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“I Bronzi di Riace a Parigi e la Gioconda a Reggio Calabria”: Aloisio risponde a Sgarbi con una provocazione

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Aloisio risponde a Sgarbi: “su un punto non ha tutti i torti. Abbiamo dei tesori di assoluto valore internazionale che non abbiamo mai saputo “sfruttare” per renderli volano di attrazione della città”

Ne era consapevole Vittorio Sgarbi, le sue parole avrebbero generato polemiche. Il noto critico d’arte, per l’ennesima volta, propone il trasferimento dei Bronzi di Riace in un luogo diverso dal Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia, perché “a Reggio Calabria sono prigionieri”. Le risposte sui social sono piovute come un temporale e tra queste c’è anche quella di Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti a Reggio, che lancia una provocazione: “se si decide, ad esempio, di inviarli a Parigi, al Louvre, deve arrivare a Reggio un’opera che possa essere paragonata ai Guerrieri di Riace. La Gioconda potrebbe essere una proposta accettabile”.

“Una sorta di trasferta periodica che francamente fatico a capire così come viene proposta – prosegue Aloisio – . Perché si dovrebbero spostare? Che giovamento ne trarrebbe il territorio che li ospita? E in generale chi ne trarrebbe giovamento? Comunque, giusto per sgombrare il campo da equivoci, io non sono per l’inamovibilità dei Bronzi tout court se si determinano due precise condizioni: la rassicurazione da parte di una commissione di esperti che si possano spostare senza alcun rischio (già una ha espresso parere negativo comunque) e il principio di reciprocità con l’eventuale territorio ospitante”.

Non tutto però quanto affermato da Sgarbi, ritiene Aloisio, è da considerare sbagliato: “su un punto, devo purtroppo dare in parte ragione a Sgarbi e a coloro che si accodano alle richieste di spostamento: abbiamo dei tesori di assoluto valore internazionale che non abbiamo mai saputo “sfruttare” per renderli volano di attrazione della città. E la pessima gestione del 50º del loro ritrovamento ne è la plastica rappresentazione, fermo restando l’egregio lavoro svolto dal Museo che però, purtroppo, è scollegato dalla realtà territoriale che lo ospita per l’incapacità di chi dovrebbe rendere possibili sinergie e collaborazioni costruttive approfittando di uno scrigno colmo di tesori che farebbero la fortuna di qualsiasi luogo in ogni parte del mondo. Da noi invece vengono le Vibrazioni”.