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“Scimmie calabresi”, tifoso Vicenza chiede scusa: “ho esagerato, ora soffro d’ansia”

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Protagonista di ripetuti insulti nei confronti dei sostenitori del Cosenza, pubblicati anche su Youtube, il 21enne vicentino ha chiesto pubblicamente scusa

E’ diventato un caso politico il video diffuso dal tifoso di Vicenza e degli insulti razzisti nei confronti dei cosentini: “scimmie calabresi, ributtateli a mare. ‘Nduja e mafia”, ha pronunciato il giovane 21enne, protagonista del video che è diventato in poche virale sui social ed ha scatenato anche le reazioni del mondo della politica. In queste ore il ragazzo, identificato dalla Digos e punito con 5 anni di Daspo, si è reso conto del cattivo comportamento e, immaginando le conseguenze che potrebbe subire dopo le indagini della Procura, si dice scosso: “in questi giorni ho avuto periodi di ansia, dovuti a possibili ripercussioni. Vorrei stare più tranquillo possibile, voglio chiedere soprattutto scusa ai calabresi e in secondo luogo ai vicentini che non si meritavano un palco del genere. Ho sbagliato ed esagerato, me ne rendo perfettamente conto. Mi prendo un bel periodo di pausa da tutto”.

“Grazie al minuzioso lavoro della Digos in collaborazione con la polizia postale è stato possibile identificare il soggetto – il commento del questore Paolo Sartori. Anche in considerazione del contesto, che poteva essere molto pericoloso per l’ordine e per la sicurezza pubblica, e del fatto che le affermazioni sono state registrate e diffuse online, ho disposto l’emissione di un Daspo di 5 anni, con divieto di assistere a qualsiasi tipo di incontro di calcio in Italia e all’estero e di avvicinarsi a meno di 500 metri dallo stadio “Menti” quando si giocano le partite del Vicenza. Le manifestazioni sportive devono restare occasioni di aggregazione e spettacolo, non diventare un pretesto per episodi riprovevoli come questo”.

Questo mix d’odio e insulti, andato in scena dai distinti dello stadio Romeo Menti venerdì sera è stato quindi punito. Un errore auto-riprendersi, montare le immagini e poi pubblicarle sul canale YouTube “L’Ultrà dei Poveri”. Il giovane vicentino ha provato subito a spegnere le polemiche rendendo il video privato, ma è stato troppo tardi. Adesso la speranza è che i toni si abbassino nuovamente e che la rivalità resti confinata al rettangolo di gioco. Lo sport è inclusione, significa anche rispetto dell’avversario, anche se in palio la posta è alta come una permanenza in Serie B.