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La mascherina è diventata un rituale? I sociologi: “creano spirale d’ansia, poco utili contro virus”

La ricerca giapponese sull’uso delle mascherine: questi “rituali” hanno più probabilità di “radicare piuttosto che risolvere le ansie attorno alle quali sono organizzati”, creando persino “ansie esistenziali”

Dal Giappone spiegano che l’uso della mascherina è un “rituale” anziché una “pratica di assunzione di responsabilità collettiva”. E’ quanto pubblicato su OnlineLibrary, una delle raccolte più grandi e autorevoli di giornali, libri e ricerche online, che riguardano la vita, la salute, il sociale e il fisico. In questa discussione gli esperti aggiungono: “questi rituali di rischio non sono trasformativi e, in questo senso, hanno più probabilità di radicare piuttosto che risolvere le ansie attorno alle quali sono organizzati, creando persino una “spirale di ansia” (Crawford 2004: 505). Le ansie esistenziali legate ai rischi per la salute non sono facilmente gestibili e questo va anche al cuore del problema della responsabilizzazione. Gli individui sono resi retoricamente responsabili di problemi sui quali in realtà hanno poco controllo, rendendo l’assunzione di responsabilità illusoria come gli effetti protettivi dei rituali che possono accompagnarli”.

Ma la domanda che tutti giustamente si pongono, al di là dell’uso ormai diventato un rituale comune anche in Italia, è: le mascherine funzionano? “Il loro uso diffuso chiaramente non è guidato da prove di efficacia universale – spiegano ancora gli esperti – . Sebbene permanga incertezza, un consenso internazionale riconosce solo una possibile efficacia nel ridurre la trasmissione delle malattie nelle strutture sanitarie (Center for Disease Control and Prevention 2009, Cowling et al. 2010, Organizzazione mondiale della sanità 2009). Sebbene si possa intuitivamente immaginare che filtrare il respiro in questo modo possa aiutare a ridurre la trasmissione delle infezioni, in realtà è il tatto il fattore più importante. Può darsi che nella misura in cui le mascherine rendono più difficile strofinarsi il naso e quindi diffondere un’infezione alle mani, hanno una certa efficacia. È più probabile che il semplice lavaggio delle mani sia più efficace in relazione a una reale minaccia di malattia. Indossare la mascherina mette in evidenza come le risposte sociali alla malattia raramente sono guidate dalla sola evidenza scientifica”.

Come altre forme di protezione dai rischi, le mascherine non sono utili “incondizionatamente”, anzi, “possono avere l’effetto opposto a quello previsto”. Questo perché, spiegano i sociologi, “a meno che non ci sia un sigillo completo attorno alla mascherina è inutile contro la penetrazione di un virus, rendendo illusoria qualsiasi funzione protettiva. Inoltre, sono scomodi e possono essere regolati frequentemente dalle mani senza che chi li indossa nemmeno se ne accorga. Inoltre, l’area coperta dalla maschera può bagnarsi di saliva e la maschera stessa può diventare umida, favorendo i batteri”.