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Medici cubani in Calabria, Zuccarelli: “un peccato sprecare anni di formazione con inserimento stranieri”

medici cubani Foto Ansa

“Caso Calabria”, il presidente dell’Ordine dei Medici Bruno Zuccarelli: “si confonde l’autonomia con l’anarchia, cancellando le garanzie per i cittadini”. Alla politica: “nei programmi elettorali la sanità è stata dimenticata”

“Se si confonde il concetto di autonomia con quello di anarchia rischiamo di perdere ogni certezza sul diritto costituzionalmente garantito alla salute”. È un monito ben preciso quello che arriva dal presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, Bruno Zuccarelli, sull’onda lunga delle polemiche innescate dal cosiddetto “caso Calabria”, quello relativo all’assunzione di quasi 500 medici da Cuba prevista dalla Regione.

“Se la politica non mette in campo interventi strutturati e strutturali, oltre ad una programmazione di medio e lungo termine, molto presto potremmo assistere ad un caso Campania, Puglia, Basilicata e arrivare al caso Italia”. Per Zuccarelli il tema non riguarda naturalmente la nazionalità dello squadrone di medici chiamati in Calabria, ma l’affermazione di un principio di assoluta anarchia nell’esercizio della professione e dunque la perdita di garanzie per i cittadini. “Si crea in questo modo un doppio canale di assistenza, nel quale medici italiani sono soggetti alla valutazione e alle prescrizioni dettate dagli Ordini, mentre altri colleghi stranieri no. Per il presidente Zuccarelli è un grave errore non sfruttare le possibilità messe a disposizione dalle normative, che consentono di rafforzare il sistema attingendo agli specializzandi oltre il terzo anno “che di certo potrebbero riuscire a districarsi nell’assistenza in tempi ben più rapidi e meglio di colleghi catapultati in una realtà per loro del tutto aliena, costretti a superare impervi scogli linguistici e culturali”.

Pur non entrando nel merito della decisione assunta dal governatore Roberto Occhiuto, Zuccarelli avverte: “Abbiamo tante risorse formate e competenti, sarebbe un grave errore sprecare anni di formazione immettendo nel sistema sanitario professionisti stranieri“. Enorme, dice Zuccarelli, la responsabilità della classe dirigente: “In nessuno dei programmi elettorali presentati sino a qui si può trovare un piano convincente e concretamente attuabile di rincaro del sistema sanitario. In realtà non si va mai oltre qualche accenno alla salute, in forma generica, quasi come se la pandemia non ci avesse insegnato nulla. Se non si rende attrattiva la professione non si riuscirà a risolvere il problema. Con questi presupposti – conclude – non capisco come il prossimo governo possa dare risposta a questi problemi e spero che i cittadini assumano decisioni forti in chiave elettorale, pretendendo dai propri rappresentanti attenzione al tema”.