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I giornali svizzeri incoronano la Calabria: “5 motivi per scegliere questo paradiso!”

tropea

Tra spiagge da sogno solitarie e città piene di storia: il giornale svizzero in tedesco Tages-Anzeiger spiega perché i turisti dovrebbero scegliere la Calabria per le proprie vacanze

L’arrivo pittoresco a Lamezia Terme o Reggio Calabria, spiagge da sogno solitarie, città piene di storia, prelibatezze di mare e di terra, le escursioni nella più grande riserva naturale. Sono questi i motivi per cui, secondo il giornale svizzero in tedesco Tages-Anzeiger, un turista dovrebbe scegliere la Calabria per trascorrere le proprie vacanze. Un territorio attraente e vario, misterioso ed a molti ancora sconosciuto, che merita di essere visitato, scoperto, vissuto. “La Calabria è la parte più povera d’Italia e il turismo si sta sviluppando lentamente – scrive il giornale elvetico – . La maggior parte degli ospiti proviene dall’Italia; solo uno su sei viene dall’estero, principalmente da Germania e Svizzera. Questo è esattamente ciò che rende la Calabria così attraente: tranne in luglio e agosto, puoi vivere l’Italia pura qui quasi senza turisti. E questo nonostante da maggio a ottobre si misura una media di ben oltre i 20 gradi”.

Tages-Anzeiger esalta in primis i 780 km di costa, lambita dal Mar Tirreno a ovest e dal Mar Ionio a est: “la Calabria è un paradiso per le vacanze al mare! Alcune delle spiagge balneari più spettacolari ci aspettano sulla costa occidentale: baie sabbiose nascoste si nascondono nel paesaggio aspro e roccioso intorno a Capo Vaticano. Anche in alta stagione qui puoi trovare posto in riva al mare cristallino. Ma in bassa stagione sei quasi solo”. Menzionate anche le località marittime di Grotticelle e Zambrone, mentre sul versante crotonese (“che ricorda Copacabana”) fanno breccia Marina di Strongoli, Capo Colonna e Torre Melissa.

La punta dello Stivale non è soltanto mare, ma è anche un territorio ricco di siti culturali: “la Calabria è strategicamente situata nel Mar Mediterraneo ed è stata conquistata più e più volte nel corso della sua storia. C’erano carestie e terremoti, rivolte ed emigrazioni di massa verso nord. Il passato movimentato plasma le città fino ad oggi. Ad esempio la città universitaria di Cosenza. Qui visitiamo la cattedrale di quasi 1000 anni con diverse tombe reali e la possente fortezza in cima a una collina. Tropea, a circa 120 chilometri a sud di Cosenza sulla costa occidentale, è il soggetto fotografico calabrese più noto. Il paese sorge su un terrazzo roccioso che scende perpendicolarmente al porto turistico e ad una spiaggia sabbiosa. Il centro storico ha conservato il suo inimitabile fascino italiano, questo trambusto nei vicoli, le innumerevoli piccole boutique e ristoranti”. Spazio ancora a Crotone, “dove il filosofo e matematico greco Pitagora fondò 2500 anni fa circa la sua scuola”.

Dai borghi e i musei, fino a passare alla cucina calabrese: “a tavola è evidente il fatto che la Calabria sia caratterizzata dall’agricoltura e dalla pesca: il cibo qui è divino. Come antipasti ci sono le verdure in salamoia, salsiccia e formaggio, il famoso provolone o pecorino di latte di pecora. Se spalmate la ‘ Nduja sul vostro pane, non stupitevi se vi brucia il palato”. In molti menù, scrive ancora il giornale svizzero, si trova la cipolla rossa di Tropea, ma ci si possono concedere anche abbondanti tranche di pesce spada fresco catturato nello Stretto di Messina e Reggio Calabria. Per quanto riguarda il dessert e i digestivi, dominano il Tartufo di Pizzo e l’Amaro del Capo.

Infine, lo spettacolo della natura che si può toccare con mano. Il Parco Nazionale del Pollino, “situato in parte in Calabria e in parte nella vicina Basilicata, è la più grande area protetta d’Italia, più grande del cantone di Zurigo. Il parco è in parte di bellezza selvaggia, con alcune delle montagne più alte dell’Italia meridionale (anche se raramente superano i 2000 metri). Solo sul versante calabrese sono presenti 17 percorsi escursionistici e ciclabili. Il paesaggio arcaico con ruscelli e fiumi, valli e gole sorprende per la sua diversità. Qui crescono faggete, antichi esempi di pino bosniaco con la sua fitta veste ad aghi, pino corazzato e abete bianco, cardo e ginepro. Le aquile nidificano nelle scogliere. Nell’aspra zona montana della Timpa di San Lorenzo, nell’estremo nord della Calabria, sono autoctoni avvoltoi e gufi reali. Raramente incontrerete cinghiali e il raro lupo appenninico, ma vedrete marmotte, e nelle acque trote e salamandre”.