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Quando Vincenzo Italiano stava per diventare allenatore del Messina: il retroscena di Sciotto

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L’amarezza di Sciotto: “Italiano era in vacanza ad Agrigento e aspettava la mia telefonata per fare un salto a Messina e firmare. Ma la contestazione dei tifosi di quei giorni mi fece temporeggiare e così arrivò il Trapani che gli affidò la panchina”

Ora è considerato uno dei migliori allenatori italiani. Giovane, emergente, moderno, spregiudicato, tra le sue prerogative tattiche ci sono l’intensità, il possesso, il palleggio, tutte caratteristiche che già in campo lo contraddistinguevano in qualità di regista di centrocampo. Ma Vincenzo Italiano, come tutti, è partito dal basso per arrivare dove è ora, sedotto e corteggiato dal calabrese Commisso e capace di riportare la Fiorentina in Europa a distanza di qualche anno.

L’allenatore nato in Germania ma di origini siciliane, però, solo qualche anno fa avrebbe potuto firmare per l’Acr Messina. A confessarlo in un’intervista è il Presidente dei peloritani Pietro Sciotto, che alla Gazzetta del Sud si racconta tra presente (la volontà di cedere, come già annunciato ufficialmente) e passato, rivelando il retroscena relativo all’ex calciatore del Verona: “il mio più grande rimpianto – dice – è non aver preso mister Italiano nel 2018. Era in vacanza ad Agrigento e aspettava la mia telefonata per fare un salto a Messina e firmare. Ma la contestazione dei tifosi di quei giorni mi fece temporeggiare e così arrivò il Trapani che gli affidò la panchina”, confessa con amarezza il numero uno del club messinese. Italiano di lì a poco firmò appunto per il Trapani, sempre in C, centrando la promozione in B tramite i playoff e spiccando il volo verso il grande calcio. Il resto è storia nota: Spezia, salto in A, salvezza e ora Fiorentina. Ma chissà come sarebbe cambiata la storia se fosse sbarcato sullo Stretto…