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Elezioni, Cafiero De Raho si candida al Senato con il M5S: “lo faccio perché nessuno parla di mafia”

Federico-Cafiero-De-Raho Foto di Ciro Fusco / Ansa

Federico Cafiero De Raho, ha deciso di candidarsi al Senato con il Movimento 5 Stelle. Lo ha confessato in un’intervista a Repubblica: il principale motivo della sua candidatura è legato al fatto, a detta sua, che “in questa campagna elettorale non si sta parlando di criminalità organizzata e di capitali mafiosi

Ex magistrato e procuratore nazionale antimafia, è stato procuratore della Repubblica a Reggio Calabria. Ora, Federico Cafiero De Raho, ha deciso di candidarsi al Senato con il Movimento 5 Stelle. Lo ha confessato in un’intervista a Repubblica: il principale motivo della sua candidatura è legato al fatto, a detta sua, che “in questa campagna elettorale non si sta parlando di criminalità organizzata e di capitali mafiosi. Soprattutto ora con l’arrivo dei fondi del Pnrr e con l’emergenza ‘guerra’ lo considero un tema non trascurabile da parte della politica”, ha aggiunto de Raho, spiegando che “da esponente della società civile” potrà “continuare a lavorare per il Paese per battere criminalità e corruzione”.

”Da procuratore nazionale ho partecipato a diverse audizioni parlamentari – ha aggiunto – Ho avuto modo di segnalare criticità in proposte di legge e di avanzare suggerimenti. Tutto questo e la mia specializzazione nella lotta alle mafie, ha fatto sì che nascesse una proposta di candidatura. Io ho accettato con spirito di servizio, perché dopo 40 anni di attività in magistratura spero di dare ancora il mio contributo alle istituzioni. La Rete ha detto sì. E ora aspetto di sapere dove verrò candidato”. Perché 5 Stelle? “Mi considero un indipendente e tale resterò. Mi piacerebbe che la mia candidatura fosse intesa come una voce della società civile”. E sul Movimento, “innanzitutto mi fa piacere che ritengano prioritaria la lotta alla corruzione, all’illegalità e alla criminalità. E poi la questione della povertà: non da oggi, ma ad ogni mio intervento pubblico in convegni o seminari, ho sempre richiamato l’attenzione agli ultimi, a chi non ce la fa, che sia un disoccupato o un lavoratore che comunque guadagna troppo poco. La politica deve occuparsi di loro. Dobbiamo difendere l’economia sana dalle infiltrazioni mafiose, ma dobbiamo anche difendere e sviluppare il lavoro”.