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Lettera di un reggino qualunque: “città inesistente in cui si chiede normalità, ma non si vuole cambiare nulla”

panoramica reggio calabria dalla zona sud foto dall'alto Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

“Lettera di un reggino qualunque”, a cura della Presidenza dell’Associazione Culturale “Da Domani…”: la riflessione sulla città dello Stretto

Profonda riflessione, espressa sotto forma di lettera, è quella dell’Associazione Culturale “Da Domani…”, per mano del suo Presidente, Ing. Giuseppe Andrea Maiolo: “In questi ultimi anni – si legge – l’esempio che le istituzioni dovrebbero dare ai cittadini viene meno nel silenzio assordante di tutti coloro che guardano solo come spettatori la storia di un ente che ha certificato ufficialmente la sua inutilità. Quando al giorno d’oggi dopo fiumi di parole, scopri che i cittadini, i quali dovrebbero amare la propria città, invece, la disprezzano a tal punto da renderla una vera e propria discarica, perdi la pazienza”.

“Assistiamo attoniti – prosegue con velati riferimenti a Consiglieri Comunali di nuovo operativi dopo fatti ben noti – a rientri di gente che con pesanti accuse penali possiede ancora la faccia tosta di ripresentarsi nel “palazzaccio” (San Giorgio), ove regna un’incompetenza in tutti i settori e a tutti i livelli. La Città viene depredata continuamente di diritti fondamentali a cui la gente manifesta purtroppo assuefazione. Lontani sono i rigurgiti che nel ’70 hanno mostrato qual è la vera spina dorsale del reggino. Oggi si assiste, impotenti, a violazioni di diritti che il “politichicchio” di turno fa passare addirittura come favori, quando invece dovrebbe essere la normalità. Ecco, questa è la parola fondamentale che serve a Reggio: NORMALITA’! Normalità, in cui tutti i cittadini pagano tasse eque ed ottengono servizi regolari e garantiti. Normalità, in cui l’erogazione dell’acqua, bene pubblico, non sia un’ossessione ma solo la garanzia che un successo lo si può ottenere, invece di proseguire in dibattiti che fanno finanche sorridere l’Autorità Garante dell’Energia (ARERA)”.

“Ormai si può dire che Reggio è divenuta la nuova terra dei fuochi: il 50% che la società di riscossione dei tributi non censisce (o magari non vuole censire, tanto per fare l’avvocato del diavolo), si esercita regolarmente nel lancio del sacchetto (nuovo sport olimpico) o, addirittura, si affida agli “svuota cantine” (la cui moralità ovviamente è dubbia) che non fan altro se non aumentare il degrado in città. L’emergenza igienico-sanitaria nonché ambientale non riesce purtroppo a svegliare le coscienze degli “zombie” del palazzaccio che non vogliono capire che l’orlo del baratro è stato superato da parecchio tempo”.

“È possibile che non si possano attivare dei sequestri amministrativi dei beni immobili di chi non paga il tributo, tralasciando chi, per motivi economici, non può pagare? Possibile, invece, che chi paga regolarmente i tributi e fa la raccolta differenziata non possa ricevere un “premio” sulla tassazione? Andreotti diceva che siamo tutti medi peccatori, ma mescolare Santi e peccatori non fa bene alla crescita di una comunità! Le azioni da compiere sono semplici ma in questa città di ipocrisie tutto risulta impossibile: pure gli invalidi non vedono i loro diritti garantiti. Per potere traghettare per una visita dall’altra parte dello stretto si devono firmare carte su carte, quando, invece, semplici lasciapassare potrebbero garantire la gratuità dell’attraversamento dello stretto”.

“Torniamo, però, al concetto della vituperata “normalità”: questa, imporrebbe un consiglio comunale di lottatori che hanno il dovere di battersi per la loro comunità. Ma – scrive ancora il Presidente dell’Associazione – se il civico consesso rappresenta l’emblema di una Città inesistente, non c’è da meravigliarsi se lo stesso fa finta di attuare vere politiche di cambiamento che poi, alla fin fine, non cambiano nulla. Il vero problema è che non si vuole cambiare nulla. Questa cieca agonia è rappresentata nell’atteggiamento che è, purtroppo, figlio di una mentalità simil-mafiosa in cui il “nun c’è nenti” e il “aundi avimu a ghiri” sono mere scuse che non dimostrano affatto serietà e senso civico.

“Per non parlare di alcuni quartieri di Reggio in cui lo Stato non esiste, se non per alcuni volontari, che illuminano con la loro piccola luce la fiamma della speranza: Arghillà, Ciccarello e il Rione Marconi devono far prevalere quell’orgoglio di chi non si arrende al male, Giammai! L’associazione Culturale “Da Domani…” da un anno ormai si batte per tutto questo: un gruppo di ragazzi volenterosi che non si arrendono e non si arrenderanno mai! Sapete perché? Perché amano Reggio tutti i giorni con i con i loro comportamenti, il senso civico e amore per il prossimo. Viva Reggio!”, si conclude la “lettera del reggino qualunque”.