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Medici cubani in Calabria, Arruzzolo (FI): “ancora una volta la Granato ha perso un’occasione per tacere”

bianca laura granato Foto di Giuseppe Lami / Ansa

“Ancora una volta la senatrice Bianca Laura Granato – nota in tutta Italia per le sue tesi antiscientifiche e controfattuali, oltre che per la sua propensione alle teorie complottiste, così ardite da averla perfino spinta fuori dal Movimento 5 stelle, dove pure i pensatori bislacchi abbondano – ha perso un’occasione per tacere”, rivela in una nota Arruzzolo

Continua ad alimentare il dibattito la scelta del Governatore Occhiuto di far arrivare circa 500 medici da Cuba in Calabria. Tra chi approva con entusiasmo la decisione c’è anche l’Onorevole Giovanni Arruzzolo, Presidente del gruppo Forza Italia, che critica invece coloro che a sua volta hanno denigrato la decisione, tra cui Bianca Laura Granato: “Ancora una volta la senatrice Bianca Laura Granato – nota in tutta Italia per le sue tesi antiscientifiche e controfattuali, oltre che per la sua propensione alle teorie complottiste, così ardite da averla perfino spinta fuori dal Movimento 5 stelle, dove pure i pensatori bislacchi abbondano – ha perso un’occasione per tacere, rivela in una nota Arruzzolo.

“La senatrice Granato è arrivata a criticare pure l’arrivo di circa 500 medici da Cuba, un’iniziativa straordinaria, voluta dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, che permetterà alla Calabria di far fronte temporaneamente alla cronica carenza di medici nei nostri ospedali. Piuttosto che fare qualunquismo e propaganda un tanto al chilo, Granato avrebbe dovuto studiare i termini dell’accordo con la società dei medici cubana. Avrebbe probabilmente capito che si tratta di una intesa più che vantaggiosa e, soprattutto, fondamentale per la tenuta del nostro sistema sanitario”.

“Il presidente Occhiuto, nella sua qualità di commissario della Sanità regionale, ha messo in campo tutte le azioni necessarie per bandire il maggior numero di concorsi per l’assunzione di personale medico e sanitario. Purtroppo, i tempi della burocrazia non dipendono da lui, né dalla Regione Calabria. La carenza di camici bianchi, come scritto nel decreto che fissa l’accordo tra la Cittadella e la Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos, è dovuta principalmente al blocco del turnover legato al piano di rientro dal debito sanitario. E questa situazione ha creato uno scostamento significativo tra il fabbisogno teorico di personale e le unità effettivamente in servizio. Il fabbisogno della regione è pari a circa 2.400 unità. Sfortunatamente, i diversi tentativi di reclutamento di personale medico – a tempo determinato e indeterminato – non hanno consentito l’assunzione necessaria di medici, con la conseguenza che i nostri reparti ospedalieri sono sguarniti e non riescono a fornire servizi all’altezza della domanda di salute dei calabresi”.

“Il presidente Occhiuto, con grande pragmatismo, ha perciò deciso – prosegue la nota di Arruzzolo – di trovare una soluzione che permettesse al nostro sistema sanitario di affrontare l’emergenza. I 497 medici cubani, appartenenti a diverse specializzazioni sanitarie, opereranno principalmente nell’area dell’emergenza urgenza, la più critica. La Regione erogherà a Csmc, con cadenza trimestrale, un corrispettivo mensile di 3.500 euro e un importo forfettario di 1.200 euro a ciascun operatore sanitario che presterà servizio nelle Aziende regionali. Granato, che a parole dice di avere a cuore le sorti della sanità calabrese, dovrebbe spiegare quale sarebbe lo scandalo, anche in considerazione del fatto che la spesa complessiva di questa operazione non dovrebbe superare i 30 milioni di euro all’anno, a fronte dei circa 300 che la Calabria spende per la mobilità passiva che va a finanziare la sanità di altre regioni d’Italia”.

“L’opposizione politica è doverosa e anche necessaria, a patto che tenga sempre nella dovuta considerazione l’interesse e il bene dei cittadini. Le dichiarazioni strampalate della senatrice Granato, invece, testimoniano una certa malafede concettuale, finalizzata a critiche strumentali che forse servono a determinate carriere politiche, di certo non alla Calabria”, conclude l’Onorevole.