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Messina, torna in semilibertà l’assassino di Graziella Campagna. Il fratello: “uccisa di nuovo”

Giovanni Sutera (67 anni) sta scontando l’ergastolo per l’omicidio della diciassettenne commessa di Villafranca Tirrena. Le parole dell’avvocato della famiglia, Fabio Repici, che esprime il dolore dei parenti della vittima

Sta per uscire dal carcere Giovanni Sutera, il 67enne di origine siciliana, attualmente a processo per la bancarotta del bar Curtatone di Firenze, per il momento detenuto a Sollicciano, dove sta scontando l’ergastolo per l’omicidio della 17enne Graziella Campagna, commessa di una lavanderia di Villafranca Tirrena (Messina), uccisa il 12 dicembre 1985. La ragazza aveva scoperto da un’agenda smarrita tra gli abiti di un cliente l’identità del boss mafioso Gerlando Alberti e questo le è costato la vita. Il fratello della giovane si dice “indignato” per la semilibertà concessa a Sutera. “Mi vergogno di essere italiano – confessa ai microfoni di Repubblica – oggi Graziella è stata uccisa un’altra volta”.

I giudici del tribunale di sorveglianza hanno accolto l’istanza dell’avvocato Elena Augustin, legale dell’ergastolano. Durante la giornata, così, il sessantenne potrà così uscire dal carcere per andare a fare volontariato presso un’associazione di Firenze che fornisce assistenza agli anziani, la sera dovrà poi rientrare in cella. Sutera è stato già trasferito dal carcere di Prato a quello di Sollicciano, in modo da poter raggiungere l’associazione in cui presterà la sua opera di volontario. “Una vicenda scandalosa – commenta ancora il fratello della vittima – Sutera non ha mai dato un contributo all’accertamento della verità, non ha mai collaborato con la giustizia, e nonostante questo adesso ottiene un beneficio considerevole. Mi chiedo che giustizia ci sia in Italia”.

Dopo il provvedimento arrivano anche le parole, durissime, del legale della famiglia Campagna, l’avvocato Fabio Repici: “ormai i benefici penitenziari sono il simbolo di quel mondo a testa in giù che è diventata la giustizia italiana – dice – . Poiché Sutera non ha mai collaborato con la giustizia e non ha mai fornito un contributo all’accertamento della verità sull’omicidio di Graziella Campagna, assassinata brutalmente da lui e da Gerlando Alberti durante la loro latitanza in provincia di Messina, oggi, pur ergastolano, ottiene quei benefici che magari non gli sarebbero stati concessi se fosse diventato un collaboratore di giustizia. Mentre in tanti, anche dagli scranni del potere, si dedicano ad aiutare Caino, dei tanti Abele della storia repubblicana nessuno si preoccupa. La memoria delle vittime è abbandonata dallo Stato, al di là della vuota retorica delle commemorazioni ufficiali”.