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Completamento Waterfront di Reggio Calabria escluso dai Cis, Marcianò: “come si fanno a chiedere 53 milioni se manca il progetto esecutivo dell’opera principale?”

angela marcianò waterfront museo del mare

Da diversi giorni il Centrosinistra reggino accusa l’ingiusta esclusione dai Cis Calabria ma, in merito soprattutto al “Completamento del Waterfront”, il Consigliere Angela Marcianò ha chiesto di chiarire piuttosto quali sono i criteri di quantificazione delle spese

Monta ormai da diversi giorni la polemica sollevata dal Centrosinistra reggino in merito all’esclusione dei progetti presentati dalla città Metropolitana di Reggio Calabria nell’ottica del Cis (Contratto Istituzionale di Sviluppo della Calabria), alla fine esclusi da quelli ad “alta priorità” e finanziati dal Governo. Tra le varie proposte c’era anche quella relativa al “Completamento del Waterfront” e alla realizzazione del Museo del Mare di Zaha Hadid, intorno al quale si sono generate le maggiori discussioni. Il sindaco metropolitano f.f. Carmelo Versace ha parlato di “campagna elettorale già iniziata” ed è per questo che ha chiesto l’accesso agli atti in modo capire secondo quale criterio il finanziamento non è stato approvato.

A tal proposito è arrivata la risposta di Angela Marcianò, Consigliere Comunale di opposizione, che nel corso della Commissione consiliare in cui si è discusso del Piano Triennale delle Opere Pubbliche ha chiesto in maniera provocatoria: “quali sono i criteri di quantificazione delle spese e come si fa a chiedere 53 milioni di euro per un’opera denominata “Completamento Waterfront” se ancora non è stato approvato il progetto esecutivo dell’opera principale?”. Un aspetto che l’amministrazione locale dovrà chiarire anche perché la Regione ha già scelto di defilarsi specificando di non aver avuto alcun ruolo in fase decisionale.

Riguardo il Piano triennale alle opere pubbliche, inoltre, Marcianò ha puntualizzato su diverse questioni. A suo dire mancherebbe un Responsabile comunale, “una figura competente che si occupi delle opere pubbliche, è previsto dalla legge”. Il leader di Impegno e Identità ha anche “contestato fortemente il sistema di accentramento del Protocollo nella misura in cui ha determinato una inconcepibile disattivazione delle Pec di settori fondamentali per i servizi alla cittadinanza. Ho, per tali ragioni, proposto la riattivazione dell’indirizzo Pec per il “Settore Lavori pubblici” e “Manutenzione” , che i cittadini non possono più contattare direttamente. Ho richiesto anche la riattivazione delle Pec dei Rup (Responsabili unici dei procedimenti) che si trovano in evidente difficoltà anche con le imprese”.

Altre richieste riguardano “l’urgenza di avere notizie richiedendo una Commissione ad hoc sul “Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche” ( delibera convintamente voluta dalla sottoscritta e approvata quando ero assessore ai Lavori pubblici)” e di “far ripartire l’attività (interrotta dopo la sua stessa revoca, ndr) sulla “Microzonazione Sismica” per l’individuazione dei siti più pericolosi; ricordando che Reggio è una città fortemente esposta a fenomeni tellurici per cui è necessaria una mappatura di tutto il territorio comunale. Serve un lavoro serio, accompagnato alla verifica sull’agibilità di tutte le strutture comunali al fine di intervenire con i necessari adeguamenti antisismici, in primo luogo delle scuole”.