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La ReggioMediterranea accede ai playoff nazionali e sogna la Serie D, il Presidente Leo: “buone sensazioni per il ripescaggio” | INTERVISTA

L’intervista di StrettoWeb a Bruno Leo, Presidente della ReggioMediterranea che proprio ieri ha conquistato le fasi regionali dei playoff di Eccellenza battendo la Morrone. Ora le finali nazionali e il sogno Serie D, con la speranza ripescaggio

Giovani, programmazione, pazienza, competenza. Quando c’è tutto questo, si può fare calcio. E si può fare bene. In casa ReggioMediterranea si fa calcio in un certo modo, proprio perché entrano in gioco le prerogative di cui sopra. Da sempre, da una vita. Sin dai tempi della vecchia denominazione, del Reggio Sud, della Prima Categoria, delle grandi imprese in Promozione, del colpaccio a Locri, della pazza rimonta col Roggiano, dei secondi posti conquistati di recente. Alla ReggioMediterranea c’è tanto: c’è intuizione, ambizione, voglia di crescere, voglia di fare. Con le idee, soprattutto, e senza passi eccessivamente lunghi.

C’è un volto, dietro tutto questo: Bruno Leo. E’ il Presidente, il deus ex machina di un meccanismo vincente, che fa gruppo, che si unisce, che coinvolge. Forse, purtroppo, senza il relativo spazio e seguito che in realtà meriterebbe. “Sono partito dalla Terza Categoria, faccio il Presidente da 36 anni e ne ho visti passare di colleghi. E’ la passione che mi aiuta”, rivela ai nostri microfoni il numero uno del club, entusiasta il giorno dopo il grande successo contro la Morrone, con cui la ReggioMediterranea si è assicurata i playoff del proprio girone di Eccellenza, quello calabrese, passando alle fasi nazionali, in cui affronterà in semifinale la vincente tra Savoia e San Marzano. “E’ stata una bella partita, combattuta, con un avversario all’altezza. Grandi meriti a tutti, da mister Misiti, che non ha mai mollato, al magazziniere. Non dimentichiamoci del periodo difficile, con due giocatori rappresentativi che sono andati via e il Covid che ci ha colpiti nel momento migliore, quando stavamo lottando punto a punto con il Locri”.

Al di là di come andrà a finire, la ReggioMediterranea è ormai una realtà consolidata del calcio reggino, anzi calabrese. E le chances di giocare in Serie D il prossimo anno, anche in caso di non vittoria dei playoff, sono comunque altissime. Il motivo? Il ripescaggio: “ho buone sensazioni quest’anno”, risponde fiducioso il Presidente Leo. “L’anno scorso il regolamento è cambiato, ci siamo ritrovati dal quinto al quindicesimo posto della graduatoria, ma quest’anno l’aspetto positivo è che non verranno inserite le squadre che non hanno partecipato al mini torneo dell’anno scorso”. Per la cronaca, la scorsa stagione, ancora alle prese con il Covid, non si è giocato un campionato intero di Eccellenza, ma una sorta di mini torneo di qualche mese, in cui la ReggioMediterranea ha partecipato. Nelle graduatorie per il ripescaggio, dunque, buone possibilità, anche per via della vittoria nei playoff regionali.

E poi? “Poi arriverà il difficile”, ammette il Presidente. La società vuole la Serie D, dopo quattro anni ai vertici, in cui siamo arrivati sempre al secondo posto, dietro corazzate. Prima dietro al Corigliano, poi dietro al San Luca e quest’anno alle spalle del Locri. Dopo sette partite eravamo a pari merito, ma il Covid e qualche atleta andato via hanno allungato le distanze”. E qui Bruno Leo fa un chiarimento: “a gennaio Padin e Semenzin, due dei nostri calciatori più rappresentativi, sono andati via. Volevano fortemente la D e la meritavano, per cui abbiamo deciso di lasciarli giustamente andare. Ecco, lì qualcuno ha pensato che volessimo mollare, ma invece siamo ancora qui”. E, sempre in merito alle differenze nella gestione rispetto ad altre “big”, il Presidente precisa: “quest’anno, per i rimborsi ai calciatori, abbiamo spesso quanto il San Marzano – squadra salernitana e possibile avversaria nelle fasi nazionali dei playoff – ha speso per i soli premi”.

Programmazione e idee, dunque, dicevamo, ma guardando al futuro con ambizione: “il mio obiettivo? Creare una struttura societaria e un settore giovanile più forti, con gente che sa fare calcio. I dirigenti nuovi possono mettere risorse liquide, ma vogliamo coinvolgere altre realtà e lavorare a una struttura adeguata. L’Amministrazione, da questo punto di vista, non ci è stata vicina, ma capisco, ha tanti problemi, anche importanti, a cui pensare. Però, giusto per precisare, la situazione in cui si trova la strada dietro la nostra struttura dice tutto”. Montagne di rifiuti, come documentato anche sulle nostre pagine qualche settimana fa. “I ragazzi della Morrone hanno avuto difficoltà a fare manovra per entrare”, ha precisato Leo.

Il Presidente è un appassionato di calcio e tifoso dello sport, tutto. Segue la Reggina da sempre, prima ancora che diventasse il numero uno di una squadra di calcio. Le note vicende del club amaranto, però, lo mettono in una strana posizione. Qualora – e facciamo gli scongiuri – la società dello Stretto non dovesse farcela, e qualora avesse anche difficoltà a ripartire eventualmente dal basso, la ReggioMediterranea l’anno prossimo potrebbe essere la prima realtà reggina del calcio italiano: “fa un certo effetto, confessa Bruno Leo. “Anch’io sono un tifosissimo della Reggina e mi auguro che si riesca a trovare una soluzione, anche se sono pessimista. Le problematiche sono tante e il tempo stringe, frenando anche la programmazione futura. In ogni caso – chiarisce – noi resteremo sempre noi, non vogliamo affatto sostituirci alla Reggina, che resta la realtà più importante della città”.