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Reggio Calabria, attenzione su Piazza Camagna: “quale futuro per il patrimonio artistico cittadino?”

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Il Circolo Culturale “L’Agorà”, che spesso segnala situazione di degrado urbano, ha avanzato proposte e testimoniato con diverse foto lo stato di una storica piazza del centro di Reggio Calabria

“Reggio Calabria città a vocazione turistica, Reggio Calabria città d’arte, questi alcuni dei tanti slogan che si ripetono e si rincorrono con lo scorrere del tempo, senza riuscire a concretizzare, materializzare quanto contenuto in quelle espressioni espositive dai bei colori ma con risultati grigi. Quanto brevemente menzionato risulta tristemente evidente nelle piazze, ubicate lungo la centralissima passeggiata cittadina, dove, purtroppo emerge lo stato di abbandono e degrado in cui versa il territorio cittadino”. E’ quanto fa presente in una nota il Circolo Culturale “L’Agorà” che da sempre segnala questo status quo con una serie continue segnalazioni del degrado urbano, di quello ambientale, ma anche facendosi di diverse proposte, tra le quali quella relativa alla tutela del lastricato storico del Corso Garibaldi, a cui però non è seguita per il momento alcun tipo di risposta da Palazzo San Giorgio.

“Possibile che lo stato di abbandono in cui versa il territorio cittadino non è visibile? Forse si è assuefatti a tali caratteristiche di decadenza e di abbandono? – prosegue la nota del Circolo – Per raccogliere qualche indizio, è sufficiente recarsi proprio lungo l’asse della centralissima arteria del Corso Garibaldi, osservare ad esempio la variegata struttura della pavimentazione o contemplare le fattezze di quale piazza posta proprio lungo tale area. Qualche cenno merita Piazza Camagna e lo stato in cui l’area perimetrale versa, così come il monumento di Biagio Camagna e l’illuminazione posta ai lati della statua. Ma le sorprese non finiscono qui. Digitando su google “piazza Camagna” vi è un richiamo ad una pagina denominata “Piazza Camagna, luogo d’arte – Una gioia per l’architettura Liberty” e nella stessa a riguardo il monumento viene riportato che […] subito dopo la morte del Camagna ha cambiato sede più volte; a partire dal 1968 è stata collocata in piazza Castello di fronte al tribunale reggino, per poi ritornare nella sua sede originaria nel 2007 grazie ad una petizione popolare voluta da numerose associazioni culturali cittadine […]. Circostanze totalmente inesatte, in quanto il monumento dell’onorevole Biagio Camagna venne trasferito il 14 ottobre del 1967 per dei lavori di edilizia ricadenti nell’omonima piazza, a seguito del provvedimento della Giunta Municipale di Reggio Calabria n. 3437 che ne deliberava il trasferimento. A riguardo il ritorno della statua di Biagio Camagna nel suo alveo naturale nella stessa pagina si fa menzione ad […] una petizione popolare voluta da numerose associazioni culturali cittadine […]: anche in questo caso un’altra inesattezza, in quanto quella petizione popolare denominata “Un posto per Camagna” fu un idea progettuale del Circolo Culturale “L’Agorà” e non erroneamente come riportato nella pagina (https://turismo.reggiocal.it/ cultura/le-piazze/piazza-camagna), tra l’altro gestita dal Comune di Reggio Calabria. Per colmare tali vuoti si inviata a consultare il portale del Circolo Culturale “L’Agorà” al seguente link di riferimento http://www. circoloculturalelagora.it/ unpostoperCAMAGNA.html Per quanto esposta si invita a chi di competenza alla rettifica dell’erroneo contenuto riportato nella pagina (https://turismo.reggiocal.it/ cultura/le-piazze/piazza-camagna), tra l’altro gestita dal Comune di Reggio Calabria. L’idea progettuale “Un posto per Camagna”, a cura del Circolo Culturale “L’Agorà”, sostenuta da un migliaio di cittadini, ha avuto come obiettivo il ritorno della statua di Biagio Camagna nel sito originario, la piazza a lui dedicata, con un iter burocratico decisamente lungo ed alquanto complesso”.

“A testimonianza di ciò l’arco di tempo che va dall’inizio della petizione popolare (1998) al ritorno nell’alveo storicizzato (tra fine luglio e primi di agosto del 2007) e lungo tale periodo temporale si è assistito ad un susseguirsi di atti amministrativi conclusosi nel luglio 2008, data che corona la volontà dei reggini di riportare il suo illustre concittadino nella sua sede naturale. Precisando doverosamente tutto ciò per la storia e non a dati puramente fantasiosi, rimangono inevasi i tanti proclami che si sono susseguiti lungo l’arco di un trentennio e che a tutt’ora non hanno portato a nulla di concreto, basti citare “Reggio città turistica” o meglio ancora “Reggio città d’arte”, inni da hit-parade lanciati dalle varie amministrazioni e che al momento fanno da cornice allo stato di abbandono di tali testimonianze artistiche. Oltre ai danni che i monumenti subiscono sia per cause dovute agli agenti inquinanti che per l’incuria cui sono sottoposti vi è anche da annotare la vandalizzazione a cui essi sono purtroppo sottoposti come l’uso di bombolette spray, di pennarelli che ne deturpano la bellezza artistica con scritte o graffiti di diverso genere o nella peggiore delle ipotesi l’asportazione di alcuni pezzi od anche la loro mutilazione. Quale dovrebbe essere a questo punto il paventato “biglietto da visita” per poter promuovere e valorizzare l’offerta turistica in Città se gli esiti sono questi, ammesso che di risultati si possa parlare? Ultima osservazione che fine ha fatto la cancellata artistica che ornava il monumento di Biagio Camagna?”, conclude la nota.