruire sui territori una rete di condivisione di valori e obiettivi, ha avviato un nuovo corso delle citate segreterie, accogliendo la rinnovata disponibilità di Domenico Danilo Galeone, che ha accettato la nomina di Segretario Generale Provinciale di Catanzaro, già punto di riferimento di NSC Calabria, al quale si aggiungeranno presto altri colleghi che hanno già manifestato la loro disponibilità per un impegno attivo in vista del prossimo congresso provinciale, che coinvolgerà tutti gli iscritti per eleggere democraticamente i propri rappresentanti sindacali. Analogo rinnovamento ha interessato la segreteria provinciale di Crotone che verrà guidata verso il congresso provinciale da Giuseppe Vizziello, il quale ha accettato con entusiasmo e con spirito di servizio per il sindacato di ricoprire la carica di Segretario Generale Provinciale di Crotone, nel solco dei principi etici che contraddistinguono il Nuovo Sindacato Carabinieri, che premia coloro che credono nei valori fondanti di un sindacato autonomo caratterizzato da una forte componente etica dei suoi appartenenti”.

”Siamo qui per il solo fine d’ingrandire la rete di sostegno per i carabinieri e per supplire a quanto è frutto dell’inerzia e fallimenti della rappresentanza militare (Co.Ce.R., Co.I.R. e Co.Ba.R), strumento che si è riciclato in altre sigle sindacali, in particolar modo in Calabria – precisa il Segretario Nazionale Franco Russo ai nostri amici e dirigenti uscenti che hanno preferito tali sigle ad NSC, nessun biasimo, dico loro in bocca al lupo”.

”Un sindacato come NSC è un progetto troppo importante perché qualcuno possa considerarlo una proprietà privata, il nostro codice etico è servire il sindacato per sostenere i colleghi e non servirsi del sindacato per interessi personali – sono le parole di Christian Bellè, Segretario Generale NSC Calabria – chi si iscrive ad un sindacato come NSC è conscio di entrare in un’organizzazione sindacale dove vige il confronto, dove si assumono delle responsabilità verso gli iscritti, l’istituzione ed il sindacato stesso, dove – continua Bellè – occorre essere credibili e preparati, se ci sono dirigenti che non dimostrano lealtà, etica e correttezza, rifiutando il concetto di squadra, è inevitabile che in NSC non si sentano adeguati al loro ruolo ed è naturale che si sentano accettati in altre compagini che reputano marginali determinati principi e valori”.

Il Segretario Generale Bellè ci ha tenuto a ribadire che ”per difendere i colleghi occorre essere in primo luogo credibili, un sindacato rappresentativo a livello nazionale come NSC, che si sta ben strutturando su tutto il territorio calabrese, ha bisogno di dirigenti seri e credibili come Galeone e Vizziello, che godono di tutta la stima e sostegno di NSC Calabria e della Segreteria Nazionale”.

NSC ”tutela gli iscritti, è degli iscritti e i suoi dirigenti sindacali combattono con il coltello tra i denti per far sì che si affermino diritti e non privilegi, questo differenzia un sindacato come NSC da altri che hanno mutuato le lobby della rappresentanza militare”.